Sanità: la “carta elettronica sanitaria” dei cittadini

Il Piano sanitario regionale (PSR) 2008-2010 individua tra gli obiettivi strategici del triennio la semplificazione per il cittadino dell’esercizio del diritto alla salute in ogni momento del percorso socio-sanitario, attraverso azioni molteplici, quali l’alleggerimento dell’onere documentale, la personalizzazione delle cure, la riduzione dell’errore umano e lo sviluppo di un linguaggio comune tra gli operatori sanitari coinvolti nella gestione del percorso.

Lo stesso PSR indica quale strumento di realizzazione del suddetto obiettivo, l’introduzione di una “carta sanitaria”, ovvero di un sistema che, attraverso la progressiva integrazione delle informazioni prodotte dai vari attori del Servizio Sanitario Regionale (SSR) in relazione alla gestione degli assistiti ed alle prestazioni erogate, consenta l’acquisizione di tali informazioni in forma elettronica e l’accesso alle stesse da parte del cittadino in maniera semplice e sicura, semplificando così l’esercizio del diritto alla salute e restituendo centralità al cittadino stesso in ogni momento del percorso sanitario.

Si tratta di un fascicolo sanitario personale virtuale, alimentato da contenuti informativi resi disponibili dalle aziende sanitarie e dai medici convenzionati, al quale il cittadino possa accedere mediante una connessione telematica.

Ciò produce anche, come beneficio ulteriore rispetto alle sue finalità prime, un’opportunità per riqualificare i sistemi informativi aziendali come parti di un sistema regionale unitario e per ripensarne l’architettura non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche organizzativo, in particolare sotto il profilo dello sviluppo di procedure di cooperazione ed interazione e della individuazione di funzioni specifiche a presidio della consistenza e della qualità delle anagrafi aziendali.

1. Descrizione del progetto

1.1 Finalità ed obiettivi generali

Il progetto Carta Sanitaria Elettronica si propone di realizzare un sistema per l’acquisizione, l’aggiornamento e la consultazione dei dati sanitari che risponda in primo luogo all’esigenza dei cittadini di semplificare l’esercizio del diritto alla salute, in ogni momento del loro percorso sanitario, in accordo con quanto previsto Piano Sanitario Regionale (PSR) 2008-2010, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 53 del 16 luglio 2008. L’obiettivo è quello di consentire ad ogni cittadino di accedere in maniera semplice e sicura ai propri dati sanitari presenti nel Servizio Sanitario Regionale (SSR) attraverso la rete telematica Internet. In altri termini, il progetto mira a rendere disponibile ad ogni cittadino il suo Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE o EHR, Electronic Health Record), quale insieme di dati e documenti in formato elettronico relativi al percorso del cittadino stesso attraverso le strutture ed i servizi del SSR. Al tempo stesso mira ad integrare in tale fascicolo, secondo modalità standard, le informazioni più significative inerenti il percorso sanitario dei singoli assistiti contenute nelle cartelle cliniche informatizzate in possesso dei medici di famiglia (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) aderenti al progetto; tali informazioni prodotte dal medico in formato elettronico sono definite “Sommario del

Patient Summary) e costituiscono il principale contributo del medico al FSE. Un sottoinsieme dei dati che compongono il FSE, identificati come dati di emergenza, potranno essere resi visibili, subordinatamente ad una esplicita autorizzazione da parte del cittadino, agli operatori che operano in regime di Pronto Soccorso, per una più completa disponibilità di informazioni sanitarie in situazioni di emergenza/urgenza. Perché ciò sia possibile è necessario realizzare un processo di integrazione e di normalizzazione delle informazioni sanitarie provenienti dai diversi sistemi che le generano e che contribuiscono ad alimentare la storia sanitaria di ciascun assistito. Il progetto costituisce quindi anche un impulso all’innovazione ed un’opportunità di miglioramento dell’intero Servizio Sanitario Regionale, sia a livello centrale che periferico. Allo stesso tempo, il progetto costituisce un eccezionale stimolo alla integrazione dei dati di carattere socio-sanitario, con l’obiettivo di ricondurre alla centralità del cittadino e nella sua disponibilità il complesso delle informazioni relative alla sua salute. I cittadini potranno accedere ai propri dati attraverso una connessione ad Internet ed una smart card personale (con relativo codice PIN), potenzialmente dalla loro abitazione, ma anche da una serie di punti di accesso assistito dislocati sul territorio regionale, in modo da favorire il superamento del divario costituito dalle diverse capacità di accesso e di utilizzo delle nuove tecnologie (il cosiddetto digital divide) e facilitare così l’effettivo raggiungimento dei risultati attesi del progetto. L’accesso avverrà nel pieno rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali e utilizzerà una infrastruttura di comunicazione sicura e conforme alle specifiche del Codice dell’Amministrazione Digitale, mediante un modello di autenticazione basato su smart card contenente un certificato digitale aderente agli standard della Carta Nazionale dei Servizi (CNS), in modo da assicurare il rispetto dei più elevati requisiti di sicurezza. La denominazione del progetto (Carta Sanitaria Elettronica) rimanda simbolicamente proprio allo strumento di accesso da parte di ciascun cittadino ai dati sanitari generati e conservati nell’ambito dei sistemi informativi del SSR.

1.2 Contesto nazionale ed europeo

Il progetto Carta Sanitaria Elettronica si inserisce nel contesto di analoghi progetti che, a livello nazionale, europeo ed internazionale, hanno come obiettivo l’interoperabilità dei sistemi di Fascicolo Sanitario Elettronico e la semplificazione dell’accesso dei cittadini ai propri dati sanitari e ai servizi di Sanità Elettronica, nel rispetto delle normative in materia di privacy. I Sistemi che in questo ambito sono in progettazione o in fase pilota in Italia sono orientati verso l’autenticazione forte del soggetto che accede ai servizi, tramite Carta Nazionale dei Servizi o evoluzione della Tessera Sanitaria come strumento di autenticazione del soggetto (in attuazione art. 50 Legge 24 Novembre 2003, n. 326 come modificato da comma 127 art. 4 Legge 24 Dicembre 2003, n.350 – Assorbimento della TS nella CNS).

