Bilancio 2009: approvato il Documento Preliminare

Documento preliminare della legge di bilancio di previsione per l’anno 2009 e pluriennale 2009/2011

INTRODUZIONE

La presente comunicazione al Consiglio Regionale. relativa al documento preliminare della legge di bilancio di previsione per l’anno 2009 e pluriennale 2009/2011 riprende i contenuti della manovra di bilancio del DPEF 2009. Essi sono integrati e aggiornati sulla base delle più significative novità contenute negli indirizzi dati alla Giunta dall’ordine del giorno votato dal Consiglio regionale in sede di approvazione dello stesso DPEF 2009 e dagli effetti del decreto legge 112 convertito in legge dal parlamento nel mese di agosto.

Il processo di formazione del bilancio 2009 e pluriennale 2009/2011 si colloca pienamente nelle scelte individuate con il PRS 2006/2010, confermate e aggiornate dal DPEF 2009, tenendo conto delle novità sopra richiamate e del fatto che nel processo di formazione del bilancio 2009 è possibile questo anno, per effetto dell’approvazione del decreto 112, avere un quadro di riferimento della finanza pubblica regionale derivante dai trasferimenti statali, pur permanendo l’incertezza sui fondi FAS per il ritardo del governo centrale nella approvazione e sottoscrizione del quadro finanziario presentato dalla Giunta Regionale a luglio.

Sul fronte dello sviluppo economico, delle infrastrutture di trasporto e della mobilità, degli interventi ambientali, delle politiche per la qualificazione del lavoro, dell’istruzione e della formazione, del sostegno alle strutture culturali il concreto avvio dei Programmi Operativi dei nuovi Fondi Europei (FSE, FESR, FEASR, Interreg) insieme alla auspicata prossima approvazione del Quadro Finanziario del FAS a livello nazionale, mette a disposizione significative risorse su una prospettiva pluriennale fino al 2013, per le quali decisivo sarà l’impegno all’attuazione dei progetti previsti. E’ utile sottolineare al riguardo che il già richiamato ritardo del Governo di fatto rende difficile operare con le risorse attribuite dalla delibera CIPE nel corso del 2008, venendo rimandati tutti gli interventi al periodo 2009-2013.

Le misure previste dal decreto 112 richiedono significativi sacrifici in termini di contenimento delle spese delle regioni quantificati in 900 milioni, con un impatto in Toscana valutabile intorno ai 50/60 milioni, da applicarsi come tetto di spesa generalizzato all’interno del Patto di stabilità interno, che preveda una diminuzione dell’0,6% del totale delle spese nel 2009 rispetto al 2008.

Nello specifico gli effetti immediati maggiori si hanno sul fronte delle politiche sociali e dei servizi alla persona assicurati dalla regione e dagli enti locali. In una fase nella quale massimo è l’impegno della Regione Toscana ad assicurare un’estensione e una qualificazione dello stato sociale a partire dall’ulteriore ricerca di innovazione, efficacia e efficienza della spesa sanitaria e dal concreto avvio del progetto di allargamento dei servizi per la non autosufficienza, attraverso la costituzione di un apposito fondo regionale, le misure prese a livello centrale comportano, rispetto alle previsioni contenute nel DPEF 2009, inattese difficoltà a trovare i necessari equilibri di bilancio.

La drastica riduzione delle risorse previste per la sanità dal bilancio pluriennale per il 2009 e il 2010, con effetti anche sul 2011, il perdurante non finanziamento del fondo nazionale per la non autosufficienza per il 2010 e anni successivi, peraltro su valori nettamente inferiori alle attese anche per il 2008 e 2009 , i margini ristretti del fondo sociale, determinano una forte pressione sul bilancio regionale nel perseguire l’obiettivo di allargare e qualificare gli interventi in campo sanitario e sociale.

In sede di approvazione del DPEF 2009 la decisione regionale di estendere ulteriormente l’ambito di intervento per la non autosufficienza, nel pieno rispetto di un preciso impegno politico-programmatico assunto con il PRS 2006-2010 che ne prevedeva la costituzione del fondo a partire dal 2008, come si è effettivamente realizzato, richiede precise scelte di priorità nella destinazione delle entrate fiscali, in presenza di una riduzione delle risorse previste a carico del fondo nazionale.

La riduzione prevista, progressivamente sempre più estesa all’insieme della base imponibile, delle aliquote relative alla tassa auto, secondo precise scelte di selettività ambientale, insieme alla ulteriore integrazione del fondo per la non autosufficienza a carico del bilancio regionale, richiede precisi impegni di riduzione delle spese e la esclusiva finalizzazione a tale fondo delle risorse reperibili attraverso una sempre più rigorosa e decisa azione strutturale di recupero dell’area dell’evasione fiscale.

Su questo fronte forte e deciso continuerà ad essere l’impegno della Giunta Regionale, anche in previsione dell’effettiva introduzione del federalismo fiscale, secondo le linee presentate dal Governo, che prevedono un’esclusiva attribuzione alle Regioni delle ulteriori risorse recuperate attraverso la lotta all’evasione a livello territoriale, in stretta collaborazione e coordinamento con il livello centrale.

Ancora una volta il processo di formazione del bilancio si avvia senza effettive modifiche ai meccanismi della finanza regionale e locale, in presenza, al contrario, di ulteriori limiti all’autonomia fiscale derivanti dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa, al divieto ad intervenire sui livelli e sui contenuti delle addizionali regionali e sulla stessa IRAP, all’oggettiva impossibilità, quindi, di portare avanti un disegno di selettività fiscale a base regionale, come delineato nel DPEF 2009.

Vi sono, comunque, aspettative che con la legge delega sul federalismo fiscale e con i successivi provvedimenti si possa aprire nel corso del 2009 una effettiva prospettiva di cambiamento delle potenzialità di una maggiore autonomia regionale e locale che nell’ambito di un coordinamento fra i diversi livelli istituzionali possa portare ad avere maggiori strumenti di indirizzo delle politiche regionali e locali sia dal versante delle entrate che da quello delle spese, uscendo dai ristretti vincoli di destinazione delle risorse trasferite dal livello centrale, fino ad arrivare al previsto fondo unico regionale.

Un’ultima considerazione di carattere procedurale riguarda l’opportunità di rendere sempre più collegati fra loro lo strumento politico-programmatico del DPEF e quello tecnico- contabile del Bilancio, secondo una linea di condotta della Giunta Regionale che ha portato ad una sostanziale coerenza finanziaria, in condizioni di equilibrio strutturale, il DPEF 2009.

Data la stretta relazione esistente fra i due strumenti, l’approvazione della manovra finanziaria e dei criteri per la formazione del Bilancio effettuata in sede di DPEF potrebbe costituire, sulla base di specifiche modifiche normative da apportare in sede di legge finanziaria regionale, l’avvio del processo di formazione del bilancio, senza dovere ripercorre la strada del presente preliminare, semplificando il processo di definizione del bilancio e permettendone un maggiore spazio e tempo per la discussione nel confronto con le parti sociali e nel percorso di analisi, approfondimento e approvazione da parte del Consiglio Regionale.

In termini sintetici con questa comunicazione si richiamano i punti del DPEF 2009 più significativi per gli indirizzi da dare al bilancio 2009 e al pluriennale 2009-2011: un sintetico aggiornamento del quadro economico alla luce delle ultime stime disponibili sulla base del Rapporto IRPET presentato a luglio 2008, il richiamo al quadro finanziario complessivo tenendo conto delle modifiche introdotte dal decreto 112 e degli indirizzi dati dal Consiglio Regionale in sede di approvazione del DPEF 2009, le conseguenti linee da adottare per la definizione della manovra di Bilancio per il 2009 e pluriennale 2009-2011.

1 QUADRO ECONOMICO

Nel 2007 è decisamente rallentata la fase espansiva avviata alla fine del 2005. La crescita del PIL, +1,4%, è stata determinata da un quadro congiunturale che è radicalmente cambiato, con una chiara inversione del ciclo nella seconda parte dell’anno. Questi fenomeni hanno interessato soprattutto il secondo semestre 2007, nonostante che l’anno trascorso abbia segnato ancora una netta espansione del commercio mondiale di cui anche la Toscana ha chiaramente usufruito, sebbene i suoi effetti siano stati in parte mitigati dall’ulteriore indebolimento del dollaro rispetto all’euro.

Le principali variabili economiche, dal PIL alle esportazioni, dalla produzione industriale all’occupazione, hanno mostrato tutte una chiara tendenza al peggioramento, apparsa tanto più preoccupante in quanto anticipatrice della fase di stagnazione dell’economia regionale e nazionale che sta caratterizzando il 2008 e probabilmente, secondo alcuni autorevoli istituti di ricerca, investirà anche tutto il 2009.

