Congiuntura Industria e Manifatturiero: rapporto I e II trimestre

Economia: un'industria automobilisticaINDAGINE CONGIUNTURALE UNIONCAMERE TOSCANA – CONFINDUSTRIA TOSCANA

(23 Settembre 2008)

Trimestre “Rosso”: battuta d’arresto per produzione (-2,6%) e ordinativi (-2,8% interni, -2,6% esteri)

Quadro generale

L’industria manifatturiera toscana, come rileva l’indagine congiunturale di Unioncamere Toscana e Confindustria Toscana, è entrata bruscamente in una nuova fase negativa. Dopo la battuta d’arresto registrata nel I trimestre, il periodo aprile-giugno evidenzia infatti una ulteriore flessione dei principali indicatori rispetto allo stesso periodo del 2007: produzione: -2,6%; fatturato: -0,8%; ordinativi interni: -2,8%; esteri: -2,6%.

L’inversione di tendenza che segna la fine del ciclo espansivo degli ultimi due anni è confermata dall’andamento cumulato della produzione nel primo semestre 2008, giù di 1,8%, valore analogo a quello rilevato da Istat per l’industria italiana (-1,6%).

Il sistema manifatturiero regionale, al pari di quello nazionale, risente (e non potrebbe essere diversamente) del raffreddamento dell’economia mondiale, in modo particolare di quella europea dove la stessa, inossidabile Germania inizia a perdere colpi. Così la conferma del ripiegamento congiunturale va ad aggiungersi agli altri fattori di preoccupazione che tengono sotto pressione il quadro economico; il cambio euro-dollaro penalizzante, le condizioni creditizie meno favorevoli e la brusca dinamica dei costi delle materie che spinge inesorabilmente al rialzo i listini delle imprese (+3,2% i prezzi alla produzione nelle risposte del campione delle imprese toscane).

La contrazione delle quantità prodotte non si riflette, per il momento, sugli assetti organizzativi delle imprese che, di norma, esitano in cerca di conferme prima di adeguare i livelli occupazionali: tutto questo spiega la tenuta dell’occupazione che nonostante la flessione dei volumi prodotti registra una leggera crescita.

Figura 3.2. La congiuntura manifatturiera toscana

Quadro generale

Indicatori

2007

2007

 

2008

 

 

I trim

II trim

III trim

IV trim

 

anno

 

I

trim

II trim

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione

2,9

3,7

1,2

0,8

 

2,2

 

-0,9

-2,6

Var. su stesso periodo anno precedente

Fatturato

3,7

4,6

2,8

0,7

 

2,9

 

0,5

-0,8

Var. su stesso periodo anno precedente

Ordini interni

3,1

2,0

1,4

0,9

 

1,8

 

-1,6

-2,8

Var. su stesso periodo anno precedente

Ordini esteri

2,9

1,9

0,5

1,3

 

1,7

 

-1,2

-2,6

Var. su stesso periodo anno precedente

Utilizzo impianti*

74,9

79,0

74,5

74,9

 

75,8

 

79,3

80,7

Quota capacità prod.va max utilizzata

Occupati**

1,5

2,1

1,5

2,1

 

1,8

 

1,2

0,6

Var. su stesso periodo anno precedente

Prezzi alla produzione

2,3

2,2

2,5

3,6

 

2,6

 

3,0

3,2

Var. su stesso periodo anno precedente

* valore grezzo ** variazione calcolata

Nonostante il vento contrario, i toscani non hanno perso il coraggio e la voglia di fare impresa. Secondo la banca dati Infocamere-Movimprese, il numero di imprese manifatturiere non artigiane registrate presso le Camere di Commercio della Toscana nel II trimestre 2008 si riduce di 931 unità (rispetto ad uno stock di 27.776 imprese al 30/06/2008), rispetto allo stesso periodo del 2007. La flessione, tuttavia, è solo “amministrativa” e riconducibile alla “cancellazione d’ufficio” dai registri camerali di 1.316 imprese; al netto di tale fenomeno il numero di imprese registrate ai registri camerali toscani è cresciuto di 385 unità.