In particolare, la Regione Toscana è coinvolta nei seguenti progetti:

a) Progetto nazionale del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie (DIT) del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione “Sperimentazione di un sistema per l’interoperabilità europea e nazionale delle soluzioni di fascicolo sanitario elettronico: componenti Patient Summary e ePrescription“, finalizzato alla realizzazione di un sistema per l’interoperabilità nazionale e europea dei sistemi di Fascicolo Sanitario Elettronico attualmente sviluppati, o in fase di sviluppo, in ambito regionale.

b) Progetto nazionale DIT “Firma digitale Carta Operatori Sanitari“, che mira a supportare il processo di diffusione della firma digitale tra gli operatori sanitari.

c) Progetto europeo NetC@rds , che prevede l’accesso ai servizi sanitari per i cittadini europei che si spostano nei diversi paesi della UE. Il progetto, mediante l’utilizzo di una carta elettronica EHIC (European Health Insurance Card) e di un servizio on-line per la verifica dell’identità del soggetto, supporta l’accettazione di tale identità sia ai fini assicurativi che al fine della erogazione di prestazioni sanitarie.

d) Progetto europeo epSOS (Smart Open Services for European Patients), un ampio progetto di Sanità Elettronica per un “pilota” europeo di Patient Summary e ePrescription, a cui partecipano dodici stati membri della UE, Centri di Competenza nazionali e industrie. L’obiettivo principale di epSOS è sviluppare una infrastruttura di Sanità Elettronica e una infrastruttura ICT, che rendano possibile al cittadino europeo l’accesso sicuro alle sue informazioni di salute presenti in ogni Sistema Sanitario europeo, con particolare attenzione a Patient Summary e ePrescription.

Inoltre, sul tema della Sanità elettronica è stata costituita dall’Unione Europea una apposita commissione con il mandato di definire linee guida per la disciplina del Fascicolo Sanitario Elettronico applicative della Direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati. Tale commissione ha prodotto un documento “00323/07/EN WP 131 Documento di lavoro sul trattamento dei dati personali relativi alla salute contenuti nelle cartelle cliniche elettroniche (CCE”), adottato il 15 febbraio 2007, sul quale è stato attivato un processo di consultazione, terminato il quale tali linee guida saranno pubblicate.

Nelle linee guida si sottolinea la necessità di una disciplina normativa da parte degli Stati Membri per la eventuale adozione di un sistema di Fascicolo sanitario elettronico.

In attesa di tale disciplina, indispensabile per una situazione a regime, è comunque possibile effettuare la sperimentazione di sistemi di FSE sulla base della normativa vigente; peraltro il progetto Carta Sanitaria Elettronica è perfettamente coerente con gli aspetti che il quadro giuridico dovrebbe contenere sulla base delle linee guida, quali ad esempio: finalità esclusivamente di cura, consenso esplicito dell’interessato, identificazione certa dell’interessato, misure di sicurezza dei sistemi tecnologici.

1.3 Sistema informativo sanitario distribuito

Per supportare il progetto Carta Sanitaria Elettronica è stato progettato ed è in fase di rilascio il Sistema di Storage Geografico Socio-Sanitario. Tale sistema è costituito da diversi componenti:

-anagrafica, in cui ad ogni assistito/assistibile è associato un identificativo univoco anonimizzazione dei dati contenenti le prestazioni;

-repository distribuiti sul territorio della Regione Toscana in cui sono registrate le informazioni che interessano l’ambito socio-sanitario;

-indici centralizzati (nel seguito Indice) che consentono di accedere alle informazioni secondo filtri di autorizzazione e indirizzamento verso i diversi repository.

Il sistema è orientato, oltre che a contenere dati, anche a contenuti multimediali, quali immagini o filmati. Il sistema di alimentazione è integrato con i livelli territoriali coinvolti. In pratica, nel dispiegamento definitivo, il dato viene registrato nel luogo (Azienda, presidio) dove è stato prodotto e il sistema di indici si occupa di localizzarlo e presentarlo al soggetto richiedente con la opportuna interfaccia di presentazione.

1.4 Soggetti coinvolti e benefici attesi

Sono coinvolti nel progetto innanzitutto i cittadini, ma anche tutti gli attori del SSR: i professionisti, le Aziende sanitarie territoriali e ospedaliere e l’amministrazione regionale. I benefici attesi dalla realizzazione del progetto sono molteplici.

Per i cittadini:

  1. la facilità dell’accesso alle proprie informazioni sanitarie;

  2. la riduzione dell’onere documentale (anamnesi, referti, immagini, prescrizioni) e la disponibilità on-line di referti ed esami;

  3. la disponibilità di un Fascicolo Sanitario Elettronico che garantisca una memoria aggiornata degli eventi sanitari;

  4. la possibilità per il cittadino di condividere con il professionista sanitario l’insieme delle proprie informazioni sanitarie, contribuendo in prima persona al miglioramento dell’accuratezza delle azioni di prevenzione e diagnosi, alla riduzione dei rischi dovuti ad incompletezza delle informazioni a disposizione del personale sanitario;

  5. l’aumento dei livelli di sicurezza in situazioni di emergenza-urgenza

 

Per il sistema sanitario:

  1. il miglioramento dell’anagrafe sanitaria regionale e del processo di allineamento ad essa delle anagrafi delle Aziende sanitarie;

  2. l’individuazione ed adozione di un catalogo unico delle prestazioni;

  3. un possibile contenimento dei costi in conseguenza della riduzione di esami ripetuti.

  4. la possibilità per il professionista sanitario che il cittadino decida di condividere con lui il proprio FSE

  5. la disponibilità di dati clinici al servizio di un aumento dei livelli di sicurezza in situazioni di emergenza-urgenza

 

1.5 Tutela della privacy

1.5.1 Finalità del trattamento dei dati

Le finalità perseguite dal progetto Carta Sanitaria Elettronica, dichiarate al punto 2.1, sono riconducibili esclusivamente alla tutela della salute, cioè alla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dell’interessato (articolo 76, comma 1, lettera a) e articolo 85, comma 2 del D.Lgs. 196/2003 – Codice per la protezione dei dati personali), con esclusione di ogni altra finalità. Gli strumenti organizzativi e tecnologici messi in atto per la realizzazione del progetto Carta Sanitaria Elettronica consentono, peraltro, ai titolari dei trattamenti di dati personali relativi agli assistiti nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale di adottare anche misure idonee per agevolare l’accesso ai dati personali da parte dell’interessato e per semplificare le modalità e ridurre i tempi per il riscontro al richiedente, ai sensi degli articoli 7-10 del Codice.