È innanzitutto lo scenario internazionale ad avere subito un evidente peggioramento, a causa della crisi dei mutui sub-prime statunitensi, la cui durata ed intensità restano, tuttora, difficilmente prevedibili e dei persistenti rincari delle materie prime energetiche e dei beni alimentari. L’inversione del ciclo si è manifestata a livello internazionale nella parte finale del 2007, ha investito pesantemente questa prima parte del 2008 e segnerà l’evoluzione dell’economia mondiale probabilmente per tutto il 2009. Le difficoltà sono partite, come noto, dall’economia statunitense e si sono poi diffuse all’intera economia mondiale; tutto questo, assieme all’ulteriore rafforzamento dell’euro, peserà in modo significativo sull’andamento dell’area euro che dovrebbe, infatti, assistere ad un ridimensionamento della propria crescita, con un tasso di variazione del PIL sotto l’1,5%.

All’interno di questa area l’Italia resterà il paese col più basso tasso di crescita, tasso che secondo le ipotesi più pessimistiche del FMI potrebbe essere appena dello 0,3% sia nel 2008 che nel 2009, mentre solo un po’ migliori sono le ipotesi avanzate nella recente “Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica per il 2008″ dal ministero dell’Economia e delle Finanze (+0,6 e +1,1% rispettivamente nel 2008 e 2009). Si confermano, quindi, ancora una volta le maggiori difficoltà dell’economia italiana anche nel confronto con l’area europea che non mostra certamente un particolare dinamismo all’interno dell’economia mondiale.

Questo scenario potrebbe avere conseguenze negative per l’economia toscana a causa del suo maggiore ancoraggio all’area del dollaro. Il rafforzamento dell’euro associato al rallentamento della domanda proveniente dal Nord America influirà in modo più rilevante sulle esportazioni toscane che, infatti, aumenteranno nel 2008 appena dell’1,8%, mentre potrebbero tornare a crescere maggiormente nel 2009, qualora la crisi statunitense venisse, almeno parzialmente, superata.

Ma, oltre alle difficoltà sui mercati internazionali, saranno da fronteggiare anche quelle sul mercato interno. In particolare ristagneranno i consumi privati e quelli della pubblica amministrazione, i primi alle prese con un potere di acquisto messo a dura prova, non solo dalla bassa crescita del reddito disponibile in una fase di nuovo preoccupante aumento dei prezzi, ma anche dai problemi legati all’indebitamento assunto dalle famiglie per l’acquisto della casa e di beni di consumo durevole. La spesa pubblica invece è destinata a rimanere compressa per le ovvie esigenze di risanamento del bilancio pubblico.

Nel generale clima economico caratterizzato da aspettative non particolarmente favorevoli, anche gli investimenti ristagneranno, sebbene qualche segno di vivacità sul fronte dei macchinari potrebbe ancora permanere; del resto l’esigenza di accrescere la competitività sui mercati internazionali impone alle imprese di introdurre processi più innovativi e questo avviene anche attraverso il ricambio dei macchinari.

In questo contesto, la crescita del PIL toscano nel biennio 2008-2009 dovrebbe rimanere intorno a quella media del paese con appena lo 0,5% nel 2008 e l’1,1% nel 2009; del resto una parte rilevante del pur modesto incremento della domanda finale andrà, anche negli anni a venire, ad alimentare nuove importazioni dall’estero che infatti cresceranno ben più delle esportazioni. Dal punto di vista settoriale, ancora una volta i risultati migliori proverranno dalla chimica e farmaceutica e dai settori della metalmeccanica. Rallenterà, invece, la crescita del settore delle costruzioni, mentre l’evoluzione del terziario risulterà strettamente connessa con l’andamento della domanda interna: modesta quindi nel 2008 e in lieve ripresa nel 2009.

Nel complesso, quindi, per la Toscana si prospetta un nuovo biennio di difficoltà che potrebbe rilevarsi anche peggiore in presenza di scenari internazionali più negativi, come ad esempio quello proposto dal Fondo Monetario Internazionale che pone la crescita dell’Italia allo 0,3 sia per il 2008 che per il 2009. Considerando, come abbiamo già sottolineato in questo capitolo, che la Toscana dovrebbe risentire maggiormente gli effetti negativi del ciclo, ciò significherebbe che nel prossimo biennio ci allontaneremmo poco dalla crescita zero.

Negli anni Duemila quindi la crescita media starebbe intorno all’1%, circa la metà del cosiddetto slow growth stimato sul 2% e considerato un ritmo di crescita eccessivamente lento, con un alternarsi di cicli in cui le fase depressive risulteranno alla fine più lunghe di quelle espansive: esattamente il contrario di quanto era accaduto nei decenni precedenti, in cui le prime erano talvolta anche più acute, ma la cui durata era decisamente inferiore a quella delle seconde.

Anche le possibili manovre di bilancio a livello nazionale e regionale risentiranno di questo basso profilo della crescita economica, per i loro immediati effetti sulle entrate fiscali e sulle necessità di finanziamento delle politiche sociali e dei servizi pubblici, come è apparso chiaro dal DPEF 2009 presentato dal Governo nazionale e dalla manovra di rientro dal deficit approvata con la conversione in legge del decreto 112. Gli effetti sono chiari: nonostante la riduzione dei trasferimenti, in particolare nella sanità, la pressione fiscale a livello nazionale non potrà diminuire, mentre la riduzione del reddito disponibile in termini reali rende difficile il mantenimento dei livelli di consumo.

In questo difficile contesto a livello internazionale, nazionale e regionale si colloca la manovra di Bilancio 2009. Manovra che conferma gli impegni contenuti nel DPEF 2009 approvato a luglio e che incrementa il Fondo per la non autosufficienza destinandovi tutte le risorse che potranno essere recuperate dall’accresciuto impegno sul fronte dell’evasione fiscale per la parte di competenza regionale.

2 QUADRO FINANZIARIO

2-1 L’equilibrio di bilancio

Il DPEF 2009 approvato dal Consiglio Regionale si è chiuso raggiungendo l’obiettivo prefissato di prevedere, già in fase programmatica, un tendenziale equilibrio tra entrate e spese, riservando al bilancio 2009 solo la funzione di quadratura contabile dei dati.

Si tratta di una significativa novità che permette di collegare strettamente DPEF e Bilancio e consentire una situazione di equilibrio strutturale delle risorse disponibili rispetto agli interventi programmati, al netto delle novità che intervengono a livello nazionale, come nel caso della manovra d’estate o che vengono inserite negli indirizzi votati dal Consiglio Regionale.

Il quadro finanziario che viene presentato nel documento preliminare per la formazione del bilancio trasmesso al Consiglio Regionale riporta, quindi, queste modifiche, ripresentando sostanzialmente l’equilibrio finanziario del DPEF 2009, solo parzialmente modificato e confermando le risorse FAS, anche se ancora non è stato sottoscritto il quadro finanziario relativo.

Le variazione più rilevanti riguardano le entrate e le spese relative alla manovra finanziaria per il 2009, così come sono state definite nel decreto 112, e l’accresciuto impegno per l’intervento sulla non autosufficienza, coperto dalla previsione di maggiori recuperi strutturali sul fronte dell’evasione fiscale di competenza regionale, interamente destinati al finanziamento del relativo fondo.

Equilibrio di bilancio delle previsioni del DPEF 2009

SPESE (in milioni di euro)

Spese complessiva al netto sanità 2.186

Spesa sanitaria (finanziata con entrate tributarie) 6.373

TOTALE COMPLESSIVO 8.559

ENTRATE (in milioni di euro)

Tributarie destinate a spesa sanitaria 6.373

Tributarie extra spesa sanitaria 947

Bassanini 329

Patrimoniali e altre 62

Fondi UE/Stato programmi comunitari 223

Fondi FAS 151

Indebitamento autorizzato 474

TOTALE COMPLESSIVO 8.559

L’equilibrio strutturale sul quale viene costruita la manovra di bilancio è stato conseguito puntando su una crescita controllata della spesa corrente e su un approccio agli investimenti basato su una più realistica programmazione finanziaria, per quanto riguarda la spesa e su un’attenta previsione, anche se all’interno di un quadro di riferimento ancora non definito dal federalismo fiscale, delle entrate, in considerazione delle misure fiscali da adottare nel 2009 e di una programmazione del recupero strutturale dell’area dell’evasione di competenza regionale.

