Consumatori: nuova Legge Regionale

Nella seduta del Consiglio Regionale del 12 febbraio 2008 abbiamo approvato la nuova legge regionale, poi divenuta Legge Regionale 20 febbraio 2008, n.9. Di seguito la mia relazione in aula a illustrazione della legge.

—————————-

A mio avviso, la nuova legge risponde adeguatamente al ruolo che le Regioni hanno in materia, puntando a tutelare al meglio i consumatori e favorendo il ruolo delle loro associazioni, che risultano centrali nel testo di legge. Con questo provvedimento, ci si va ad occupare in maniera avanzata di una materia che ha un peso sempre maggiore nella società, anche in considerazione delle recenti norme approvate dal Governo, penso soprattutto alla cosiddetta Class action, introdotta con l’ultima Finanziara. Il lavoro della commissione, con un fitto calendario di consultazioni dei rappresentanti della società toscana, è servito per arricchire la proposta della Giunta regionale.

Questa proposta di legge va a sostituire la precedente legge regionale n. 1 del 2000.

Si tratta anche di un adeguamento normativo rispetto al nuovo Codice del consumo ma principalmente il riconoscimento della importanza di una politica di difesa dei consumatori e degli utenti, grazie anche alla diffusa presenza delle associazioni dei consumatori organizzati.

Al centro della normativa è stato ovviamente scelto di collocare un rapporto stretto con le associazioni dei consumatori, con un ruolo importante per il “Comitato regionale dei consumatori e degli utenti”.

I “pilastri” della legge sono rappresentati:

  1. dalla legge 281/1998, che recependo la normativa comunitaria ha riconosciuto i diritti fondamentali dei consumatori e degli utenti;

  2. dal Codice del consumo (D. Lgs. 206/2005), che ha operato un riassetto delle principali disposizioni vigenti in materia e ha chiarito l’assetto delle competenze statali e regionali ribadendo quanto già disposto dalla legge 281/1998);

  3. dalla legge finanziaria 2001 (L. 388/2000), il cui articolo 148 ha introdotto nel nostro ordinamento una rilevante fonte di finanziamento per le politiche dei consumatori disponendo che “le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato sono destinate ad iniziative a vantaggio dei consumatori”. I decreti ministeriali emanati annualmente in attuazione di tale norma (da ultimo il D.M. 18/12/2006) hanno assegnato queste ingenti risorse a vari soggetti fra cui le Regioni, prevedendo che gli interventi di ciascun programma (proposto dalla Regione e approvato dal Ministero) possano essere realizzati in collaborazione con le associazioni dei consumatori. Tali decreti prevedono altresì che i rapporti fra le Regioni e le associazioni nella realizzazione dei programmi siano regolati attraverso apposite convenzioni, nelle quali sono stabiliti l’ammontare del finanziamento concesso, le modalità di collaborazione, i termini e i requisiti per la realizzazione dei singoli interventi (art. 6 decreto direttore generale sviluppo economico – D.G. Armonizzazione del Mercato e Tutela dei Consumatori – sulle modalità attuative del D.M. 18/12/2006).

A proposito delle “materie” che – a differenza di quella in oggetto – sono specificamente enunciate dall’art. 117 Costituzione, forse anche la tutela dei consumatori può essere ritenuta, più che una materia in senso stretto, una competenza trasversale idonea ad investire più materie; un ambito di legislazione che si qualifica secondo l’oggetto al quale afferisce e pertanto può essere ascritto di volta in volta a potestà legislative di cui sono titolari soggetti diversi.

La tutela dei consumatori, proprio a causa del suo carattere trasversale, sfugge infatti ad un preciso inquadramento sistematico in quanto abbraccia e si pone in connessione con ambiti amplissimi e diversificati.

Le competenze regionali, se certamente non possono incidere né sui diritti dei consumatori, né sulla disciplina dei loro rapporti precontrattuali, contrattuali o extracontrattuali con le imprese, possono però riguardare iniziative a favore delle associazioni, programmi di intervento per l’informazione e l’educazione, eventualmente anche per la soluzione stragiudiziale delle controversie

La proposta di legge rimane negli ambiti previsti dalla Costituzione esprimendo da una parte la competenza regionale residuale in materia di informazione ed educazione dei consumatori, con iniziative a sostegno delle Associazioni, (fra l’altro già contenute anche nella precedente legge 1/2000) ed inoltre attua i principi e le disposizioni contenute nel codice del Consumo di cui al Decreto legislativo 206 del 2005, che coinvolge anche il ruolo delle Regioni.

Contenuti della PdL:

All’ articolo 1 si è tenuto conto del principio di sussidiarietà (artt. 58-59 Statuto regionale), che si propone di valorizzare nella misura più ampia l’autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro aggregazioni, per il diretto svolgimento di attività di interesse generale. Viene attribuito particolare rilievo alla realizzazione, da parte delle associazioni di consumatori-utenti, di iniziative unitarie e coordinate.