1.5.2 Strumenti attuativi del Codice privacy

In attesa di una specifica normativa, indispensabile per una situazione a regime, che disciplini l’adozione di un sistema di Fascicolo Sanitario Elettronico e ne definisca le finalità, i contenuti, le modalità organizzative, l’obbligo di adesione da parte di tutti i soggetti del sistema sanitario regionale, è comunque possibile effettuare una sperimentazione di tale sistema sulla base della normativa vigente. Il progetto regionale contribuirà a meglio definire le caratteristiche e i requisiti dei sistemi di sanità elettronica e le opportune garanzie per i cittadini.

Secondo quanto previsto dal Codice per la protezione dei dati personali, il trattamento dei dati per la finalità di tutela della salute perseguita attraverso la Carta Sanitaria Elettronica può essere effettuato solo (art. 76 e 85 citati). La realizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico costituisce una opportunità offerta dal Servizio sanitario regionale al cittadino, che può liberamente decidere di avvalersi o meno di tale opportunità, esprimendo -in caso positivo- uno specifico consenso per il trattamento dei dati.

Infatti, le attività connesse alla costituzione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) danno luogo ad un trattamento dei dati personali dell’assistito ulteriore, e distinto, rispetto a quello necessario per erogare le singole prestazioni sanitarie in relazione alle quali i dati sono stati acquisiti o prodotti.

Il consenso inoltre deve essere esplicito: non soddisfa il criterio del carattere “esplicito” la soluzione del silenzio-assenso. Il cittadino potrà decidere liberamente quali tipologie di informazioni far confluire nel FSE.

Il consenso per la costituzione del FSE e per la disponibilità dei suoi dati di emergenza può essere revocato o modificato dall’interessato in qualunque momento. Per consentire una scelta consapevole, il Titolare del trattamento dei dati deve fornire all’interessato una idonea informativa ai sensi dell’art. 13 del Codice Privacy.

Si precisa che a questo scopo non risulta sufficiente l’informativa semplificata eventualmente già fornita all’interessato nell’ambito del progetto regionale “Consenso al trattamento dei dati personali nel Sistema sanitario toscano”, in quanto il trattamento dei dati relativo alla costituzione del FSE, pur essendo anch’esso finalizzato alla tutela della salute dell’interessato, non rientra tra le attività considerate nella precedente informativa e nella espressione di consenso.

1.5.3 Titolarità del progetto

La Regione Toscana (DG Diritto alla salute e politiche di solidarietà e DG Organizzazione e sistema informativo) è promotrice e titolare del progetto, che viene realizzato in collaborazione con le Aziende sanitarie, con i medici di famiglia e più in generale con i professionisti.

1.5.4 Titolarità del trattamento dei dati

La realizzazione del progetto Carta Sanitaria Elettronica dà luogo ad uno specifico trattamento di dati personali che, pur avendo come finalità la tutela della salute dei cittadini, non è riconducibile alla tradizionale relazione diretta fra il singolo paziente e il medico o la struttura sanitaria: la registrazione delle informazioni mediche in un fascicolo sanitario elettronico va al di là dei metodi usuali di conservazione e di utilizzo della documentazione medica sui pazienti.

Il progetto richiede l’integrazione e la normalizzazione delle informazioni sanitarie provenienti dai diversi sistemi che le generano e che contribuiscono ad alimentare la storia sanitaria di ciascun assistito e la organizzazione e gestione dei sistemi .

Pertanto, ferma restando l’autonoma titolarità di ogni Azienda sanitaria e di ogni medico di famiglia per i trattamenti di dati rispettivamente posti in essere nell’erogazione delle singole prestazioni sanitarie, è necessario definire la titolarità di ciascuno degli attori del Progetto Carta Sanitaria in relazione alle specifiche attività connesse al progetto stesso .

Aziende sanitarie (Aziende USL e Aziende Ospedaliere Universitarie) = Titolari del trattamento inerente l’alimentazione del fascicolo con i documenti sanitari elettronici relativi ai propri utenti, nonché del trattamento relativo ai dati di emergenza da parte degli operatori titolati.

Medici MMG/PLS = Titolari del trattamento dei dati inerente l’alimentazione del FSE per quanto di loro competenza (inserimento nel FSE del Patient Summary).

Regione Toscana = Titolare del trattamento dei dati relativo alla funzione di infrastruttura tecnologica per la gestione del Fascicolo Sanitario Elettronico, compreso la gestione dell’Indice. E’ in corso di definizione una legge regionale che riconosca tale funzione di rilevante interesse pubblico.

1.5.5 Ruolo dei soggetti coinvolti

Il FSE è un “fascicolo virtuale”, in quanto insieme di documenti in formato elettronico, creati da strutture sanitarie diverse, contenenti informazioni sullo stato di salute di un individuo, che rende disponibile tali dati al cittadino stesso, anche allo scopo di migliorare la sua assistenza. I documenti elettronici che lo compongono risiedono nei sistemi informativi dei titolari che li hanno generati e i dati confluiscono nel FSE soltanto nel momento in cui sono necessari, su richiesta dell’interessato. Le Aziende sanitarie contribuiscono all’alimentazione del FSE con le informazioni sanitarie di propria titolarità. Per lo svolgimento della loro funzione di conservazione e integrazione nel Fascicolo dei documenti sanitari elettronici e di alimentazione dell’Indice, le Aziende sanitarie possono avvalersi anche dell’attività di fornitori di servizi, espressamente individuati quali responsabili esterni del trattamento dei dati.

In relazione al sistema di Storage Geografico descritto nel paragrafo 2.3, la componente anagrafica unica, l’Indice e il sistema di autenticazione sono mantenute da Regione Toscana, nell’ambito della sua funzione infrastrutturale, mentre le informazioni sanitarie vengono registrate sulle basi di dati distribuite, una per ciascuna Azienda sanitaria, e ciascuna Azienda sanitaria mantiene la piena titolarità dei dati da essa prodotti. I medici di famiglia, per contribuire con le informazioni di loro competenza alla formazione del FSE, si avvarranno delle infrastrutture messe a disposizione dall’Azienda sanitaria di appartenenza e tali informazioni potranno quindi essere registrate nei sistemi informativi delle Aziende e confluiranno anche nel FSE. Essi costituiranno inoltre punto di accesso per la consultazione del FSE da parte dei loro assistiti.