L’insieme della manovra prevista dal DPEF 2009, con le modifiche introdotte di cui sopra, permette di rimanere all’interno dell’indebitamento autorizzato per il 2008, anche nell’ottica di non irrigidire il bilancio di parte corrente con un aumento degli oneri a servizio del debito, prevedendone anzi una tendenziale diminuzione, sulla base del progressivo ammortamento dei mutui in essere. Questa linea di condotta è stata apprezzata dalle agenzie di rating nel corso delle audizioni tenute a luglio, tanto che vi sono legittime aspettative di una ulteriore conferma della positiva valutazione attribuita alla Regione Toscana.

Il raggiungimento dell’equilibrio strutturale, già nella definizione del DPEF 2009, consente di iniziare, con una completa adesione alle indicazioni approvate dal Consiglio Regionale, il percorso che, senza soluzione di continuità, porterà alla formazione del Bilancio 2009 con le sue proiezioni pluriennali fino al 2011, agganciandosi, così, alle scelte che saranno effettuate dalla nuova legislatura. Il forte collegamento fra i due strumenti consente di vedere nel Bilancio il completamento contabile di scelte politico-programmatiche già ampiamente discusse in sede di DPEF 2009, rendendo più trasparente e chiaro anche la discussione intorno all’approvazione del Bilancio 2009 e di quello pluriennale 2009-2011.

Ovviamente nel corso del processo di formazione del Bilancio potranno intervenire altri fattori esterni, quali ad esempio le possibili novità e modifiche introdotte dalla finanziaria 2009 del Governo centrale rispetto al quadro delle misure contenute nel decreto 112, che potranno mutare parzialmente l’equilibrio raggiunto in sede programmatica e che saranno recepite nella proposta finale della legge di bilancio che la Giunta presenterà al Consiglio Regionale entro fine ottobre 2008, dopo il confronto con le parti sociali.

2-2 La previsione delle entrate

Il quadro finanziario nazionale, all’interno del quale si colloca la programmazione economico-finanziaria regionale per il 2009, è ancora fortemente condizionato dagli esiti incerti del processo di attuazione dell’articolo 119 della Costituzione. L’accelerazione che ha portato nel corso del 2007 alla presentazione al Parlamento del disegno di legge sul federalismo fiscale, si è esaurita con la crisi di governo e l’indizione delle elezioni anticipate. Prevale, pertanto, l’incertezza dello scenario, anche se vi sono stati due importanti elementi di novità che rappresentano una positiva inversione di tendenza rispetto al passato, insieme all’introduzione di una forte limitazione all’autonomia regionale nella determinazione di possibili ed eventuali addizionali nell’ambito delle competenze attribuite alle regioni e agli enti locali.

Un primo elemento di novità è rappresentato dalla regionalizzazione dell’IRAP prevista dalla Finanziaria del 2008, confermata e rafforzata dalla manovra di estate. E’ stato infatti stabilito dalla norma statale che a decorrere dal 1° gennaio 2009 l’IRAP venga istituita con legge regionale come tributo proprio. La maggiore novità è data dalla possibile estensione delle facoltà di manovra regionale, finora limitata alle aliquote, anche a detrazione e deduzioni dalla base imponibile, sia pure nei limiti stabiliti dalle leggi statali che al momento non disciplinano questi aspetti.

La Giunta Regionale presenterà contestualmente alla manovra finanziaria per il 2009 una proposta di legge in questo senso anche qualora il Governo non dovesse procedere al regolamento tipo previsto dalla Finanziaria. Saranno utilizzati comunque tutti i margini di autonomia che sarà possibile concordare con lo Stato, anche al fine di utilizzare lo strumento dell’IRAP sotto forma di possibili deduzioni per incentivare quelle imprese che pongono in essere azioni virtuose in termini di capacità e qualità occupazionale, di introduzione di innovazioni e di interventi per una maggiore sostenibilità ambientale.

Un secondo elemento di novità è dato dall’introduzione di una consistente compartecipazione all’accisa sul gasolio per il finanziamento del Trasporto pubblico locale (TPL), che consente di fare affidamento su un cespite tributario stabile nel tempo, in grado di stabilizzare le risorse per il finanziamento di questo importante servizio e, contemporaneamente, di compensare la continua riduzione del gettito derivante dall’accisa sulla benzina.

La limitazione all’azione della Regione e degli enti con riferimento ad una diversa rimodulazione delle aliquote sugli strumenti fiscali di competenza regionale determina, invece, una forte riduzione della capacità di intervento fiscale che anche a gettito inalterato o addirittura riducibile poteva permettere operazioni selettive sul fronte, ad esempio, dell’IRAP, per le quali il DPEF 2009 aveva dato indicazioni specifiche e che saranno comunque introdotte nella proposta di normativa regionale.

Ovviamente tutte le considerazioni fin qui svolte potranno essere riviste nel nuovo quadro delineato dalla proposta di federalismo fiscale, dove i singoli strumenti, i livelli complessivi e specifici degli stessi, la loro struttura di autonomia fra i diversi livelli istituzionali – nazionale, regionale, locale – potranno essere completamente modificati, con effetti significativi sugli stessi meccanismi di previsione delle entrate e delle spese ai fini della formazione del bilancio regionale.

Oltre alla già citata legge di regionalizzazione dell’IRAP, la Regione è impegnata in una significativa azione di modernizzazione del sistema tributario regionale, in un rapporto di collaborazione sia con i grandi enti nazionali preposti alla gestione della fiscalità statale (Agenzia delle Entrate, Equitalia Spa, Guardia di Finanze) sia con gli enti locali, per mettere a sistema il recupero dell’insieme delle risorse fiscali potenziali e fornire, così, adeguata copertura al significativo incremento del fondo per la non autosufficienza.

Per rendere concreto ed operativo il contributo regionale all’azione di contrasto all’evasione e di prevenzione, una parte del maggior gettito IRAP derivante dall’attività di accertamento (risorse che in base ad un’innovativa norma contenuta nella Finanziaria regionale per il 2008 saranno direttamente introitate dalla Regione Toscana) sarà destinato già a partire dal bilancio 2009 all’aumento della quantità ed al miglioramento dell’efficacia dei controlli.

In questo quadro è da evidenziare che Equitalia Spa entro il 2008 dovrebbe avviare un progressivo processo di regionalizzazione delle attuali strutture. Si ritiene che questa strategia possa costituire un’opportunità anche per la Regione Toscana per stringere ulteriori rapporti, assumendo, nel corso del 2009, anche un ruolo attivo in un’eventuale società Equitalia di dimensione regionale e nella definizione delle strategie di riscossione dei tributi sul proprio territorio.

Pur nella perdurante assenza della prevista legge delega attuativa dell’articolo 119 della Costituzione, la Regione Toscana ha, comunque, deciso di aprire un confronto con le associazioni rappresentative delle Province e dei Comuni toscani per affrontare congiuntamente il tema del coordinamento del sistema tributario, anche allo scopo di collaborare al governo della pressione fiscale complessiva sul territorio regionale.

Questa comune volontà si è concretizzata, nei primi mesi di 2008, con la stipula fra Regione Toscana, ANCI Toscana e UPI Toscana di un protocollo d’intesa sul coordinamento del sistema tributario regionale e locale, di cui l’integrazione e l’interconnessione delle banche dati dei vari enti impositori è ritenuta tassello fondamentale e condizione imprescindibile per l’implementazione di politiche tributarie consapevoli e condivise, basate su una corretta analisi di contesto e attuate con modalità omogenee, tenendo conto delle realtà dei vari territori.

Entro il 2008 è prevista la conclusione di uno studio tecnico di pre-fattibilità, con la prospettiva, per il 2009, di dare concreto avvio alle azioni necessarie alla realizzazione del sistema informativo integrato, quale strumento indispensabile alla realizzazione degli obiettivi del protocollo e di un avvio di un’azione coordinata anche nell’analisi e nelle proposte sul tema del federalismo fiscale.

La scelta della Regione Toscana di individuare nella lotta all’evasione e nel coordinamento con gli altri livelli istituzionali il percorso per recuperare le necessarie risorse finanziarie, senza aumentare le aliquote fiscali, si colloca in un quadro generale della pressione fiscale in Toscana in cui la crescita del gettito tributario risulta decisamente inferiore alla crescita del PIL nominale, determinando, così, a differenza delle proiezioni a scala nazionale, una riduzione della pressione fiscale a competenza regionale.

2-3 La manovra di riduzione del carico fiscale

L’esito particolarmente positivo della lotta all’evasione fiscale nel corso degli ultimi anni permette di stabilizzare una maggiore base imponibile, che pone le condizioni per avviare nel 2009 un processo di riduzione della pressione fiscale a competenza regionale in Toscana, finalizzata alla realizzazione di specifiche politiche regionali, nell’ottica di individuare in essa anche uno strumento di realizzazione di specifici obiettivi.

