Professioni: la Commissione approva la PdL

Via libera a maggioranza in commissione Attività produttive alla proposta di legge sull’innovazione nelle professioni. In primo piano il sostegno ai giovani, con l’istituzione di un fondo di rotazione

Promuovere l’innovazione e sostenere i giovani nelle professioni intellettuali, con l’istituzione di un fondo di rotazione per favorire l’accesso e l’esercizio delle attività professionali e l’identificazione di nuove forme di raccordo a livello regionale che puntino alla semplificazione e alla qualità dei servizi. Questi gli obiettivi della proposta di legge regionale in materia di professioni, che ha ottenuto il via libera a maggioranza (col voto favorevole di Pd e gruppo misto e contrario di Fi-PdL) della commissione Attività produttive del Consiglio regionale toscano, e che sarà in Aula per l’approvazione definitiva entro la fine dell’anno. La legge ha una dotazione di 1.400.000 euro. Approviamo un provvedimento concreto e utile innanzi tutto ai giovani professionisti, che spesso per aprire uno studio professionale devono sostenere costi troppo elevati. Attraverso questa legge la Regione “parla” in modo più strutturato al mondo delle professioni, un mondo essenziale per la vita delle imprese, e spinge verso una sempre maggiore innovazione. La proposta di legge non vuole entrare nelle competenze statali in materia di professioni e di ordini, ma interviene in modo fattivo con l’istituzione di un fondo di rotazione di 1 milione di euro, sotto forma di garanzie per prestiti d’onore per l’acquisto di beni informatici per giovani sotto i trent’anni, e per altre forme di prestito volte a sostenere le spese per i nuovi studi professionali per i giovani sotto i quarant’anni. La legge inoltre istituisce la “Commissione regionale delle professioni” quale sede di raccordo tra la Regione e le professioni, con la partecipazione di un membro per ogni associazione riconosciuta a livello regionale come rappresentativa delle professioni ordinistiche e di professioni associate a prestatori d’opera intellettuali. La Regione inoltre sosterrà tramite un finanziamento di 400 mila euro la costituzione di un “soggetto consortile multidisciplinare” con la partecipazione di tutti i soggetti professionali interessati, per lo svolgimento di attività formative, informative e operative; per l’erogazione del contributo, la Regione emanerà un bando e selezionerà la migliore proposta progettuale.


Di seguito il testo approvato dalla Commissione con indicato in neretto le modifiche apportate dalla Commissione rispetto al testo presentato dalla Giunta.

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Proposta di legge n. 296

Norme in materia di sostegno alla innovazione delle attività professionali intellettuali

SOMMARIO

Art. 1 – Finalità e oggetto della legge

Art. 2 – Definizioni

Art. 3 – Commissione regionale soggetti professionali: competenze e composizione

Art. 4 – Organizzazione e funzionamento

Art. 5 – Riconoscimento delle associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato rappresentative di professionisti prestatori d’opera intellettuale operanti in Toscana. Condizioni per la partecipazione alla commissione regionale

Art. 6 – Riconoscimento di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato rappresentative di professioni ordinistiche che operano sul territorio regionale

Art. 7 – Soggetto consortile multidisciplinare

Art. 8 – Interventi finanziari a favore dei professionisti. Istituzione di fondo regionale di rotazione per le professioni

Art. 9 – Norma finanziaria

Art. 10 – Entrata in vigore

Art. 1

Finalità e oggetto della legge

1. La presente legge, nel rispetto del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30 (Ricognizione dei principi fondamentali in materia di professioni, ai sensi dell’articolo 1 della L. 5 giugno 2003, n. 131), definisce le modalità di raccordo tra la Regione e i soggetti professionali operanti sul territorio regionale al fine di valorizzare ed incentivare l’innovazione delle attività professionali e di sostenere i diritti degli utenti.

2. La presente legge, in particolare:

a) istituisce e disciplina la Commissione regionale delle professioni, quale sede di raccordo tra la Regione e le professioni;

b) sostiene finanziariamente la costituzione di un soggetto consortile multidisciplinare a servizio dei professionisti e degli utenti, promossa congiuntamente dalle professioni ordinistiche e dalle associazioni di professionisti prestatori d’opera intellettuale;

c) istituisce un apposito fondo di rotazione per il sostegno all’accesso ed all’esercizio delle attività professionali, con particolare attenzione alle donne professioniste ed ai giovani.