1.6 Integrazione delle informazioni

Come già evidenziato, il progetto richiede l’integrazione e la normalizzazione delle informazioni sanitarie provenienti dai diversi sistemi che le generano e che contribuiscono ad alimentare la storia sanitaria di ciascun assistito. La complessità organizzativa e l’articolazione delle titolarità di alcuni processi assistenziali, tipicamente quelli socio-sanitari, rappresentano una criticità aggiuntiva, data dall’integrazione di ulteriori soggetti; a questo proposito il progetto costituisce uno strumento importante per gettare le basi di una più profonda integrazione al servizio della centralità del cittadino, a partire dai contenuti informativi relativi a specifiche tipologie di prestazione, ed in particolare a quelle dispiegate sul territorio. Le informazioni che compongono il Fascicolo Sanitario possono provenire da qualsiasi soggetto titolato a svolgere un’attività sanitaria: in primo luogo, quindi, le aziende sanitarie e i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta, ma, più in generale, qualsiasi soggetto, anche privato, che operi all’interno dal SSR. Perché il meccanismo di integrazione dei vari soggetti che contribuiscono al Sistema Informativo Sanitario avvenga compiutamente, esso deve necessariamente realizzarsi per mezzo di un processo cosiddetto di cooperazione applicativa, utilizzando per questo l’infrastruttura di Cooperazione Applicativa di Regione Toscana (CART) che realizza, in conformità alle specifiche tecniche indicate dal Codice dell’Amministrazione Digitale, attraverso l’individuazione di specifici standard, un sistema di interoperabilità tale da consentire l’erogazione di servizi in modo semplice e razionale, evitando duplicazioni di comunicazioni, mancato aggiornamento e/o ritardi, e il raggiungimento di più complessivi obiettivi di semplificazione amministrativa. Tale infrastruttura rappresenta uno strumento tecnologico realizzato per veicolare contenuti applicativi, generati da sistemi potenzialmente eterogenei, attraverso messaggi di comunicazione tra le applicazioni; un messaggio di comunicazione è innescato dal verificarsi di un particolare evento applicativo, generato all’interno del sistema informativo locale, per cui l’alimentazione del sistema avviene secondo una ad eventi. Il processo di sviluppo della comunicazione ad eventi nel Sistema Informativo Sanitario richiede un notevole sforzo sia tecnologico che organizzativo da parte delle Aziende Sanitarie, ed anche importanti investimenti economici. In conseguenza di ciò, nella prima fase del progetto saranno resi disponibili contenuti informativi prodotti dalle Aziende Sanitarie anche tramite il caricamento periodico di dati nel sistema di Storage Geografico; in particolare saranno aggiornate periodicamente le informazioni di tipo anagrafico degli assistiti, quelle relative al medico curante, ai farmaci erogati direttamente e dalle farmacie territoriali convenzionate, e anche le informazioni sanitarie relative ai ricoveri. Sarà pertanto necessario dispiegare l’infrastruttura tecnologica portante del progetto, mediante la realizzazione della base di dati distribuita, la realizzazione della componente anagrafica unica, la separazione della componente anagrafica dall’informazione sanitaria contenuta nella base di dati distribuita. La struttura delle informazioni utilizzata dalle Aziende USL e Ospedaliero-Universitarie per contribuire alla definizione del Fascicolo Sanitario Elettronico tramite aggiornamento periodico sarà la stessa che le Aziende utilizzano attualmente per le comunicazioni del sistema dei flussi D.O.C., disciplinato da appositi provvedimenti regionali. Già nella prima fase, saranno comunque resi disponibili ulteriori contenuti informativi sanitari (a partire dagli accessi al Pronto Soccorso e dagli esami di laboratorio), generati mediante una comunicazione ad eventi. Allo stesso tempo, le strutture private in regime di convenzione dovranno adottare anch’esse una modalità di comunicazione ad eventi, in modo da garantire anche da parte loro l’alimentazione del sistema . E’ infine indispensabile, per la definizione del Patient Summary, integrare compiutamente nel processo di alimentazione del Fascicolo i medici di famiglia, sviluppando un meccanismo standard di integrazione del software di gestione delle cartelle cliniche informatizzate da questi utilizzate per la gestione dei loro assistiti, anch’esso basato sui principi della cooperazione applicativa.

E’ evidente che in un processo di cooperazione applicativa deve esserci comunque un accordo tra i soggetti cooperanti sia sulla definizione degli eventi associati ad un processo organizzativo, che sulla modalità di scambio dei messaggi e sul formato dei dati scambiati. All’interno della comunità della Rete Telematica Regionale Toscana (RTRT) questo accordo viene realizzato per mezzo delle proposta, discussione e approvazione di un documento tecnico denominato Request For Comments (RFC), in analogia ai documenti di standardizzazione dei protocolli di comunicazione adottati dalla rete Internet. Un documento RFC contiene il contesto applicativo e organizzativo di riferimento, i casi d’uso, la struttura dei dati ed il formato dei messaggi scambiati. Al fine di garantire il pieno rispetto degli standard indicati nelle RFC il processo e.Toscana Compliance, attraverso il Centro Tecnico, verifica l’effettiva interoperabiltà dei prodotti tramite il processo di accreditamento. I prodotti accreditati e.Toscana Compliance vengono pubblicati su di un catalogo pubblico. Nel caso delle RFC che definiscano nuovi standard di comunicazione dei dati da parte delle Aziende sanitarie, questo processo di accreditamento dovrà essere accompagnato da apposito provvedimento regionale analogo a quello in vigore per la certificazione dei flussi informativi (Flussi DOC) utilizzati a scopo amministrativo.

 

2. Organizzazione del progetto

2.1 Gestione del progetto

Il progetto, per la necessità di un elevato grado di integrazione tra sistemi informativi eterogenei, per l’importanza delle informazioni trattate e per l’altissima sensibilità che caratterizza la finalità in oggetto, presenta elementi di elevata complessità sia tecnologica che organizzativa e coinvolge per la sua realizzazione il Servizio Sanitario Regionale in ogni sua componente.