Una riduzione selettiva a regime del carico fiscale in Toscana dovrà essere opportunamente coordinata con le scelte che il Governo compirà, ad iniziare dall’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione e dalla definizione dei principi del federalismo fiscale. Allo stesso tempo, l’intervento fiscale regionale potrà essere più efficace attraverso un impegno di coordinamento con le autonomie locali, volto alla salvaguardia del reddito disponibile complessivo ed alle aspettative del cittadino contribuente.

Le aree possibili di intervento, per quanto concerne tributi regionali con caratteristiche di generalità per tutti i contribuenti toscani, sono attualmente limitate alle manovre sulla tassa automobilistica e a quelle sull’IRAP, all’interno dei rilevanti limiti imposti dalla legislazione nazionale e dall’impossibilità di intervenire sull’IRPEF.

Va infatti sottolineato, ancora una volta, come in Toscana, a differenza di altre Regioni, non è possibile alcun intervento di riduzione dell’addizionale sull’IRPEF, semplicemente perché nella nostra regione è sempre stata applicata l’aliquota minima stabilita dalla norma statale, non riducibile. E’ stata una scelta difficile e pesante per la tenuta del bilancio regionale, ma mantenuta con coerenza in tutti questi anni. La differenza in termini di carico fiscale è ed è stata rilevante: se in Toscana fossero state aumentate le addizionali IRPEF, come in altre regioni italiane, l’insieme dei contribuenti toscani avrebbe avuto un maggiore carico fiscale superiore a 100 milioni annui.

La Regione Toscana, dunque, come già accaduto in passato, privilegerà un approccio selettivo, non generalizzato, con l’obiettivo di sostenere comportamenti dei contribuenti di tipo virtuoso, meritevoli di tutela pubblica e scoraggiando, invece, quelli ritenuti non coerenti con la sostenibilità ambientale, la coesione sociale e la qualificazione e stabilizzazione dell’occupazione.

Una linea di intervento di questo tipo richiede una capacità di manovra sulle aliquote che anche nell’ottica di una risultato netto di riduzione fiscale permetta una rimodulazione selettiva delle stesse, attualmente limitata fortemente dalla possibilità di incremento, anche limitato e di natura strettamente tecnica, di alcune, così come si sarebbe potuto fare con l’IRAP, secondo quanto definito nel DPEF 2009.

Con la manovra 2009 si definisce un primo ed importante intervento di riduzione della pressione fiscale che realizzerà un risparmio d’imposta, pari a 20 milioni di euro relativamente all’anno 2009, a beneficio dei contribuenti toscani che utilizzano veicoli più ecologici. Con l’adozione di una proposta di legge che precede, per soli motivi tecnici, la legge di bilancio (la legge dello Stato dispone che le variazioni della tassa automobilistica debbano essere adottati entro il 10 novembre dell’anno precedente), la Giunta presenterà al Consiglio Regionale un pacchetto di misure comprendenti l’eliminazione dell’incremento del 10% della tassa automobilistica per le auto a basse emissioni inquinanti (tutte le autovetture circolanti che rispettano le direttive europee Euro 4 ed Euro 5 o che siano dotate di impianto di alimentazione benzina/GPL oppure benzina/metano) e l’esenzione per 5 anni dal pagamento della tassa per i veicoli ibridi a GPL ed a metano, sia di nuova immatricolazione (acquistati dopo il 1.1.2009 con potenza non superiore a 100 KW) sia di precedente immatricolazione su quali è collaudato un impianto GPL o metano successivamente alla data del 1.1.2009. Le misure di esenzione sono assunte in attuazione della specifica normativa statale disposta con la Legge Finanziaria per il 2007 e risultano strettamente complementari con le azioni previste dal Piano regionale per il miglioramento della qualità dell’aria.

Per quanto riguarda la praticabilità di interventi di riduzione selettiva dell’ IRAP sia per favorire la stabilizzazione dell’occupazione sia in materia di innovazione e ricerca, la misura complessiva del possibile intervento potrà essere determinata solo successivamente alla manovra di bilancio, al momento in cui saranno definite anche le modalità e la possibilità di una positiva complementarità con i fondi europei destinati alle stesse politiche oggetto dell’intervento. Si ritiene in ogni caso opportuno operare per il coordinamento e l’accorpamento degli incentivi già operanti, allo scopo di semplificare e qualificare il sistema delle agevolazioni.

Con la manovra di bilancio 2009, come indicato nel DPEF, verrà comunque disposta una nuova significativa riduzione a favore delle Aziende di servizi alla persona (ASP), una realtà molto estesa nel territorio regionale e ad alto contenuto occupazionale, che saranno equiparate, ai fini IRAP, al regime previsto attualmente per le Onlus e le cooperative sociali, che scontano un’aliquota ridotta del 2,9%.

2-4 Le risorse del Fondo Sanitario Regionale e per quello sociale

Le previsioni per il 2009 e per l’intero triennio 2009-2011 modificano fortemente in negativo il quadro relativo al finanziamento della sanità, rimettendo in discussione il Patto per la Salute sottoscritto con il governo Prodi e sul quale si era avviato un profondo processo pluriennale di riorganizzazione della spesa sanitaria.

Su quella base fu concordato un incremento del 3% annuo delle risorse, ritenuto già allora insufficiente, ma comunque tale da fornire una sicurezza tendenziale delle risorse disponibili. Il taglio per il 2009 con il rimborso parziale a compensazione dell’abolizione del ticket, la fissazione di un incremento di circa la metà di quello previsto per il 2010 e 2011 rimettono in discussione la acquisita base delle risorse pluriennali sulla quale avviare gli interventi previsti.

Anche sul fronte dell’intervento sociale le risorse attribuite dal decreto legge 112 appaiono del tutto inadeguate sia rispetto ai programmi di intervento che alle stesse previsioni di incrementi tendenziali nel corso degli anni, mentre la cosiddetta Robin Hood Tax è stata presentata come una risorsa addizionale proprio per gli interventi di natura sociale. Una sua distribuzione, anche solo parziale, al fondo per la non autosufficienza permetterebbe alle Regioni di potere avviare, così come si è impegnata a fare la Toscana con proprie risorse, in modo strutturale l’estensione di questi importanti servizi alla popolazione, fra i livelli essenziali, secondo quanto prevede già da ora la proposta di federalismo fiscale presentata dal Governo

2-5 Il ricorso al credito

Nel corso del 2007 non si sono verificate carenze di liquidità tali da determinare l’esigenza di procedere con l’effettiva contrazione del debito autorizzato dalla legge di bilancio per il finanziamento della spesa di investimento, spesa che è stata quindi sostenuta con la “cassa” regionale. Pertanto, lo stock di debito ad inizio 2008 (pari a 1.472,88 milioni di euro) risulta ridotto rispetto al valore di inizio 2007 (era di 1.525,34 milioni), in virtù del capitale rimborsato per il debito precedentemente contratto. Sulla base delle tendenze in atto, nel corso del 2008 non si avrà la necessità di contrarre nuovo debito a carico della Regione, così che la consistenza ad inizio 2009, tenuto conto dell’ammortamento in linea capitale, si potrà assestare in circa 1.417 milioni di euro.

Si prevede che questo processo virtuoso di riduzione dello stock del debito possa continuare anche nel 2009, mentre si stanno verificando condizioni affinché non si renda necessario attivare nuovi mutui entro la fine di questa legislatura, garantendo con un’accorta gestione della liquidità i fabbisogni per investimenti nel 2009 e 2010. Nel complesso, quindi, lo stock di debito a carico della Regione risulta del tutto accettabile e sotto controllo anche se il livello assunto richiede una costante attenzione verso le future eventuali necessità di procedere con nuove operazioni di indebitamento.

Questa attenzione è dovuta sia per non compromettere l’elevato merito di credito assegnato alla Toscana dalle Agenzie internazionali di rating (Moody’s: Aa2 e Standard&Poor’s: A+), sia per contenere gli oneri del servizio del debito a carico del bilancio, che incidono sul tetto di impegnabilità stabilito dal Patto di stabilità per il 2008 e il 2009 sia, infine, per garantire il rispetto della capacità giuridica di indebitamento dell’Ente, che peraltro è pienamente capiente.

Gli equilibri di bilancio che si profilano per l’esercizio 2009 conducono a ritenere che non sarà necessario incrementare l’autorizzazione all’indebitamento già prevista nell’annualità 2009 del Bilancio pluriennale 2008-2010. Tale autorizzazione è pari a circa 460 milioni di euro, comprendenti 100 milioni quale seconda annualità del programma degli investimenti in attrezzature sanitarie.