All’articolo 2 che riguarda il Comitato regionale dei consumatori e degli utenti è stata inserita la presenza di un consigliere regionale senza diritto di voto allo scopo di consentire un maggior collegamento e una maggiore informazione da parte del Consiglio che potrà risultare utile per una migliore programmazione da parte del Consiglio stesso. Inoltre i membri del Comitato designati dalle associazioni non possono essere confermati per più di due legislature consecutive successive al primo insediamento.

All’articolo 3 Funzioni del Comitato regionale dei consumatori e degli utenti, rispetto alla l.r. 1/2000 vengono introdotte due nuove funzioni: quella di proporre azioni coordinate con imprese e pubblica amministrazione per sviluppare e sostenere migliori standard qualitativi in merito a beni e servizi e quella di favorire e promuovere momenti di confronto con le rappresentanze delle imprese, degli enti locali e delle organizzazioni sindacali.



Sono stati eliminati i gettoni di presenza realizzando le economie di spesa previste per organismi analoghi.





Rispetto alla l.r. 1/2000 è stato specificato che per poter ottenere l’iscrizione all’elenco regionale delle associazioni e degli utenti, l’associazione non deve avere scopo di lucro, deve essere costituita da almeno tre anni e lo statuto deve prevedere come scopo la tutela dei consumatori e degli utenti. E’ stato inoltre aggiunto il requisito dello svolgimento di un’attività continuativa sul territorio regionale da almeno tre anni.




Al regolamento attuativo della legge sono rinviati oltre alla disciplina del procedimento per l’iscrizione delle associazioni nell’elenco e per l’aggiornamento annuale dello stesso, anche la specificazione degli indicatori e gli standard dei requisiti necessari alla iscrizione.


All’articolo 5 è stato recepito il principio (art. 46 Statuto regionale) secondo cui la programmazione costituisce il metodo dell’attività regionale. In conformità alla normativa regionale in materia di programmazione, la durata del Piano è stata innalzata da tre a cinque anni, ed è stata prevista la sua articolazione in documenti annuali di attuazione (articolo 6).

Viene introdotto, in capo alle associazioni che fruiscano di finanziamenti, l’obbligo di redigere un monitoraggio annuale sull’attività svolta ed un consuntivo delle spese, con le modalità e i termini definiti nel regolamento attuativo della legge.

Con l’articolo 7 viene data attuazione ai decreti ministeriali che, destinando fondi (le “multe” comminate dal Garante della Concorrenza) alle Regioni per iniziative a vantaggio dei consumatori, prevedono che gli interventi di ciascun programma possano essere realizzati in collaborazione con le associazioni dei consumatori.

L’articolo 8 è introdotto ex novo per garantire che i finanziamenti erogati siano effettivamente utilizzati per lo scopo cui sono destinati ed assicurare il buon funzionamento della programmazione.

Anche l’articolo 9 è stato introdotto ex novo per demandare al regolamento la disciplina di tutti gli aspetti attuativi della legge.

Nell’articolo 10 sulla Formazione e Informazione dei consumatori e degli utenti l’attenzione è focalizzata non solo su tematiche di stretto interesse consumeristico, ma, più in generale, sui diritti di cittadinanza.

L’articolo 11 è stato elaborato dalla commissione e riguarda una clausola valutativa secondo la quale la Giunta regionale presenta annualmente al Consiglio una relazione che illustra:




  1. lo stato di attuazione delle iniziative di cui al comma 4 dell’articolo 6;

  2. i contenuti delle convenzioni di cui all’articolo 7;

  3. le iniziative di informazione, educazione e formazione, di cui all’articolo 10;

  4. i risultati del monitoraggio di cui al comma 7 dell’articolo 6, con particolare riferimento ad eventuali revoche di finanziamenti ai sensi dell’articolo 8.

Gli indirizzi, approvati ai sensi della precedente normativa dal Consiglio Regionale con riferimento all’attuale PRS, vengono prorogati fino allo scadere della corrente legislatura ed alla successiva approvazione del Programma Regionale di Sviluppo, nella prospettiva di uniformare al nuovo PRS la futura programmazione in materia di tutela dei consumatori.

Entro 120 giorni dalla entrata in vigore del regolamento attuativo della legge il Presidente della Giunta regionale provvede alla nomina del Comitato per il primo insediamento

Le disposizioni della legge si applicano dalla data di entrata in vigore del regolamento attuativo.

————————-

Il mio Intervento in Aula


Qui sotto il link al quale potrete trovare la norma:

Legge Consumatori

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

, ,

No comments yet.

Lascia un Commento