La gestione del progetto è affidata alla Direzione Generale Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà e alla Direzione Generale Organizzazione e Sistema Informativo, ciascuna delle quali ha identificato un proprio Coordinatore di Progetto; esse si avvalgono inoltre di una Cabina di Regia che ha il compito di stabilire le linee guida della realizzazione del progetto e definire la fase di analisi preliminare ed attività preparatorie. Nella fase di avvio le due Direzioni lavorano in primo luogo all’individuazione delle criticità e delle aree tematiche di rilevanza strategica, alla definizione del modello organizzativo, alla articolazione del progetto nelle fasi operative e relativa tempistica, alla definizione delle risorse e degli investimenti necessari. In tale fase si svolgono inoltre una serie di attività propedeutiche alla fase operativa, prima fra tutte quella di coinvolgimento dei diversi soggetti interessati, ciascuno nel proprio ambito di iniziativa ed in ognuna delle aree tematiche individuate.

2.2 Aree Tematiche

Alcune tematiche rivestono particolare importanza, e pongono problematiche che devono essere evidenziate, affrontate e risolte per poter assicurare il raggiungimento dell’obiettivo finale. Queste aree tematiche sono riconducibili ad altrettanti obiettivi preliminari:

  1. Identificazione certa del cittadino e del suo medico (area tematica Anagrafe) ;

  2. Definizione ed adozione di un catalogo unico delle prestazioni (area tematica Catalogo)

  3. Rispetto del diritto alla protezione dei dati personali (area tematica Privacy)

  4. Definizione di un insieme di informazioni significative e condivise (area tematica Contenuti Informativi) che costituiranno il contenuto del FSE

  5. Definizione dell’infrastruttura tecnologica e dei meccanismi di integrazione dei diversi domini applicativi (area tematica Infrastruttura e Aziende Sanitarie)

  6. Condivisione della finalità e dell’importanza del progetto fra tutti protagonisti (area tematica Comunicazione)

  7. Facilità d’uso del sistema (area tematica Usabilità)

 

2.3 Modello organizzativo

La complessità delle problematiche proprie di ciascuna area tematica richiede un modello organizzativo che si avvalga di una molteplicità di soggetti, ciascuno portatore di specifiche competenze, e conduca alla più ampia condivisione delle scelte, nella consapevolezza che la funzionalità di tale modello deve rappresentare uno dei fattori di successo del progetto.

A tal fine sono costituiti dei Gruppi di Lavoro, uno per ciascuna area tematica, in cui sono rappresentati tutti i protagonisti del Servizio Sanitario. Per quanto riguarda la presenza delle Aziende Sanitarie sono coinvolte una serie di Aziende con il ruolo di Aziende Pilota, e specificatamente le Aziende Sanitarie territoriali di Livorno (ASL 6), Siena (ASL 7), Arezzo (ASL 8), Firenze (ASL 10), Empoli (ASL 11), e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi, rappresentative delle tre Aree Vaste. I Gruppi di Lavoro sono: -Anagrafe Sanitaria -Privacy -Catalogo -Contenuti Informativi -Infrastruttura e Aziende Sanitarie -Accessibilità e usabilità -Comunicazione e formazione a cui partecipano i competenti settori della Direzione Generale Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà e della Direzione Generale Organizzazione e Sistemi Informativi, le Aziende Pilota a cui si sono aggiunte le Aziende sanitarie ASL 4 di Prato e ASL 5 di Pisa su specifiche tematiche (Anagrafe e Privacy, rispettivamente), rappresentanti dei medici di famiglia, e infine l’Agenzia Regionale per la Sanità (ARS) e l’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO), ciascuno per gli aspetti di propria competenza. I soggetti coinvolti partecipano alle attività dei gruppi secondo le proprie competenze, in particolare: DG DSPS: relazione con il sistema sanitario DG OSI: anagrafe, privacy, standard tecnologici e infrastruttura ASL/AO: conoscenza dei sistemi territoriali e contributo aree tematiche MMG/PLS: continuità di cura del cittadino ARS/ISPO: monitoraggio della qualità dei dati La responsabilità delle attività è del Coordinatore del Gruppo di Lavoro relativo all’area tematica specifica. Si è inoltre costituito un Gruppo Integrazione con le funzioni di raccordo tra le attività dei Gruppi Tematici. (P Partecipa, C Coordina)

Area/componenti

DG DSPS

DG OSI

ASL 4

ASL 5

ASL 6

ASL 7

ASL 8

ASL 10

ASL 11

A O C.

M M G

PL S

A RS

IS P O

Anagrafe Sanitaria

P

C

P


P

P


P





P

P

Privacy

C

P


P



P




P




Catalogo

C




P

P

P


P

C

P

P



Contenuti Informativi

C

P





P


P

P

P

P

P


Infrastruttura e Aziende sanitarie

P

C



P

P

P

P

P

P





Accessibilità e Usabilità

C

P









P

P



Comunicazione e form.

C














 

2.4 Fasi del progetto

L’elaborazione del progetto è stata avviata nel primo semestre del 2008 con la definizione delle linee guida, l’individuazione delle criticità e delle aree tematiche di rilevanza strategica, la definizione del modello organizzativo e la costituzione dei gruppi di lavoro. Ciascun gruppo ha individuato i nodi fondamentali della tematica di proprio competenza, ha definito i risultati da raggiungere per il conseguimento degli obiettivi complessivi del progetto e la loro tempistica. Alla fase di elaborazione deve seguire la fase operativa e realizzativa del progetto. L’ampiezza del numero dei destinatari del progetto (tutti i cittadini toscani) e la sua profonda innovatività, sia dal punto di vista dei contenuti e delle tecnologie che dal punto di vista della riconduzione del sistema alla centralità del cittadino, richiede di articolarne la realizzazione in due fasi operative, diverse essenzialmente per il numero dei soggetti coinvolti, sia dal punto di vista del Servizio Sanitario che dal punto di vista dei destinatari finali.