2-6 Le entrate patrimoniali

Continua regolarmente l’esecuzione del piano di vendita approvato dalla Giunta Regionale con propria delibera n. 612 del 4 settembre 2006 ed integrato con successiva delibera 37 del 28 gennaio 2008 e si conferma, pertanto, la previsione di 7 milioni di euro per il 2009 di proventi da alienazioni di beni del patrimonio regionale.

Le entrate di parte corrente per proventi derivanti da beni del patrimonio nel corso dell’esercizio 2007 hanno di gran lunga superato le previsioni: a fronte di 1,4 milioni di euro previsti, sono entrati nelle casse regionali 3,4 milioni, pari al 249% in più. Tale incremento è dovuto soprattutto al rinnovo di alcuni contratti di locazione commerciale collegati agli immobili di recente acquisizione, per i quali il canone era invariato da almeno dodici anni. A tali rinnovi si aggiungono nuove concessioni, ancorché di breve durata, di immobili prestigiosi e di interesse culturale. Anche per il 2009 si prevedono entrate di parte corrente per circa 3 milioni di euro.

2-7 La dinamica delle spese

Il quadro finanziario all’interno del quale si definisce il fabbisogno 2009, al momento di definizione del DPEF 2009, appariva caratterizzato dalla certezza delle risorse di natura esogena per tutto l’arco temporale 2007-2013: erano infatti note e sottoscritte le risorse dei Fondi europei, già inserite nel bilancio pluriennale attuale, per le quali sono anche già operativi i POR, mentre era stata approvata la delibera CIPE di attuazione del Quadro strategico nazionale 2007-2013 e di ripartizione delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS).

Per questo ultimo Fondo la discussione nell’ambito del nuovo Governo ha determinato un ritardo nell’approvazione del quadro finanziario che non è stato possibile inserire nel bilancio 2008 in sede di variazione. E’ in corso l’ultima fase del confronto con il governo che dovrebbe consentire di inserire pienamente le risorse previste nel processo di formazione del Bilancio.

La disponibilità di significative risorse per la realizzazione dei PIR, secondo la programmazione temporale inserita nel DPEF 2009, richiede, sulla base delle procedure richieste dai Fondi europei e nazionali, un’attenta valutazione dei tempi di avvio e di realizzazione degli interventi programmati e di quelli che si intende inserire ex novo, finalizzata a determinare il fabbisogno finanziario annuale in funzione della effettiva spendibilità, nel rispetto degli impegni presi con il PRS 2006-2010.

La predisposizione del DPEF 2009 si colloca, infatti, nella fase di completamento del processo di attuazione del PRS 2006-2010 e assume una specifica rilevanza politico-programmatica riguardo allo stato di realizzazione dei PIR e al loro aggiornamento e integrazione nella seconda parte della legislatura. Già con il bilancio di previsione pluriennale 2008-2010 si è operata una rimodulazione dei PIR che, senza modificare le indicazioni programmatiche del PRS, è intervenuta sulla articolazione temporale dei progetti.

Con il DPEF 2009, si è proceduto all’aggiornamento del PRS 2006-2010 derivante da una ulteriore rimodulazione del crono programma di alcuni PIR, alla luce del loro attuale stato di attuazione e di una più realistica valutazione dei tempi di conclusione delle azioni in esso previste, prevedendo, laddove necessario, anche uno slittamento delle previsioni finanziarie al 2011, come prosecuzione degli impegni programmatici di fine legislatura. Con il Bilancio 2009 e pluriennale 2009-2011 si traducono gli impegni presi con il DPEF 2009 in stanziamenti di bilancio in grado di mettere a disposizione le risorse fino al 2011 per la realizzazione effettiva degli interventi previsti.

Come già richiamato, è in corso di definizione il quadro finanziario regionale conseguente alla delibera CIPE di attuazione del Quadro strategico nazionale 2007-2013 del Fondo per le aree sottoutilizzate, che porterà, nell’arco temporale interessato dalla programmazione unitaria 2008-2013, ulteriori risorse aggiuntive, rispetto a quelle previste al momento della definizione del PRS 2006-2010. Esse si andranno ad integrare con quelle già definite dai POR dei nuovi programmi europei, mettendo complessivamente a disposizione per gli anni a venire un insieme significativo di risorse per investimenti strutturali. Il ritardo con il quale si sta procedendo da parte del Governo alla valutazione e successiva approvazione del quadro finanziario del FAS farà slittare parte degli interventi al 2009, rendendo il 2008 un anno di passaggio fra la vecchia programmazione CIPE e quella nuova pluriennale ancora non inserita in bilancio.

Contestualmente si andrà ad operare con il Bilancio 2009 un contenuto e controllato incremento delle spese correnti, inferiore al tasso di inflazione, con una programmazione delle stesse che non si discosta significativamente dal fabbisogno espresso con l’annualità 2009 del bilancio di previsione pluriennale 2008-2010, al netto dell’incremento significativo delle risorse per il Fondo per la non autosufficienza, oltre quelle previste dalla proposta di DPEF 2009, al quale sarà data copertura con una totale finalizzazione del recupero strutturale dell’evasione fiscale a competenza regionale .Le altre spese correnti addizionali rispetto al bilancio pluriennale sono esclusivamente quelle relative ai rinnovi contrattuali, ai servizi educativi e di istruzione e a previsioni di oneri derivanti da nuovi provvedimenti di legge successivi alla approvazione del bilancio 2008.

L’insieme delle operazioni sulle quali si basa la manovra di bilancio per il 2009 e per gli anni fino al 2011 determina un sostanziale equilibrio strutturale degli interventi in conto capitale e di parte corrente, compatibile anche con la manovra di riduzione selettiva della pressione fiscale a partire dal 2009, secondo le indicazioni assegnate dal DPEF 2009 e contenute negli indirizzi approvati dal Consiglio Regionale.

Tale equilibrio dovrà essere valutato anche in funzione dei vincoli di impegno e di spesa da applicarsi sulla base del nuovo Patto di Stabilità che definisce un tetto per il 2009 pari all’obiettivo programmatico 2008 diminuito dello 0,6%, con un incremento dell’1% per il 2010 e una successiva ulteriore flessione dell’1% per il 2011.

Si tratta, quindi, di un profilo di spesa, comprendente anche le spese di investimento e i fondi nazionali e europei, particolarmente severo considerando la ripresa del processo inflazionistico oltre il 3% annuo e l’avvio dei nuovi programmi europei. Per la prima volta, inoltre, sono stabilite sanzioni alle regioni in caso di non rispetto che comportano il blocco anche delle attività di investimento per le quali è necessario ricorrere all’autorizzazione all’indebitamento.

2-8 I’incremento del Fondo Regionale per la non autosufficienza

Un rilievo specifico e significativo assume nella manovra per il Bilancio 2009 e per il pluriennale 2009-2011 l’incremento del Fondo Regionale per la non autosufficienza approvato dal Consiglio Regionale in fase di votazione dell’ordine del giorno di accompagnamento del DPEF 2009.

Si tratta di un impegno molto elevato che metterà complessivamente a disposizione nel corso del 2009 e per gli anni successivi 80 milioni di euro per gli interventi previsti da questo progetto attraverso integrazioni coperte dal bilancio regionale, senza interventi addizionali in termini di fiscalità regionale. La Regione Toscana è l’unica, lo ripetiamo, ad avere operato un intervento così significativo con le risorse del proprio bilancio senza avere a disposizione ulteriori addizionali IRPEF. Ciò è stato possibile attraverso un accorto controllo della spesa di parte corrente e un rigoroso intervento complessivo sull’area dell’evasione della fiscalità di competenza regionale che ha prodotto importanti e crescenti risultati strutturali sul bilancio regionale, interamente finalizzata alla copertura delle ulteriori esigenze, anche in prospettiva, del Fondo per la non autosufficienza.

Il consolidamento e l’ulteriore ampliamento della copertura sociale del progetto per la non autosufficienza, che era stato pensato su una dimensione di 150 milioni di euro interamente coperti da una fiscalità addizionale di scopo, così come la tenuta nel medio periodo dei livelli di impegno finanziario assunti dalla Regione Toscana, richiede l’inserimento dei servizi per la non autosufficienza nei livelli essenziali nazionali, nell’ambito della proposta di federalismo fiscale presentata dal Governo. Nelle more della discussione e successiva approvazione di tale progetto appare comunque necessario che già nella finanziaria nazionale 2009 siano previste, e possibilmente incrementate, le risorse del Fondo Nazionale per la non autosufficienza per il 2010 e anni successivi.