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini esclusivi della presente legge, si intendono:

a) per attività professionale, un’attività di lavoro indipendente finalizzata ad una prestazione prevalentemente intellettuale;

b) per professione ordinistica, la professione organizzata in ordini o collegi, disciplinata da norme statali che ne subordinano l’esercizio al possesso di determinati requisiti, al superamento di un esame e all’iscrizione ad un albo o collegio;

c) per associazione professionale di prestatore d’opera intellettuale, ogni professione diversa dalla lettera b) che abbia rilevanza economica e sociale;

d) per utente di attività professionale, il soggetto destinatario, attuale o potenziale, di una prestazione professionale;

e) per associazione sindacale datoriale, l’associazione sindacale che sottoscrive i contratti collettivi nazionali di lavoro.

Art. 3

Commissione regionale soggetti professionali: competenze e composizione

1. Al fine di favorire il raccordo tra la Giunta regionale e le professioni, è istituita la Commissione regionale dei soggetti professionali, di seguito denominata “commissione”, nominata dal Presidente della Giunta regionale.

2. La commissione formula proposte ed esprime pareri in materia di interesse delle professioni, con particolare riguardo:

a) agli atti di programmazione e alle proposte di legislazione regionale connesse alla tutela delle attività professionali e degli utenti delle medesime;

b) alla semplificazione delle procedure amministrative coinvolgenti le professioni;

c) ai processi di innovazione delle attività professionali.

3. La commissione dura in carica tre anni ed i suoi membri, salvo il presidente, possono essere confermati una sola volta; la commissione è composta da:

a) l’assessore regionale competente in materia di professioni che la presiede;

b) un rappresentante regionale per ogni associazione, fondazione o altra istituzione di carattere privato riconosciuta e rappresentativa a livello regionale di una professione ordinistica o di professione associata di prestatori d’opera intellettuali.

4. Oltre al presidente, il numero massimo dei membri della commissione è pari a quarantasette, di cui:

a) ventidue riservati ai soggetti promossi dalle professioni ordinistiche;

b) ventidue riservati ai soggetti promossi dalle professioni associate di prestatori d’opera intellettuali;

c) tre rappresentanti sindacali datoriali per le professioni senza necessità di personalità giuridica ai fini della presenza in commissione.

5. I soggetti espressione di professioni ordinistiche e di professioni associate di prestatori d’opera intellettuale, designano ciascuno un vicepresidente.

6. Nel caso in cui le richieste di partecipazione siano superiori al numero dei membri di cui al comma 4, al fine di assicurare un’equilibrata presenza delle diverse professioni, l’individuazione dei membri avviene sulla base dei seguenti criteri, considerati congiuntamente:

a) rappresentatività anche numerica dell’associazione o della fondazione;

b) rappresentanza regionale organizzata con presenza in almeno tre province toscane;

c) rilevanza economico-sociale della professione rappresentata.

Art. 4

Organizzazione e funzionamento

1. La commissione è costituita ed opera validamente con la partecipazione di almeno ventiquattro membri.

2. La commissione è convocata dal presidente ogni due mesi o quando ne facciano richiesta almeno sette membri, ed è integrata dagli assessori regionali competenti nelle materie oggetto di discussione; al fine di fornire elementi conoscitivi, possono essere invitati alle sedute i responsabili dei settori regionali competenti nelle materie oggetto di discussione.

3. Il presidente ed i due vicepresidenti provvedono alla organizzazione dei lavori, anche prevedendo sedute tematiche secondo le modalità definite dalla commissione.

4. Per favorire l’incontro tra i prestatori dei servizi professionali e gli utenti delle attività professionali, almeno una volta l’anno alla riunione della commissione sono invitati i rappresentanti designati dal comitato regionale dei consumatori ed utenti di cui all’articolo 2 della legge regionale 20 febbraio 2008, n. 9 (Norme in materia di tutela e difesa dei consumatori e degli utenti.). Possono essere invitati, qualora se ne determini la necessità, i rappresentanti sindacali dei lavoratori dipendenti degli studi professionali, nonché i soggetti rappresentativi del mondo economico.