Prima fase: Fase pilota (Marzo-Settembre 2009)
La prima fase, denominata Fase pilota, prevede il coinvolgimento delle sei Aziende pilota, di circa 150 medici di famiglia e di circa 3000 assistiti, individuati dai medici stessi tra quelli affetti da patologie croniche, e in particolare tra quelli diabetici (per i medici di medicina generale) e quelli asmatici (per i pediatri di libera scelta).
In questa prima fase, gli eventi sanitari che comporranno progressivamente il Fascicolo dei cittadini coinvolti saranno: Anagrafe sanitaria, SDO, Farmaci, Esenzioni, Emergenza/urgenza (Pronto Soccorso e 118), Referti di Laboratorio, Assistenza domiciliare e prestazioni residenziali e semiresidenziali;

Seconda fase: Fase di estensione a tutta la cittadinanza (Settembre 2009 – Giugno2010)La seconda fase, denominata Fase di estensione, prevede appunto l’estensione delprogetto a tutti i cittadini toscani. Da Settembre a Dicembre 2009 si procederà all’invio a ciascun cittadino della smart card con cui potrà accedere al proprioFascicolo Sanitario Elettronico, che verrà alimentato dagli eventi sanitari che siverificheranno a partire dal 1^ Gennaio 2010. In questa seconda fase il Fascicolo saràalimentato, oltre che dagli eventi già elencati per la fase pilota, da quelli relativi aiReferti di Radiologia e al Patient Summary.

2.5 Formazione informazione

Il processo di formazione/informazione che deve accompagnare una forte innovazione come il sistema “carta sanitaria elettronica”, deve necessariamente scomporsi in sottofasi rispetto ai target differenziati e ad agli obiettivi specifici che ogni fase del macroprocesso si pone (fase pilota, fase di estensione).

Nella fase pilota l’obiettivo prioritario è creare coesione nel gruppo oggetto di sperimentazione. Gli strumenti da attivare saranno dunque seminari informativi, incontri addestrativi aziendali, individuazione e formazione di tutor, formazione operatori delle Aziende, help desk di primo e secondo livello. Questa fase può anche essere valorizzata in chiave ECM per creare motivazione e senso di partecipazione ad un processo rilevante nell’ambito della programmazione sanitaria regionale. In questa fase è necessario in parallelo avviare confronti e consultazioni in chiave bidirezionale con i titolari dei processi organizzativi e dei dati sanitari. I cittadini oggetto di sperimentazioni saranno contattatati con sistemi di comunicazione specifici che mirano a dare esaurienti spiegazioni (brochure con rimando al sito regionale) sulle modalità di utilizzo della carta.

Il progetto deve avere copertura sul web attraverso la creazione di una sezione dedicata all’interno del sito regionale che deve divenire una “casa comune” per gli operatori e per i cittadini. Deve essere quel luogo virtuale in cui è possibile interagire interattivamente sul progetto in modo che questo possa vedere dei correttivi proposti dagli stessi utilizzatori, siano essi i cittadini o gli operatori sanitari. Questo risponde anche ai principi di partecipazione previsti dallo Statuto della Regione Toscana ed è elemento che può rafforzare il progetto Carta Sanitaria Elettronica nella sua fase di avvio. L’elemento di snodo della comunicazione in tutte le fasi ed in misura crescente è costituito dai punti di accesso (PAAS, distretti, etc.), che devono rappresentare un luogo certo con orari ben determinati e uniformi sul territorio regionale. Il luogo dove si svolge l’esperienza di contatto cittadino-SST è fondamentale per la piena valorizzazione del “prodotto” Carta Sanitaria Elettronica; infatti, il circuito virtuoso della comunicazione funziona se ciò che viene promesso è mantenuto ad un livello di qualità di contesto che influenza inevitabilmente la percezione sul progetto. Tali punti di accesso devono dunque rispondere a criteri di gradevolezza, accoglienza, accessibilità, uniformità di immagine.

2.6 Criticità del progetto ed azioni per minimizzarle

1. Criticità di coinvolgimento soggetti SSR

Il progetto Carta Sanitaria è un progetto dell’intero Sistema Sanitario Regionale; è indispensabile che sia percepito come tale da tutti i suoi attori perché possa avvenire con successo il necessario processo di integrazione. E’ quindi indispensabile un grande sforzo organizzativo e di gestione del progetto per condividere e comunicare le finalità, le scelte progettuali e le modalità di attuazione. Per questo fin dall’inizio sono stati coinvolti i diversi soggetti interessati: le Aziende Sanitarie tramite quelle pilota rappresentative delle tre Aree Vaste, i professionisti, le associazioni di categoria, i rappresentanti degli Ordini, sia tramite la loro partecipazione ai gruppi di lavoro che per mezzo di incontri specifici di presentazione nei quali raccogliere anche preziosi suggerimenti.

2. Criticità di comunicazione e diffusione del progetto.

Il progetto Carta Sanitaria è un progetto che investe e coinvolge tutti i cittadini della Toscana. E’ quindi indispensabile una strategia di comunicazione che raggiunga tutti gli strati della popolazione, ed è inoltre necessario attivare dei meccanismi volti sia al superamento del cosiddetto divario digitale che di una possibile diffidenza rispetto all’utilizzo degli strumenti telematici, rendendo partecipi i cittadini dell’importanza degli obiettivi e rassicurandoli innanzitutto sul rispetto della privacy e sulla protezione dei dati personali. A questo proposito è necessario prevedere un forte coinvolgimento dei distretti zonali delle Aziende quale punto di riferimento sul territorio.

3. Criticità organizzative di dispiegamento.

Il progetto Carta Sanitaria prevede la distribuzione a ciascun cittadino di una smart card personale tramite la quale poter accedere in modo semplice e sicuro al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, servendosi di punti territoriali di consultazione. E’ per questo necessario un modello organizzativo che sia in grado di assolvere allo sforzo di dispiegamento necessario.

4. Criticità relative alla tipologia di informazioni trattate

Per mezzo della propria smart card il cittadino potrà accedere al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico; è indispensabile quindi la consapevolezza del valore clinico delle informazioni prodotte da ciascun soggetto che contribuisce ad alimentare il Fascicolo, e la conseguente attenzione alla qualità e certezza del dato messo a disposizione; da questo punto di vista è indispensabile che trovi piena realizzazione da parte delle Aziende sanitarie il processo di introduzione della firma digitale dei referti.

5. Criticità tecnologiche relative al processo di integrazione

Il progetto Carta Sanitaria è un tipico progetto di integrazione tra sistemi eterogenei, pertanto deve essere assicurato il colloquio tra i vari soggetti attraverso la definizione di standard di comunicazione, garantendo che la titolarità delle informazioni resti al soggetto che la fornisce. È quindi necessario che sia garantita la tenuta del sistema nel suo complesso attraverso l’adozione di un processo di certificazione dei succitati standard: questo eToscana Compliance di RTRT. In tale schema qualsiasi soggetto interessato può proporre uno standard, in formato di RFC, che sarà poi discusso sul portale eCompliance attraverso forum e interventi di variazione sulla RFC. Al termine del processo un RFC sarà definita “standard” da parte del Comitato Tecnico eCompliance.