2-9 L’equilibrio dei conti sanitari regionali

Come è noto circa il 75% del Bilancio regionale fa riferimento alla spesa sanitaria e alle relative voci di entrata. Anche per il 2009 vi erano tutte le condizioni per prevedere, sulla base del Patto per la Salute stipulato con il precedente Governo, di mantenere in pareggio i conti della sanità toscana con le sole risorse provenienti dal Fondo sanitario regionale, continuando a perseguire la linea rigorosa della ricerca di efficacia e di efficienza seguita dalla sanità toscana negli ultimi anni, senza avere mai introdotto l’addizionale IRPEF oltre ai livelli minimi previsti dalla normativa statale.

Si sottolinea che questo risultato confermerebbe la Toscana quale unica regione in Italia ad aver mantenuto per tutta la legislatura i conti della sanità in pareggio senza alcun contributo aggiuntivo di risorse provenienti dal bilancio regionale e dalla fiscalità aggiuntiva. Tale risultato ha peraltro un significativo impatto sul quadro macroeconomico generale, così come lo hanno più in generale le politiche sanitarie, in considerazione del fatto che la Sanità rappresenta il 7% del PIL regionale. Avere scongiurato fino ad oggi la necessità di applicare maggiori imposte regionali o nuovi ticket ha inciso positivamente sulla spesa per consumi delle famiglie evitando così un ulteriore rallentamento della crescita del PIL, già molto contenuta.

La vigenza, ancora per il 2009 e le previsioni per gli anni successivi, del Patto per la salute siglato con il governo Prodi alla fine del 2006, avrebbe assicurato un incremento nominale annuale delle risorse del 3%; una crescita che, come espresso dalle Regioni, in assenza di politiche di riorganizzazione e di controllo della spesa, non avrebbe comunque potuto pienamente garantire il mantenimento dell’equilibrio dei conti e la piena erogazione dei LEA.

A questo proposito, le Regioni, anche nelle concertazioni relative alla stesura della Legge Finanziaria per il 2008, avevano con forza sottolineato l’insufficienza delle risorse messe a disposizione della Sanità e che l’incremento avrebbe dovuto essere almeno corrispondente a quello del PIL nominale previsto nei documenti di programmazione economica dei corrispondenti anni.

I forti tagli al Fondo sanitario nel 2009, in deroga a quanto stipulato con il precedente Governo, con il riconoscimento solo parziale delle minori risorse determinate dall’eliminazione del ticket e le previsioni per il 2010 e 2011 di ancora più consistenti riduzioni degli incrementi annuali, su valori inferiori della metà rispetto a quelli previsti dal vecchio Patto per la salute, mettono la sanità toscana, come quella di tutte le altre regioni italiane, in serie difficoltà strutturali per l’equilibrio dei suoi conti.

Un equilibrio difficile anche in presenza di incrementi riconosciuti del 3% dovendo fare fronte all’accantonamento, pari al tasso di inflazione programmata, per i rinnovi contrattuali, alla crescita dei prezzi dei beni e servizi spinti dalla forte ripresa inflazionistica, alla garanzia delle risorse necessarie per il processo di miglioramento offerto dalla tecnologia nel campo della tecnica chirurgica e della diagnostica.

Alla ripresa del confronto fra Regioni e Governo nelle more dell’approvazione del nuovo Patto per la Salute 2010-2012 sarà necessario riprendere il dialogo in merito al fabbisogno di risorse per la sanità, al momento nettamente insufficiente a permettere gli equilibri di bilancio nel rispetto del mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi sanitari regionali attualmente garantiti.

2-10 Alcune considerazioni di sintesi

La formazione del Bilancio 2009 avviene quest’anno in un quadro finanziario complessivo più definito nei rapporti fra Stato e Regione Toscana rispetto a quanto è avvenuto negli anni passati. Un quadro più certo, ma certamente più critico in primo luogo per la complessa partita relativa alla sanità regionale che si trova già nel 2009, ma più ancora nei due anni successivi, minori risorse rispetto a quelle sottoscritte con il precedente Governo con il Patto della salute 2006-2009.

Anche sul fronte sociale, nello specifico del Fondo Nazionale per la non autosufficienza, le risorse non sono state confermate nei livelli previsti, mentre al momento non vi è una copertura certa per il 2010 e anni successivi, che potrà essere recuperata nella Legge Finanziaria nazionale 2009.

Nonostante queste significative limitazioni nei livelli delle risorse attese e sottoscritte, la formazione del bilancio della Regione Toscana si colloca in un contesto di sostanziale equilibrio strutturale presentato nel DPEF 2009, in presenza di una riduzione complessiva del carico fiscale di competenza regionale.

Il risultato è particolarmente positivo considerando il significativo incremento del Fondo regionale per la non autosufficienza, tutto a carico di risorse regionali di parte corrente, la conferma di tutti gli impegni sul fronte degli investimenti previsti e confermati nel DPEF 2009 nella proiezione pluriennale 2009-2011, compreso l’avvio della costruzione dei nuovi ospedali, con l’aggiunta di importanti interventi infrastrutturali nel campo dello sviluppo economico, della mobilità, dell’ambiente, della cultura, della scuola, della qualità e della sicurezza del lavoro.


Il mio Intervento in Aula

Poco tempo fa eravamo in questa aula a confrontarci sul DPEF. Questo informativa sul Bilancio va in coerenza con quella discussione e con le indicazioni che vennero dal Consiglio Regionale. Antichi si è addentrato in un intervento nel quale ha tirato le cose un po’ in propaganda, ma la realtà di questa manovra è un’altra:

- Si conferma il pareggio di bilancio (con il ricorso all’indebitamento autorizzato nella programmazione pluriennale), l’attuazione dei progetti integrati regionali del PRS, con particolare riguardo al progetto per la non autosufficienza (80 milioni).

- Si mantiene l’impegno alla tenuta del servizio sanitario regionale pur in presenza di un deficit di risorse statali conseguenza della mancata copertura per metà dell’importo dell’abolizione del ticket sulla diagnostica. (questo scherzo, che avemmo a far presente in sede di approvazione del DPEF, ci costa qualcosa come 150 ml circa per anno per il dimezzamento del Patto stipulato con TPS e 27 milioni per il mancato rimborso di parte dei ticket)

- Si attua la riduzione della pressione fiscale, in modo selettivo, con la riduzione della tassa automobilistica per interventi tesi ad incentivare l’abbattimento della CO2.

- Si pongono le basi per scelte importanti nella prossima legislazione regionale in materia di IRAP.

- Si prosegue nell’importante recupero dell’evasione fiscale, confermando la scelta di destinare quota parte delle risorse così ottenute al rafforzamento proprio dei sistemi di accertamento e recupero, in ragione della evidenza di una crescita del PIL nominale cui non si collega una promozionale crescita del gettito ad esso direttamente correlato. Cosa buona, questa, anche in vista dell’eventuale partenza del federalismo fiscale, che non si farà a discorsi ma con strutture tecniche e di controllo del prelievo che siano all’altezza di questo nuovo compito.

Siamo dunque in presenza di una manovra che tiene i livelli di prestazioni, anzi in alcuni determinati casi li accresce a beneficio della collettività, mantenendo sotto controllo i saldi di bilancio e i principali parametri che contrassegnano una buona gestione. Questo è. Non si venga a dire delle tasse e quantaltro, la Toscana è una delle regioni dove c’è uno dei minori prelievi fiscali d’Italia e la Toscana non ha mai applicato l’addizionale IRPEF. E poi delle due l’una: visto quanto incide la sanità in bilancio o ha ragione Tremonti o ha ragione Antichi.

Altro è e sarebbe criticare le politiche (lo faceva Benedetti). Su queste è anche giusto ci sia una diversità di vedute.

Il punto legato ad una discussione di bilancio però è che, nel quadro di finanza pubblica generale, possiamo dire di essere a varare una manovra di tenuta dei conti pubblici, dei livelli di prestazioni erogate, a tratti anche espansiva sotto il profilo delle dinamiche economiche. Guardate, e qui possiamo ritrovare un filo insieme se vogliamo insieme fare gli interessi della Toscana rispetto al quadro nazionale, questo è utile al dibattito sul Federalismo fiscale che può consentire alle Regioni di poter superare un modello di finanza derivata in favore di un‘effettiva autonomia nelle politiche di entrata e di spesa. Utile perchè l’attuale fase di dibattito nazionale sulla proposta del Governo deve trovare la Regione Toscana attiva nella proposta e nell’affermazione di un modello perequativo e solidale che consenta di valorizzare particolarmente il modello toscano di welfare, garantendo la certezza di copertura dei servizi sanitari, sociali ed educativi in essere rilevati unanimemente come essenziali alla qualità della vita e funzionali allo sviluppo economico del territorio. Utile perchè noi dimostriamo che, nonostante tutto, si può fare, e se anche il Governo ci crede non ci deve prendere quanto ci sta togliendo.

