PD: Intervista al Tirreno Empoli

Che rapporto c’è tra il PD e il futuro dell’area

La politica da noi ha sempre saputo svolgere un doppio ruolo: da un lato saper fare da collante tra le esigenze della crescita economica e quelle sociali e di cittadinanza delle persone e dall’altro saper fare non da freno, ma da attivatore di tutti gli strumenti che servono al sistema per innovarsi, per saper guardare avanti.

Mai come in questo momento serve proprio andare a definire cosa occorre perchè quest’area possa stare appieno dentro la modernità, essere un’area europea che stia fortemente nel processo che la Toscana deve fare per stare tra le prime regioni europee.

E le chiavi di tutto ciò sono; specializzarsi, fare sistema, essere dinamici ed esprimere innovazione ed eccellenza. A tutti i livelli: da quello economico, a quello istituzionale ed amministrativo, a quello sociale, a quello culturale.

Che responsabilità ha il PD in un’area dove già DS + Margherita erano così forti…

O il Partito Democratico con la sua politica, riesce a dare un’impronta forte alla società in questa direzione, o non riusciremo a rimanere tra i “primi”. Vi sono tutte le condizioni. Il PD da noi è partito bene, molti giovani e molte donne stanno partecipando al progetto, i “soci fondatori” Ds e Margherita hanno usato intelligenza e non hanno disperso le loro forze migliori, Faenzi sta lavorando bene all’insegna della coesione e dell’unità. Adesso dobbiamo strutturare la classe dirigente locale ed è bene essere aperti a chi ha idee per il futuro della nostra area e ha impostazioni chiare sui temi sensibili dei nostri tempi, come ha detto giustamente anche Fluvi. E diamo anche una organizzazione per temi al partito in modo che possa discutere e decidere del futuro in maniera strutturata con le persone, con il mondo delle imprese, con le tante identità del sociale, del mondo della cultura.

Che chiavi suggerisco per lo sviluppo visto anche dal livello regionale

L’empolese-valdelsa, la Toscana, non sono gran cosa rispetto al mondo di oggi, così fortemente allargato, così strutturato a funzionare sistemicamente su dimensioni mondiali. Però possiamo esserlo se pratichiamo le quattro chiavi di cui parlavo prima.

Cioè..

Se le aziende si specializzano, meglio se lo fanno riescendo a strutturarsi accrescendo la loro dimensione, se entrano con dinamismo nell’innovazione e riescono per questo a produrre oggetti e servizi di eccellenza. Non può esserci sfiducia se esse si sentono un patrimonio essenziale per un sistema in evoluzione che vuole vincere la sfida della modernità facendo ognuno la sua parte in un grande gioco di squadra.

E il pubblico…

Al pubblico tocca fare tre cose: accompagnare la ristrutturazione economica per sostenere chi può rimanere temporaneamente in difficoltà, riorganizzare la sua capacità istituzionale e amministrativa e mettere a disposizone delle risorse e degli strumenti efficaci.

Un buon capo famiglia ha il dovere di tentare di fare di tutto per far quadrare il bilancio e chiedere il sacrificio a tutti i componenti. ma quando qualche conto inizia a tornare deve avere l’intelligenza anche di saper dare qualcosa a chi è colpito di più dai sacrifici. Questa è la fase che attende prossimamente il Governo: i salari sono bassi per troppe famiglie italiane, il lavoro precario, il futuro incerto. Occorre intervenire su questo. Le prime cose presenti in Finanziaria vanno bene, ma presto dovranno andare oltre. Ad iniziare da chi è veramente in difficoltà perchè ha in casa una persona non autosufficiente: bene che la Regione abbia attivato il progetto a sostegno di queste famiglie mettendo a disposizione una cifra interessante se sommata a quella del Governo.

E poi il pubblico non può chiedere al sistema economico di riorganizzarsi e nel contempo rimanere esso stesso strutturato come 30 anni fa. In Toscana siamo tre milioni e mezzo di abitanti, tanti quanti una piccola città nella rete del mondo globalizzato. Chi atterra a Peretola, se guarda dal finestrino, vede una città che si estende da Firenze verso Sud, verso Prato, verso Pistoia, verso Empoli. Questo pezzo di Toscana, quello centrale per lo sviluppo, è unito oggettivamente. Non può rimanere dunque frammentato istituzionalmente. E’ interesse di questa area e interesse di tutti chiedere che venga semplificato e ottimizzato dal punto di vista istituzionale ed essere noi, la nostra area, attraverso i suoi strumenti, essere noi fortemente coesi per dare al meglio il nostro apporto.

E le risorse…

Il pubblico non può avere mille strumenti per mille cosine, ne deve avere uno per fare cose sostanziali, smuovere, stare al passo con il mondo; e che dunque servire alla società, alle imprese, a chi ci lavora. Un po’ di risorse pubbliche ci sono, ma vanno usate bene, non disperse in mille rivoli. Vi sono gli interessanti provvedimenti della finanziaria, vi sono i circa 750 milioni di euro messi a disposizioone da qui al 2010 dal piano regionale di sviluppo economico della Regione, vi è il nuovo Piano Energetico Regionale che sarà sostanziale per un settore in cui vi è veramente sviluppo e sul quale si gioca il futuro, vi è il nuovo Piano Sanitario Regionale che anch’esso è impostato per costruire crescita economica insieme al miglioramento della salute, vi sono quelle destinate alle infrastrutture, sia locali, per le quali Faenzi poneva giustamente la questione dell’urgenza, sia regionali, per le quali si pone lo stesso problema.

Ma queste risorse vanno usate bene. Quale è l’eccellenza o le eccellenze sulle quali collocare il nostro territorio? Questo occorre definire e su questo costruire progetti innovativi. I soldi si trovano.

Spesso l’economia è bloccata dalla burocrazia e dalla scarsa efficienza dei servizi…

E questa è un’ltra grande questione. Rivedere la macchina Amministrativa per fare in modo che, come talvolta accade, anziché essere un freno sia un incentivo al dinamismo del sistema. Ma intanto si può fare qualcosa di concreto. Il PD nella nostra zona ha rappresentanti istituzionali a tutti i livelli: propongo si attivi un forum tra eletti del PD e mondo delle imprese per analizzare quelle che sono le procedure da modificare e cercare di farlo, concretamente, ognuno per la sua responsabilità, per il livello istituzionale a cui appartiene. E per i servizi pubblici oramai la questione è europea: servizi sempre più liberalizzati gestiti da aziende sempre più strutturate, al di fuori della disputa ideologica pubblico/privato. Servono strutture efficienti indipendentemente dalla loro ragione sociale ed efficaci strumenti di controllo in mano ai cittadini: su questo la nostra area lavora da anni e possiamo continuare a portare un contributo alto.

Molto lavoro per il PD allora…

Il PD deve farsi carico nella nostra area e in Toscana di tutto questo dando il senso alla società del “colpo di reni” di cui c’è bisogno, anche nell’azione di governo. E ciò può avvenire solo se la politica che faremo saprà partire da un diverso e più stretto rapporto con le istanze delle persone e delle varie strutture della società.

Per dare questo “senso” servono anche cose concrete, esempi di una riacquisizione del rapporto con i cittadini; come avere il coraggio di correggere una legge elettorale regionale che, alla prova dei fatti, favorisce la frammentazione dei partiti anziché combatterla, ha portato ad un numero troppo elevato di consiglieri regionali, non si coniuga troppo appieno con l’esigenza che hanno le persone di scegliere i loro candidati.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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