 

3. Attività dei gruppi di lavoro

3.1 Anagrafe

Il gruppo di lavoro Anagrafe Sanitaria ha come obiettivo primario la definizione di linee guida per la qualità e tenuta dell’anagrafe sanitaria. L’anagrafe è per sua natura l’elemento cardine di un sistema informativo, in quanto dove non vi è identificazione certa di un soggetto, tutte le relative informazioni presenti nel sistema perdono di valore. In particolare in un sistema distribuito su una molteplicità di soggetti cooperanti è inevitabile che vi siano delle ridondanze dovute alla presenza di più fonti, alla difficoltà di identificare univocamente un soggetto, agli errori di trasmissione e alla frequente mancanza di un ruolo preposto al presidio della qualità dell’anagrafe nell’ambito delle organizzazioni complesse. Nel definire le linee guida tecnico-organizzative per la gestione dell’anagrafe sanitaria, i componenti del gruppo di lavoro hanno tenuto conto delle criticità sopra indicate e hanno sviluppato delle soluzioni sulla base della propria esperienza lavorativa, in primo luogo sottolineando la necessità di una piena integrazione in ogni azienda tra i domini applicativi ed il dominio anagrafico e l’integrazione di quest’ultimo con il dominio anagrafico regionale, a sua volta tramite verso i domini delle Amministrazioni centrali dello Stato (Ministero dell’Interno e delle Finanze innazitutto); allo stesso tempo assume fondamentale importanza l’individuazione della modalità organizzativa e dei ruoli preposti ad una corretta gestione dell’anagrafe

In particolare il gruppo ha redatto gli scenari e gli standard per lo scambio di informazioni anagrafiche in HL7v3. Obbiettivo del gruppo è inoltre affrontare e risolvere le seguenti tematiche in uno specifico documento di linee guida:

-modello di integrazione tra anagrafe aziendale e regionale

-fonti di certificazione

-mappa dei livelli di certificazione

-linee guida tecnico-organizzative

-piano di adeguamento tecnico-organizzativo.

La fase pilota vedrà la messa in atto del piano di adeguamento al modello tecnico­-organizzativo per la qualità dell’anagrafe sanitaria in Regione Toscana e nelle Aziende pilota, con una verifica prevista a Giugno 2009 (verifica stato del piano di adeguamento e riprogrammazione). La fase di estensione vedrà la messa in atto del piano di adeguamento al modello tecnico-organizzativo per la qualità dell’anagrafe sanitaria nelle restanti Aziende, con una verifica prevista a Dicembre 2009.

3.2 Privacy

Il gruppo di lavoro Privacy ha come obiettivo il presidio della corretta impostazione del progetto in relazione alla vigente normativa in materia di protezione dei dati personali, posto che il quadro giuridico di riferimento costituisce vincolo sostanziale di contesto sia nella fase di ideazione che di realizzazione del progetto stesso. L’attività del gruppo è incentrata sui seguenti argomenti:

-individuazione del presupposto che legittima in termini di privacy i trattamenti di dati correlati alle attività di progetto, anche in relazione alla molteplicità degli attori e dei livelli di governo coinvolti;

-analisi del ruolo di ciascuno degli attori di progetto rispetto al tema della privacy, definizione dei diversi livelli di responsabilità e del quadro di relazioni reciprocamente intercorrenti;

-corretta gestione del rapporto con i cittadini coinvolti nel progetto, cui l’impianto progettuale riconosce centralità strategica;

-pianificazione e realizzazione degli adempimenti procedurali/formali conseguenti.

Nello specifico della fase pilota, l’attività del gruppo è finalizzata alla predisposizione degli strumenti indispensabili per il suo avvio, con particolare attenzione alla definizione della informativa e del modulo di consenso inerente la fase pilota del progetto.

3.3 Catalogo

Il gruppo di lavoro denominato “Catalogo Unico Regionale” (di seguito Catalogo) ha l’obbiettivo di definire ed adottare un catalogo regionale delle prestazioni di specialistica ambulatoriale, che permetta di uniformare le denominazioni delle prestazioni utilizzate dalle Aziende Sanitarie ai fini della prescrizione e di agevolare le fasi di prenotazione delle prestazioni e di gestione dei referti. Data l’esistenza di iniziative già intraprese in ambiti specifici, è stato deciso di limitare le competenze del Gruppo Catalogo alle branche Diagnostica per immagini e Laboratorio e alla sola revisione dei lavori prodotti da Gruppi di lavoro costituiti ad hoc. Il quadro conoscitivo di riferimento è rappresentato dal Nomenclatore Tariffario Regionale in vigore, dal Nomenclatore prodotto dal progetto Mattoni del SSN e dai cataloghi aziendali delle Aziende Sanitarie coinvolte nel Progetto. Il gruppo di lavoro, partendo dall’analisi di tutte le voci presenti nelle suddette fonti, ha il compito di definire le singole prestazioni che saranno contenute nel Catalogo Regionale, distinte per branca, prevedendone l’allineamento nel dettaglio al Nomenclatore tariffario regionale. A conclusione della fase pilota il gruppo rilascerà il Catalogo delle singole branche che andranno a costituire il Catalogo unico regionale e la revisione di quanto prodotto dai Gruppi di lavoro per la Diagnostica per Immagini e per il Laboratorio; il Catalogo unico regionale dovrà essere adottato da tutte le Aziende Sanitarie Toscane mediante deliberazione della Giunta Regionale, con estensione a cura del Settore di competenza. Al fine di rendere agevole la gestione e la manutenzione del Catalogo unico regionale e di farne strumento fruibile da parte degli attori del sistema, è necessario prevedere in questa fase lo sviluppo di un sistema di gestione a supporto dei professionisti interessati . Nella fase di estensione saranno prodotte da parte del gruppo di lavoro coordinato dal Settore di appartenenza le Procedure Operative Standard con cui effettuare la manutenzione del catalogo e verrà revisionato il programma di gestione dello stesso.