Fatturato, ordinativi e prezzi

Dopo 11 trimestri consecutivi di crescita, torna a flettere anche il fatturato nominale (-0,8%), caduta che si presenta decisamente più preoccupante (-4,0%) se calcolata al netto del +3,2% di aumento dei prezzi alla produzione.

La dinamica dei prezzi alla produzione evidenzia una marcata varianza fra i diversi settori; registra crescite particolarmente consistenti in alcuni comparti come l’alimentare (+7,2%), i metalli (+5,9%) e la meccanica (+3,8%); meno marcata la dinamica dei prezzi nel tessile-abbigliamento (+1,6%) e nella chimica-farmaceutica-gomma-plastica (+0,7%). Nel complesso i listini dei prezzi alla produzione delle imprese toscane non hanno ancora inglobato completamente gli aumenti di costo delle materie prime energetiche (+60,8% la variazione tendenziale dello specifico indice HWWI valutato in euro) ed industriali (+7,1%).

Il ripiegamento della consistenza ordini tanto dei mercati nazionali (-2,8% nel trimestre rispetto allo stesso periodo del 2007) che di quelli estera (-2,6%) preannuncia cattivo tempo anche per la parte finale dell’anno.

La dimensione d’impresa

La nuova ondata recessiva avvolge tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni. Sono le aziende più grandi (250 addetti ed oltre), tuttavia, ad evidenziare la perdita più consistente (-4,5% la produzione) anche se il confronto con il medesimo periodo del 2007 (+11,8%) smorza un po’ il giudizio negativo sul trimestre in essere. Sono decisamente in affanno (-2,8%) anche le piccole unità manifatturiere (10-49 addetti) mentre le medie imprese (50-249 addetti) contengono la flessione a -1,1%.

Congiuntura e settori

Tra i diversi comparti solo l’alimentare (+0,4% la variazione tendenziale della produzione) e l’elettronica mezzi di trasporto (+0,7%, grazie però alla sola elettronica) evidenziano tassi di crescita anche se si tratta di pochi decimali di punto. Tra i settori tradizionali, prosegue la fase recessiva del pelli-cuoio-calzature (-5,4%, la produzione) e del tessile-abbigliamento (-4,2%: è la sesta flessione consecutiva). Il quadro non è molto diverso per il legno-mobili, con la produzione che arretra del 3,2%, i minerali non metalliferi (-1,6%) e produzione di metallo e fabbricazione di oggetti in metallo (-1,2%). E’ secca, ancora, la caduta produttiva del macro-comparto della chimica, farmaceutica, gomma e plastica che, in termini produttivi, perde il 7,7%. Dopo 11 trimestri di crescita, c’è da registrare, soprattutto per quello che rappresenta, anche la piccola battuta d’arresto della meccanica (-0,3%). Il segno meno, infine, continua a campeggiare nei settori raggruppati sotto la voce varie (per lo più cartotecnica, orafo-argentiero e raffinazione): la produzione, in questo caso, segna un -1,8%.

Aspettative per il III trimestre 2008

Il nuovo deterioramento del clima generale di fiducia per il quadro economico ha solo parzialmente influenzato gli imprenditori del settore manifatturiero toscano. L’analisi delle aspettative (perequate con una media mobile al fine di ridurre le oscillazioni a breve), mostra infatti un saldo tra “ottimisti” e “pessimisti” che è passato da +10 punti percentuali del III trimestre 2007 a +11 del III trimestre 2008.

Risultano stazionarie anche le aspettative relative alla domanda estera (saldo da +10 a +11), mentre peggiorano sia quelle sull’occupazione (saldo da +1 a -3), sia quelle sulla domanda interna (saldo da +7 a +5).

NOTA SULLA RILEVAZIONE

L’indagine sulla congiuntura manifatturiera regionale Toscana relativa al II trimestre 2008 si è svolta nel periodo 16 giugno 2008 – 17 luglio 2008. La rilevazione ha riguardato un campione di 1.571 unità locali manifatturiere con almeno dieci addetti.