Ma il presente è un po’ diverso e ci chiama ad affrontare, su tutte, due reali emergenze che vanno ancora oltre: quella economica e quella sociale-educativa.

Parto dalla seconda.

E’ quella che emerge dal disegno di riforma della scuola del ministro Gelmini: se realizzato in questi termini, le conseguenze che avrà incideranno molto sui bilanci delle famiglie, sulla permanenza o l’ingresso della donna nel mondo del lavoro, allontanandoci dai parametri di Lisbona. Si è detto che la scuola è un servizio sociale. Giusto. Ma il problema della risposta sociale che si deve dare al bisogno che dalla riorganizzazione voluta da Tremonti prima ancora che dalla Gelmini questo Governo non se lo è ancora posto. Scaricando su regioni ed enti locali la responsabilità di organizzare, a trasferimenti invariati, soluzioni all’emergenza. La Toscana è regione all’avanguardia nei servizi educativi e di diritto allo studio. In questi anni abbiamo fatto un eccellente lavoro. Basterà per sostenere l’impatto di questa scelta sbagliata?

Torno alla prima emergenza. E’ sotto gli occhi di tutti:

- Un Pil con stime di crescita a fine anno dello 0,3%, vera e propria stagnazione.

- Un manifatturiero che nel secondo trimestre – ce lo dicono Unioncamere e Confindustria – segna il passo su tutti i principali indicatori (fatturato, produzione, ordinativi, utilizzo impianti), interessando dopo 11 trimestri la meccanica, il settore trainante della timida ripresa registrata a cavallo fra il 2006 ed il 2007. una disoccupazione che, su scala nazionale, tende a risalire (dati oggi sui giornali).

- Un’inflazione che, anche se attenuatasi a settembre per effetto della riduzione del costo del petrolio, viaggi a sempre attorno ad un + 3,&% annuo, ben lontana da quella programmata sancita dal DPEF del governo Berlusconi.

- Un livello di aspettative per famiglie ed imprese, circa l’evoluzione futura, nero (ce lo dice l’indagine IPR marketing oggi su La repubblica). Con effetti devastanti sulla domanda interna, sulla propensione agli investimenti, non compensata da una domanda pubblica giocoforza condizionata dai vincoli del patto di stabilità.

- E, cosa ancora più importante su tutto questo, una crisi economica complessiva prodotta, non si sa ancora quanto e con quali effetti, dalla drammatica crisi finanziaria nata negli Stati Uniti e che si sta propagando, non si sa ancora con che grado di gravità, in Europa e nel nostro Paese

In questo bilancio, nonostante il taglio di 37 milioni sul piano casa impostato dal precedente Governo, ci sono:

  • nel corso del 2008 sono partiti i primi bandi per l’erogazione di finanziamenti di cui al piano regionale di Sviluppo Economico (PRSE) 2007 – 2001 e di cui al Piano di Sviluppo Rurale (PSR)2007 – 2013, i cui effetti in termini di benefici per il sistema economico -produttivo toscano potranno rilevarsi solo a partire dai futuri esercizi;

  • nel corso del 2009 troverà impiego la “massa critica” di risorse per l’economia toscana rappresentata dai fondi comunitari, per un importo complessivo pari a 1,2 miliardi di euro, prevalentemente dedicati all’innovazione, alla ricerca, alla formazione ed istruzione, all’ambiente, alla cultura;

Non dimentichiamoci che tra queste risorse ci sono:

  • quelle, già impegnate per circa 150 milioni, per far partire un’economia legata alle energie rinnovabili che tanto potrebbe essere utile in chiave di sviluppo

  • i 700 ml di investimenti nel settore sanitario da qui al 2011 che possono essere una certa spinta per il PIL se gestiti con rapidità

  • i circa 500 milioni di investimenti nel settore della mobilità

Ma la situazione è tale che ci viene richiesto qualcosa in più. Bene è stato decidere una riunione apposita del Consiglio Regionale dedicata alle difficoltà economiche. E’ lì che entreremo nel merito. Quello che mi preme oggi è richiamare sulla necessità di arrivare a quel consiglio con un lavoro, che la mia commissione è pronta a sostenere, che ci consenta di preparare al meglio quella discussione e le decisioni che verranno prese. E può farlo insieme alla Giunta Regionale, al Presidente Martini che più volte si è reso disponibile in tal senso. Penso opportuno vederci quanto prima e organizzare insieme questo percorso, decidere chi incontrare, quali strumenti tecnici avere a disposizione e quantaltro.


La Mozione Approvata

MOZIONE n. 662 approvata nella seduta del 30 settembre 2008 collegata al documento preliminare al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2009 e pluriennale a legislazione vigente per gli anni 2009 – 2011.

OGGETTO: Per una manovra all’insegna di un’ulteriore crescita della politiche di sviluppo e di welfare della Regione in un quadro economico e di scelte statali di finanza pubblica contraddistinto da forti difficoltà.

Il Consiglio regionale

Visto il documento preliminare al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2009 e pluriennale a legislazione vigente per gli anni 2009 – 2011 presentato ai sensi dell’articolo 48 dello Statuto, con il quale si rappresentano i contenuti della manovra finanziaria regionale in corso di definizione, predisposta sulla base del documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF) approvato dal Consiglio regionale e dagli indirizzi da questo emanati con l’approvazione del collegato ordine del giorno n. 11 del 23 luglio ultimo scorso;


Preso positivamente atto del fatto che, conformemente alle indicazioni rese con il DPEF 2009 e con l’ordine del giorno collegato, la manovra finanziaria per l’esercizio 2009 si va a caratterizzare per la capacità di garantire l’equilibrio di bilancio senza ricorso ad ulteriore indebitamento rispetto a quello programmato ed autorizzato su base pluriennale, nel pieno rispetto degli impegni programmatici assunti con il programma regionale di sviluppo (PRS) 2006 – 2010 e del mantenimento qualitativo e quantitativo delle prestazioni erogate nell’ambito del servizio sanitario regionale, nonché nella capacità di confermare l’impegno all’avvio di una riduzione della pressione tributaria, attraverso la leva della tassa automobilistica regionale con interventi di incentivazione alla riduzione delle emissioni inquinanti in conformità al piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria approvato nel giugno scorso, e di garantire il finanziamento della seconda annualità del fondo a sostegno della non autosufficienza con risorse proprie (frutto particolarmente della capacità di razionalizzare la spesa corrente e di crescere nella capacità di recupero dell’evasione fiscale) prevedendone un incremento fino ad ottanta milioni di euro, secondo quanto richiesto dal Consiglio regionale nel richiamato ordine del giorno collegato al DPEF 2009;

Considerato inoltre che la manovra che la Giunta regionale andrà a costruire e porterà al confronto con le associazioni di categoria, i sindacati, gli enti locali prima dell’approvazione entro il prossimo 31 ottobre per la prima volta tiene conto degli effetti delle scelte assunte dal legislatore statale in materia di costruzione del bilancio dello Stato per i prossimi esercizi. L’approvazione della manovra finanziaria statale già nel mese di agosto consente infatti di avere un quadro complessivamente certo delle ricadute sulle politiche di bilancio delle regioni e degli enti locali, in un contesto di generale riduzione delle risorse disponibili;

Rilevato in proposito, con vivo disappunto, come la legge 6 agosto 2008 di conversione del decreto legge 25 giugno 2008, col quale è stata approvata la manovra finanziaria dello Stato, intervenga pesantemente sulle politiche di bilancio della Regione, in particolare:

- sul versante delle entrate:

i) facendo mancare, per il prossimo triennio, metà della copertura finanziaria necessaria a compensare i mancati introiti derivanti dall’abolizione del ticket sulla diagnostica (che per la Toscana configura una perdita di circa ventisette milioni di euro all’anno), e riducendo dal 3 per cento annuo l’incremento del fondo sanitario nazionale all’1 per cento per il 2010 e all’1,2 per cento per il 2011, contravvenendo palesemente agli accordi sottoscritti fra lo Stato e le regioni con il patto per la salute del settembre 2006, ancorando l’incremento annuo così stabilito al tasso di inflazione programmato dal DPEF nel giugno scorso e palesemente discrepante rispetto a quello reale;

ii) bloccando la potestà regionale di intervenire sulle aliquote delle addizionali e dei tributi propri;

iii) riducendo i margini di indebitamento, anche per effetto della revisione del tetto di spesa di cui al patto di stabilità interno, ridotto dello 0,6 per cento rispetto a quello programmato per il 2008;

iv) facendo mancare trentuno milioni di euro per l’attuazione del piano casa varato dal precedente

Governo e, con un recente decreto, diciassette milioni di fondi ex Bassanini per la manutenzione delle strade regionali;