3.4 Contenuti informativi

Il gruppo costituisce un punto di elaborazione di documenti tecnici da mettere a disposizione del sistema regionale -in particolare per i contenuti sanitari- curando al contempo le relazioni di competenza tra i diversi attori del progetto ed in particolare con i medici di famiglia; costituisce inoltre l’interfaccia operativa per i prodotti elaborati e validati in ambito di Consiglio Sanitario Regionale con gli altri gruppi che curano gli aspetti informatici. In prima istanza il gruppo ha condiviso i contenuti informativi con cui alimentare il Fascicolo Sanitario Elettronico; ha inoltre individuato criteri, numero di professionisti e di cittadini da inserire nella prima fase del progetto: circa 250 professionisti che operano nelle Aziende pilota e circa 3000 cittadini. Nel contempo i professionisti del gruppo hanno iniziato il lavoro preliminare per individuare sulla base della letteratura scientifica, di esperienze già in essere o di progetti specifici le informazioni essenziali da inserire nel Patient Summary.

3.5 Infrastruttura e Aziende Sanitarie

Il gruppo di lavoro Infrastruttura e Aziende sanitarie ha come obiettivo primario l’individuazione delle soluzione tecnologiche più idonee a favorire il processo di integrazione delle informazioni.

Il gruppo è inoltre responsabile della pianificazione delle attività organizzative legate al progetto Carta Sanitaria. I referenti Aziendali partecipano ai lavori del gruppo e hanno il compito di fungere da raccordo con le Aziende della propria Area Vasta: riportano quindi nella propria organizzazione Aziendale e alle altre Aziende dell’Area Vasta di riferimento attraverso il Nucleo Interaziendale Tecnico (NIT) le indicazioni prese e presentano al gruppo le criticità riscontrate. Il gruppo affronta temi che necessitano di approfondimento tecnico e per i quali sono avviati i lavori di sotto gruppi specifici. I sottogruppi definiscono gli standard necessari alla redazione di una RFC legata al dominio applicativo discusso. Dei sottogruppi possono essere chiamati a far parte anche soggetti esterni alla fase di avvio del progetto, quali Aziende non appartenenti al gruppo delle Aziende pilota. La fase pilota vedrà l’avvio della comunicazione per eventi dei messaggi di pronto Soccorso e dei Referti di Laboratorio su tutte le Aziende, che verrà estesa ad altri domini applicativi nella fase di estensione. Verranno inoltre costituiti dei nuclei di Help-desk di primo e secondo livello.

3.6 Accessibilità ed usabilità

Nell’ambito del progetto il gruppo di lavoro Usabilità ha come obbiettvo quello di definire gli standard tecnici e grafici per garantire l’accessibilità e la più semplice fruizione possibile dell’interfaccia web attraverso la quale verrà erogato il servizio. Il concetto di accessibilità va oltre la semplice “conformità tecnologica” e assume invece il significato di possibilità di lettura delle pagine, orientamento e navigazione all’interno di un sito, di interazione con le procedure che prevedono scelte, immissione di dati, attivazione di collegamenti ipertestuali, scaricamento di documenti ed altro. In particolare all’interno del progetto sono applicati gli standard definiti dal Consorzio W3C (http://www.w3c.org) per le tecnologie Extensible HyperText Markup Language (XHTML) e Cascading Style Sheets (CSS), e delle direttive suggerite nell’ambito del progetto Web Accessibility Iniziative (WAI) con le prescrizioni incluse in Web Content Accessibility Guidelines (WCAG). È inoltre garantita la leggibilità delle pagine con un browser completamente testuale (Lynx), il che garantisce la possibilità di utilizzare browser speciali a sintesi vocale che si basano appunto sulla struttura della pagina, molto più che sulla rappresentazione grafica.

Al progetto Carta Sanitaria Elettronica è dedicato uno specifico spazio all’interno della sezione web della Salute di Regione Toscana, in modo da renderne più immediato l’accesso. Le pagine realizzate si adeguano alla normativa nazionale -Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (Legge Stanca): “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”. Sia la fase pilota che quella di estensione del progetto prevedono la conduzione di alcune sessioni di test sull’applicazione web.

Queste indagini, effettuate dal Centro Gestione Rischio Clinico della Regione Toscana, sono svolte sottoponendo il prodotto ad un campione di utilizzatori del sistema, ed hanno lo scopo di:

-valutare la semplicità di utilizzo del prodotto;

-ottenere indicazioni progettuali per semplificare i problemi d’uso riscontrati;

-ottenere indicazioni progettuali per migliorare l’utilità del prodotto;

-ottenere indicazioni progettuali per migliorare la gradevolezza complessiva del servizio;

-valutare gli aspetti di soddisfazione d’uso del prodotto;

-esplorare gli atteggiamenti, da parte dei futuri utilizzatori del servizio, verso i problemi di privacy e tutela dei dati sanitari personali.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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2 Responses to Sanità: la “carta elettronica sanitaria” dei cittadini

  1. simona dei 21 marzo 2009 at 12:30 #

    inutile confermare la forza innovativa di questo progetto e le possibili evoluzioni nel cambiare completamente l’approccio ai problemi di salute del nostro sistema regionale.

    solo un punto vorrei segnalare con forza: ormai da tempo si parla di cittadino al centro dei servizi, di cittadino informato, di cittadino responsabile sulle sue scelte di salute e vero leader del suo percorso di cura

    non poteva esistere un segnale più forte e concreto in questa direzione di quella carta, pur nelle difficoltà operative e con tutte le criticità che i servizi sanitari troveranno nell’applicare le indicazioni regionali

    e forse sarà proprio questo segnale che ci permetterà di superare le resistenze al cambiamento, tipiche di ogni cambiamento, e farà compiere al sistema pubblico toscano un passo davvero rivoluzionario nei confronti della salute dei suoi cittadini

    lavoro con questa certezza

    simona dei

  2. AnnaMaria Menegatti 21 marzo 2009 at 19:44 #

    Ho letto a grandi linee il progetto soffermandomi sui punti per me più interessanti. Questa lettura mi ha entusiasmato nel senso che trovo
    la “carta elettronica sanitaria”del cittadino uno strumento utilissimo al
    fine di poter usufruire di un migliore servizio sanitario. Naturalmente non sarà
    un’impresa da poco attuarlo ed occorrerà sicuramente “educare”con pazienza
    i cittadini,specie i più anziani, a saperlo utilizzare. Confido molto nella capacità della regione Toscana di realizzare tale progetto perchè la considero
    una fra quelle più all’avanguardia nel campo sanitario.

    AnnaMaria

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