Approvato il PRSE – Piano Regionale di Sviluppo Economico

Il Consiglio Regionale ha approvato il PRSE – Piano Regionale di Sviluppo Economico.

Lo potete trovare qui.

A seguire la mia relazione in aula.

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Il Piano regionale dello sviluppo economico (PRSE) per gli anni 2007–2010 definisce il quadro della programmazione in materia di sviluppo economico secondo quanto impostato dal PRS dando attuazione, in modo particolare, ai quattro (PIR) Progetti Integrati Regionali in esso contenuti che sono più direttamente attinenti ai temi dello sviluppo economico.

Riveste dunque un’importanza notevole perchè è con questo strumento, di cui oggi ne proponiamo l’approvazione, che andiamo concretamente ad attuare il PRS per industria, artigianato, commercio, cooperazione e turismo e le altre attività produttive del settore secondario e terziario. 

Il PRSE trova concreto legame con il Piano Indirizzo Territoriale (PIT), con il Piano regionale di azione ambientale e con la programmazione fatta a livello locale attraverso i Patti per lo sviluppo locale (PASL) che saranno il riferimento per definire le priorità verso le quali allocare le risorse. 

La programmazione negoziata e la concertazione permangono poi gli strumenti fondamentali per gestire anche la fase attuativa. Da questo punto di vista vale la pena sottolineare che, seppur con inclinazioni diverse, le audizioni fatte dalla Commissione con le Categorie Economiche e con le Organizzazioni Sindacali hanno offerto un quadro di condivisione del PRSE da parte di questi soggetti. 

L’atro fatto fondamentale è che il PRSE si integra strettamente con il complesso della Programmazione Comunitaria mettendo dunque insieme, in forma strettamente legata e congiunta, il PRS e le politiche di intervento comunitarie nel settore. 

In questo senso, dunque, le notevoli risorse messe a disposizione dai PIR vengono incrementate notevolmente dalle risorse del FESR, per la parte delle politiche per l’innovazione per i sistemi produttivi e per le PMI.  

Il PRSE 2007-2010 identifica come proprio obiettivo globale, come scritto nel documento, quello di “sostenere la crescita sostenibile dell’economia regionale attraverso il miglioramento della competitività e dei livelli occupazionali – con particolare attenzione a quella femminile – del sistema economico toscano”. 

Gli interventi per raggiungere questo obiettivo sono suddivisi in quattro assi, corrispondenti ai 4 PIR di competenza. 

Gli assi 1 e 3 (“Verso lo spazio regionale della ricerca e dell’innovazione, limitatamente al sottoprogetto 2” e “La riorganizzazione dei distretti industriali e dei sistemi produttivi: distretto integrato regionale e le nuove politiche industriali”) intervengono prioritariamente sui due aspetti della criticità del sistema economico regionale: necessità di innovazione molto più strutturata nel sistema, necessità di superare l’eccessiva frammentazione del sistema produttivo, necessità di innalzare la produttività. In una parola: favorire la competitività del sistema. 

Il secondo Asse (Internazionalizzazione, cooperazione, promozione, marketing territoriale) interviene su di ulteriore fattore cruciale: internazionalizzazione e promozione delle imprese e dell’economia toscana. In questo quadro è interessante che dalla proposta di riorganizzazione che il Presidente presenterà in quest’aula scaturisca una ulteriore capacità di accorpamento degli strumenti di promozione che superi la frammentazione attuale e si integri con la riorganizzazione degli altri strumenti che attengono allo sviluppo economico.

Completa il quadro dell’intervento del Piano il quarto Asse (Innovazione e sostenibilità offerta turistica e commerciale), volto a favore dei comparti del turismo e del commercio che sono altrettanto centrali per il sistema produttivo regionale.  

L’intervento del PRSE segue l’impostazione del PRS e guarda dunque al complesso dei settori dell’economia toscana con una azione che dovrà essere ulteriormente rafforzata nella fase di attuazione e che vede nell’idea del Distretto Integrato Toscana, come l’insieme organico e unitario di azioni integrate fra e sui sistemi territoriali locali produttivi (distretti industriali, sistemi produttivi locali, poli di produzione, cluster tecnologici), le filiere di antica e nuova presenza e le eccellenze presenti e da attrarre su tutto il territorio regionale.  