- sul versante della spesa:

a) riducendo il tetto del patto di stabilità interno, con conseguente incremento dei rischi di sforamento in ragione dell’entrata in funzione dei fondi strutturali e dei meccanismi di compartecipazione obbligatoria che questi richiedono;

b) bloccando almeno per un anno la possibilità di operare ristrutturazioni del debito mediante strumenti di finanza derivata, operazione in grado di liberare risorse dal vincolo del pagamento di quota capitale ed interessi;

c) caricando sul bilancio regionale quota parte dei costi dei servizi di cabotaggio e collegamento fra le isole e la terraferma, in ragione del meccanismo previsto per il trasferimento alle regioni delle funzioni di programmazione ed amministrazione di tali servizi;

d) riducendo il rapporto fra spesa per il personale e spesa corrente, ponendo il divieto di reclutamento per quegli enti nei quali tale percentuale è superiore al 50 per cento, con gravissime ripercussioni per alcuni importanti enti regionali (ARPAT, IRPET, ARS);

Considerata poi la particolare situazione socioeconomica mondiale e nazionale e le ripercussioni che essa sta già producendo nel sistema regionale toscano, anche in ragione della struttura dell’economia toscana fortemente esposta alle dinamiche dei mercati internazionali, sia per la vocazione all’export delle sue principali produzioni di qualità, sia per l’importanza del settore turistico, e della correlazione forte di entrambi con i paesi dell’area dollaro. Il quadro economico generale sta portando ad una riduzione delle stime di crescita del prodotto interno lordo (PIL) nazionale e regionale: se la dinamica relativa al 2008 era stata già ricondotta al + 0,5 per cento su base annua, recentissime valutazioni abbassano ulteriormente le previsioni, indicando un margine di incremento soltanto dello 0,3 per cento, con previsioni di crescita zero anche per i prossimi anni. I dati sull’andamento del settore manifatturiero relativi al secondo trimestre, elaborati da Confindustria ed Unioncamere, offrono una conferma a questo scenario, segnalando una riduzione dei principali indicatori rispetto all’analogo periodo del 2007 (fatturato, ordinativi, produzione, impiego macchinari) che interessa generalmente tutti i settori di punta della produzione regionale, investendo per la prima volta anche la meccanica, elemento traino della timida ripresa registrata a cavallo fra il 2006 ed il 2007. Si conferma infine la situazione di depressione della domanda interna, particolarmente da parte del settore privato, correlata alla crescente demarcazione fra dinamiche salariali e costo della vita e dall’inefficacia delle politiche governative assunte in materia di mutui ipotecari;

Ricordato come:

- nel corso del 2008 sono partiti i primi bandi per l’erogazione di finanziamenti di cui al piano regionale dello sviluppo economico (PRSE) 2007 – 2011 e di cui al piano di sviluppo rurale (PSR) 2007 – 2013, i cui effetti in termini di benefici per il sistema economico-produttivo toscano potranno rilevarsi solo a partire dai futuri esercizi;

- nel corso del 2009 troverà impiego la rilevante “massa critica” di risorse per l’economia toscana rappresentata dai fondi comunitari, per un importo complessivo pari a 1,2 miliardi di euro, prevalentemente dedicati all’innovazione, alla ricerca, alla formazione ed istruzione, all’ambiente, alla cultura;

- nelle previsioni del Governo nazionale, entro il 2010 dovrebbe essere avviato il federalismo fiscale.

L’attuale fase di dibattito nazionale sulla proposta del Governo deve pertanto trovare la Regione Toscana attenta in una proposta che affermi un modello perequativo e solidale che consenta di valorizzare particolarmente il modello toscano di welfare, garantendo la certezza di copertura dei servizi sanitari, sociali ed educativi in essere, rilevati unanimemente come essenziali alla qualità della vita e funzionali allo sviluppo economico del territorio;

Richiamata, infine, la necessità di un piano di riorganizzazione delle agenzie funzionali allo sviluppo economico, così come esplicitamente richiesto nell’ordine del giorno collegato al DPEF 2009, anche in considerazione del peggioramento del quadro economico che richiede inderogabilmente la massima funzionalità degli strumenti operativi pubblici, particolarmente di quelli destinati a sostenere la promozione dell’economia toscana nei mercati internazionali;

Condivide

i contenuti del documento preliminare al bilancio 2009 e pluriennale 2009 – 2011;

Ribadisce

- l’apprezzamento per la capacità della Regione di garantire, senza nuove imposizioni fiscali e in assenza della necessaria reintegrazione del previsto contributo statale (contributo attualmente non confermato per il 2010), il finanziamento ad ottanta milioni di euro per il 2009 del fondo per la non autosufficienza, in prevalenza con risorse autonome, nel quadro economico-finanziario generale, condizionato fortemente dal peggioramento netto dell’andamento del PIL e dalle scelte operate dal legislatore statale con la manovra 2009;

- l’apprezzamento per il mantenimento dell’impegno della riduzione selettiva della tassa automobilistica a vantaggio di veicoli a basse emissioni inquinanti, in coerenza con quanto disposto in materia di politiche ambientali dal piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria;

- l’apprezzamento per la conferma delle agevolazioni IRAP in essere per l’estensione dell’aliquota ridotta in vigore per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) anche per le aziende di servizi pubblici alla persona (ASP), nonché delle linee guida in ordine alla prossima legislazione regionale di disciplina dell’imposta e al suo utilizzo a sostegno di imprese virtuose sotto il profilo dell’innovazione, della tutela ambientale e del rapporto coi lavoratori;

- l’apprezzamento per la capacità di mantenere intatta l’offerta di servizi sanitari ai cittadini, pur in presenza di una riduzione delle risorse data dalla mancata copertura totale, da parte dello Stato, dell’abolizione del ticket sulla diagnostica, nonché della revisione degli incrementi della dotazione del fondo sanitario nazionale per gli anni 2010 e 2011;

Conferma

l’adesione totale alle politiche della Giunta in materia di recupero dell’evasione fiscale, condividendo la scelta di destinare parte degli introiti al rafforzamento degli strumenti funzionali al perseguimento di questo obiettivo, riconoscendo la sussistenza della discrasia fra valore del PIL nominale e entità del gettito fiscale correlato;

Raccomanda

- una particolare attenzione alle scelte di bilancio, particolarmente sul pluriennale, afferenti le politiche educative e di diritto allo studio, in ragione dei nefasti effetti che nella società toscana potrebbero essere prodotti dall’attuazione delle scelte assunte dal Governo e dal Parlamento in materia di istruzione, particolarmente in materia di riduzione dell’offerta di servizi all’infanzia, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, di incremento dei costi per servizi sostitutivi a carico delle famiglie, di ostacolo all’ingresso o alla permanenza nel mondo del lavoro delle donne, anche per effetto delle scelte assunte, sempre dal legislatore nazionale, in materia di concessione del part-time;

- di dare la massima attenzione e la priorità alle iniziative in materia di politica economica, occupazionale, ambientale e valorizzazione delle tipicità del territorio regionale, anche sulla base degli approfondimenti che in materia il Consiglio regionale svilupperà con una seduta straordinaria dei propri lavori, predisponendo tra l’altro, come richiesto nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio in collegamento al DPEF 2009, un piano organico relativo alla riorganizzazione delle agenzie funzionali allo sviluppo economico, così come fatto con l’adozione degli orientamenti per il governo delle partecipazioni regionali;

- di proseguire nel contenzioso con il Governo nazionale per quanto riguarda il mancato rispetto, per le annualità 2010 e 2011, del patto per la salute sottoscritto fra Stato e Regioni, in ragione della consistente diminuzione delle risorse che verranno erogate in dispregio agli accordi sottoscritti e con grave pregiudizio per la tenuta dei livelli delle prestazioni erogate nel territorio dal servizio sanitario regionale;

- di realizzare il previsto processo di riordino della normativa in materia di edilizia sociale e residenziale, quale parte integrante del sistema toscano delle politiche sociali, funzionale ad esercitare una funzione redistributiva a vantaggio delle fasce sociali economicamente più deboli;

- di privilegiare il sostegno agli interventi sanitari e sociali di cui ai vigenti strumenti regionali di programmazione (PSR) e piano integrato sociale regionale (PISR) in favore dei soggetti e delle categorie maggiormente bisognosi, nonché alle politiche di prevenzione e di sicurezza nei luoghi di lavoro;

- di proseguire nel processo di selezione e qualificazione della spesa pubblica, al fine di incrementarne ulteriormente l’efficacia e l’efficienza;

- di procedere alla formazione di politiche volte a favorire le fasce sociali più deboli per mezzo di tariffe agevolate nei servizi pubblici locali.



About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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