Il commento del Presidente di Confindustria Toscana in conferenza stampa.

C’è una parola-chiave che riassume il sentimento degli industriali toscani di fronte all’attuale scenario economico regionale: preoccupazione.

Nel secondo trimestre di quest’anno sono scesi in negativo tutti i saldi sintetici di produzione, fatturato e ordini; veniamo da un’estate gelida e il futuro è dominato dall’incertezza. Marciamo al di sotto delle nostre potenzialità e dei nostri bisogni.

C’è preoccupazione per la ‘cornice-macro’, in cui inquadriamo queste difficoltà. Lo scenario continua a cambiare a nostro sfavore: penso alle tempeste finanziarie, alla bolla delle materie prime, al cambio sfavorevole, al costo del credito, alla bassa produttività, alla domanda interna debole.

La crescita sottozero impone a tutti di cambiare marcia; e di farlo con urgenza. L’inversione del ciclo dipende dall’intreccio di due fattori: dalle trasformazioni e dall’innovazione del sistema produttivo e del sistema territorio.

Spetta alle imprese salire ai piani alti della catena del valore aggiunto e riposizionarsi sui mercati esteri; lo stanno facendo e devono continuare. Ma il territorio deve fare la stessa cosa, perché la responsabilità verso lo sviluppo va condivisa.

Oggi si deve re-industrializzare la Toscana, renderla più accogliente e attrattiva per l’attività imprenditoriale, attrezzata per un futuro che sia ancora industriale manifatturiero, l’unico in grado di garantire gli attuali standard sociali.

L’agenda è nota e i tempi stringono. Manca poco più di un anno alla fine della legislatura regionale: l’economia deve essere la priorità di fine legislatura; e l’industria ‘la priorità nella priorità’.

Bene che si faccia un Consiglio Regionale dedicato all’economia. E’ opportuno che rimanga convocato permanentemente su questo tema perchè occorre che tutto ciò che può essere fatto venga fatto.

Vanno selezionate poche azioni per lo sviluppo, ma quelle vanno chiuse.

Vuol dire aprire almeno i cantieri della grandi infrastrutture viarie, Tirrenica in testa; di quelle per l’energia, e cioè il gassificatore; di quelle per lo smaltimento dei rifiuti. Vuol dire prevedere entro l’anno una semplificazione vera, snellezza e tempi industriali nelle procedure. Vuol dire un sistema della promozione finalmente riorganizzato, visti anche i dati export poco confortanti (-2,1% il manifatturiero nel primo semestre 2008). Vuol dire favorire una ricerca strategica e trasferibile alle imprese. Vuol dire un credito partner delle aziende negli investimenti sulle idee e lo sviluppo. Vuol dire servizi pubblici locali efficienti e competitivi.

Il Federalismo vedrà una competizione sempre più accesa fra territori; e la Toscana deve essere fra i territori di testa che attraggono impresa e capitali; e che producono ricchezza e sviluppo vero, cioè sviluppo industriale.


Il punto di vista di Pierfrancesco Pacini – Presidente di Unioncamere Toscana

“La decisa flessione produttiva registrata in Toscana conferma la fine della fase espansiva del nostro sistema manifatturiero. Bisogna quindi agire da subito aumentando la capacità di avvicinamento delle imprese ai mercati di sbocco esteri, non solo su quelli europei e del Nord America, ma anche verso i nuovi mercati. È importante rendere agevole il lavoro dell’imprenditore riducendo i tempi degli adempimenti burocratici e rivedendo la fiscalità d’impresa.

In sostanza bisogna aumentare la capacità di competere del nostro sistema economico regionale, attuando una forte sinergia tra Istituzioni ed Associazioni di Categoria e partendo dalla semplificazione, dalla promozione e dalla formazione.

Nei rapporti con la Regione bisogna porsi obiettivi con risultati misurabili nel tempo.”


Le slides complete del rapporto

 

 


About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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