5. I membri della commissione non percepiscono alcuna indennità o rimborso spese.

Art. 5

Riconoscimento di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato rappresentative di professionisti prestatori d’opera intellettuale operanti in Toscana. Condizioni per la partecipazione alla commissione regionale

1. Le associazioni e fondazioni, operanti in Toscana, rappresentative di professionisti prestatori d’opera intellettuale, che non esercitano professioni disciplinate ai sensi dell’articolo 2229 del codice civile, possono chiedere il riconoscimento della personalità giuridica nel rispetto della relativa statale e regionale in materia.

2. Ai fini della eventuale partecipazione alla commissione regionale di cui all’articolo 3, la Giunta regionale verifica che i soggetti riconosciuti si impegnino:

a) all’adozione di un proprio autonomo programma di attività, anche se integrato o sinergico al programma perseguito dalla rispettiva associazione nazionale;

b) all’adozione di regole, a tutela dei cittadini, utili ad assicurare la massima trasparenza dei contenuti delle proprie qualificazioni professionali;

c) alla definizione di un codice deontologico e delle norme per affermarne il rispetto, comprese la verifica e le sanzioni in caso di violazione;

d) alla previsione di un obbligo, adeguatamente sanzionato, di preventiva dichiarazione agli utenti relativamente all’adozione o meno dell’assicurazione di responsabilità professionale, come requisito di adesione all’associazione;

e) all’aggiornamento professionale annuale dei membri dell’associazione e alla sua realizzazione, mediante il ricorso a soggetti terzi, secondo moduli e strumenti idonei a garantire la massima professionalità, nonché la verificabilità delle attività e le relative sanzioni in caso di mancato rispetto;

f) al rispetto delle norme relative al trattamento dei dati personali.

Art. 6

Riconoscimento di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato rappresentative di professioni ordinistiche che operano sul territorio regionale

  1. La Regione riconosce la personalità giuridica alle associazioni e fondazioni espressioni di professioni ordinistiche operanti in Toscana che ne facciano richiesta, ai sensi della normativa statale e regionale in materia.

Art. 6 bis

Promozione delle attività professionali

1. La Regione promuove le attività professionali favorendo la partecipazione dei professionisti per la rapida ed efficace attuazione delle politiche europee.

2. La Regione mira a semplificare l’accesso dei cittadini e delle imprese ai fondi europei promuovendo la risoluzione delle eventuali controversie discendenti dalla attuazione delle politiche europee sia prevenendo la nascita del contenzioso attraverso il preventivo espletamento di specifiche procedure conciliative gratuite, sia attraverso la riduzione dei tempi e dei costi necessari alla risoluzione delle controversie attraverso l’utilizzo dell’arbitrato.

3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2, è istituita, presso la Giunta regionale, una apposita sede con competenza sull’arbitrato e sulla conciliazione in relazione alle controversie discendenti dall’attuazione delle politiche europee tra soggetti od imprese richiedenti finanziamenti europei nelle quali l’amministrazione regionale o suoi soggetti dipendenti sono parte.

4. Le procedure conciliative e quelle arbitrali sono volontarie e non comportano oneri per l’amministrazione regionale.

5. Entro tre anni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale valuta l’impatto delle attività promozionali di cui al presente articolo e trasmette una relazione illustrativa al Consiglio regionale.

Art. 7

Soggetto consortile multidisciplinare

1. La Regione sostiene, tramite finanziamento, la costituzione di un soggetto consortile la cui partecipazione sia aperta a tutti i soggetti professionali interessati, con competenza multidisciplinare di iniziativa autonoma e congiunta delle associazioni di cui agli articoli 5 e 6, anche mediante organizzazioni di secondo livello, a servizio dei soggetti professionali.