Tutto ciò è realizzato anche attraverso quelli che il Piano definisce “Progetti integrati di innovazione”, i quali opereranno in via selettiva su linee di intervento specifiche: interventi a favore delle filiere produttive, programmi congiunti di innovazione tra Grandi imprese e PMI, servizi qualificati alle imprese, infrastrutture strategiche sostenibili per i sistemi locali. I “Progetti integrati di innovazione” riguarderanno il sistema moda, il sistema casa, la meccanica, il lapideo, la nautica, oltre che uno specifico per la chimica-farmaceutica.

Nello specifico le azioni previste sono: 

  • sostenere in tutti i settori dell’economia regionale l’evoluzione dei modelli organizzativi delle imprese, favorendo la creazione di reti di imprese e altre forme più strutturate di integrazione;

  • incrementare in tutti i settori dell’economica regionale la capacità innovativa delle imprese, intesa soprattutto come capacità di generare innovazione piuttosto che – nel caso del settore manifatturiero – di accedere all’innovazione incorporata in nuovi strumenti o macchinari e, quindi, prioritariamente attraverso il sostegno alle attività di sviluppo precompetitivo delle imprese;

  • elevare la capacità delle imprese di acquisire nuovi mercati, mediante azioni di sostegno alla promozione, commercializzazione e internazionalizzazione;

  • ridurre l’impatto ambientale delle produzioni e il consumo energetico, sollecitando anche processi di certificazione da parte delle imprese;

  • promuovere forme di turismo sostenibile anche attraverso forme di certificazione di qualità e razionalizzare le azioni di marketing di destinazione collegandole a prodotti turistici innovativi;

  • agevolare l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese, attraverso la realizzazione di un efficace sistema a rete di garanzia.  

Il PRSE finalizza una parte della propria azione a sostenere domanda di investimenti in ricerca & sviluppo da parte delle grandi e medie imprese, puntando a quelle che sono state individuate le tecnologie chiavi abilitanti. 

Il punto centrale, e quello a cui sono dedicate più risorse, è quello che vede ribadita la centralità del sistema manifatturiero regionale, concentrato soprattutto nei sistemi produttivi territoriali, e che spinge sulla crescita dei settori a maggiore valore aggiunto tecnologico e definisce linee di azioni tese alla crescita della domanda di servizi avanzati e qualificati alle imprese. 

Anche in questo contesto sarà importante l’attuazione di una razionalizzazione e coordinamento funzionale dei vari centri servizi e centri di competenza presenti sul territorio.

La competitività del sistema produttivo regionale e della qualità delle produzioni è al centro del Piano e punta a sostenere il processo di riorganizzazione e qualificazione del sistema manifatturiero.

Il rafforzamento delle imprese e la loro capacità di stare sui mercati vengono viste come fattore chiave per garantire l’incremento, la qualità e la stabilità del lavoro. 

Una attenzione particolare sarà data alle politiche di accesso al credito, attraverso l’attivazione di un sistema di strumenti connessi alla c.d. ingegneria finanziaria, in moda da sostenere il processo avviato di razionalizzazione del sistema dei fidi regionale, da un lato; e da consolidare quei soggetti che ad oggi hanno garantito un sostegno alla domanda di garanzie da parte delle PMI toscane. 

Le risorse rese disponibili per l’attuazione del PRSE ammontano a circa 740 milioni di euro, provenienti per circa il 63% da risorse regionali, a cui si aggiungono circa 24 Milioni di euro dal Piano straordinario degli investimenti.  

A livello degli Assi di intervento:

  • la parte più importante delle risorse va a favore del primo e del terzo asse di intervento, che sostengono la parte centrale della strategia di intervento del Piano (R&S e politiche industriali) – circa 500 milioni di euro, pari a circa il 70% delle risorse complessivamente previste.

  • a favore degli interventi programmati nell’ambito dell’Asse 2 sono destinate risorse per 137 milioni di euro;

  • gli stanziamenti previsti per l’Asse 4 ammontano a 100 milioni di euro. 

In conclusione, si ritiene che il complesso delle azioni del PRSE costituisca un valido vettore per il sostegno ai processi di qualificazione del sistema produttivo regionale, per il suo rafforzamento finalizzato ad incrementarne la competitività sui mercati. 

Per questo sarà decisiva la fase di attuazione durante la quale vengono previsti vari strumenti di definizione e verifica degli stati di avanzamento. Sarebbe perciò opportuno venisse stabilito un criterio attraverso il quale informare il Consiglio regionale, magari attraverso la Commissione Attività Produttive, riguardo i contenuti degli atti deliberativi che si andranno ad assumere in ordine all’attuazione delle linee di intervento e delle azioni di cui si compongono gli assi strategici del PRSE e circa lo stato di attuazione del Piano e dei bandi attuativi.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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