2. Il soggetto consortile multidisciplinare, di livello regionale, svolge, a favore delle associazioni e fondazioni riconosciute e degli utenti, le seguenti attività formative, informative ed operative:

a) servizi di agenzia formativa;

b) interventi di informatizzazione e di creazione di reti telematiche a fine di interscambio informativo o di erogazione dei servizi, anche in relazione a progetti di informatizzazione di servizi promossi dalla Regione;

c) cooperazione con la Regione per l’aggiornamento dei contenuti delle qualifiche professionali;

d) informazioni sui mezzi di conciliazione esistenti in caso di controversie tra i prestatori di servizi professionali e gli utenti;

e) diffusione, attraverso l’individuazione delle migliori pratiche, dei risultati delle iniziative sperimentali adottate sul territorio regionale;

f) promozione delle attività dei professionisti attraverso la costante informazione sui programmi ed attività disposti in materia di professioni dall’Unione europea.

3. Ai fini dell’erogazione del contributo regionale, la Giunta regionale, mediante apposito bando, seleziona la proposta di costituzione del soggetto multisciplinare sulla base dei migliori contenuti progettuali inerenti i servizi di cui al comma 2 .

4. La mancata costituzione del soggetto multidisciplinare entro diciotto mesi dall’entrata in vigore della presente legge per difetto di iniziativa dei soggetti di cui agli articoli 5 e 6 , comporta l’assegnazione delle relative risorse al fondo di rotazione di cui all’ articolo 8.

Art. 8

Interventi finanziari a favore dei professionisti. Istituzione di fondo regionale di rotazione per le professioni

1. E’ costituito un fondo regionale di rotazione per la concessione di agevolazioni finanziarie per i giovani professionisti.

2. In particolare, il fondo di cui al comma 1 provvede alla concessione di garanzia per:

a) prestiti d’onore per gli esercenti la pratica od il tirocinio professionale e per gli appartenenti alle associazioni di professionisti prestatori d’opera intellettuali, di età non superiore ai trenta anni; il prestito è erogato per le spese di acquisizione di strumenti informatici;

b) prestiti ai giovani con età inferiore a quaranta anni, finalizzati al supporto alle spese di impianto dei nuovi studi professionali, mediante:

1) progetti di avvio e sviluppo di studi professionali, con priorità per quelli organizzati, nelle forme previste dalla legge, in modo associato od intersettoriale tra giovani professionisti;

2) programmi per l’acquisizione di beni strumentali innovativi e tecnologie per l’attività professionale, in coerenza con le iniziative regionali di sviluppo e standardizzazione delle tecnologie dell’informazione e della conoscenza;

3) progetti finalizzati a garantire la sicurezza dei locali in cui si svolge l’attività professionale.

3. Il 50 per cento dell’ammontare del fondo è riservato ai prestiti d’onore di cui alla lettera a) del comma 2.

4. Gli strumenti attuativi del piano di indirizzo generale integrato di cui all’articolo 31 della legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro), definiscono il supporto regionale alle iniziative di formazione e aggiornamento per i professionisti.

5. La Giunta regionale approva il regolamento di attuazione entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge. Il regolamento di attuazione definisce, nel rispetto della normativa europea sui limiti degli aiuti di importanza minore “de minimis”, le modalità di funzionamento del fondo e le condizioni per assicurare l’accesso delle donne al fondo.

Art. 9

Norma finanziaria

1. Ai fini del finanziamento della presente legge, è autorizzata la spesa complessiva di euro 1.400.000,00 di cui euro 400.000,00 per il finanziamento del soggetto consortile multidisciplinare previsto all‘articolo 7 cui si fa fronte con le risorse della unità previsionale di base (UPB) 513 “Interventi per lo sviluppo economico e produttivo – spese correnti” ed euro 1.000.000,00 per la costituzione del fondo regionale di rotazione di cui all’articolo. 8 cui si fa fronte con le risorse della UPB 514 “Interventi per lo sviluppo economico e produttivo – spese di investimento” del bilancio di previsione 2008.

2. Per la copertura degli oneri di cui al comma 1, al bilancio di previsione 2008 è apportata la seguente variazione per competenza e cassa di uguale importo: anno 2008 in diminuzione: UPB 741 “Fondi – spese correnti” per euro 400.000,00; in aumento: UPB 513 “Interventi per lo sviluppo economico e produttivo – spese correnti”, per euro 400.000,00.

Art. 10

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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