Cittadinanza di genere: approvato il Piano regionale

Il Consiglio Regionale ha approvato il Piano Regionale per la cittadinanza di genere, che attua la recente legge regionale n. 16/2009 in materia e stanzia ben tre milioni di euro per il biennio 2009-2010 per azioni in favore delle pari opportunità a livello regionale e locale. Di seguito un quadro riassuntivo del Piano.

Cliccando qui trovi la legge regionale n.16/2009 e qui trovi il Piano per la Cittadinanza di genere

Segue la mia relazione in Aula a presentazione del Piano già approvato dalla Terza Commissione in seduta congiunta con la Prima Commissione.

Il Piano è lo strumento di programmazione regionale in tema di pari opportunità e sviluppa le disposizioni individuate dalla legge regionale 16/2009 sulla cittadinanza di genere e la conciliazione dei tempi vita lavoro, che abbiamo approvato in questa aula lo scorso marzo.  Come sappiamo la legge si propone il raggiungimento di importanti obiettivi: rimuovere gli ostacoli che impediscono di raggiungere una piena parità di genere nella vita sociale, culturale ed economica; costruire un sistema coerente di azioni per promuovere l’imprenditorialità femminile e conciliare la vita con il lavoro; valorizzare il ruolo delle associazioni e formazioni sociali che intervengono in questo specifico settore.

Il Piano individua precisi indirizzi e priorità, gli obiettivi ed i requisiti dei progetti per la conciliazione vita-lavoro e dei progetti delle associazioni,  elenca i progetti che saranno direttamente attuati dal governo regionale, fornisce gli indirizzi per la definizione di patti territoriali di genere, nell’ottica di una promozione delle pari opportunità anche nelle politiche degli enti locali.

Il Piano fissa, innanzitutto, 4 obiettivi generali:

1. contribuire ad eliminare gli stereotipi associati al genere, tramite la valorizzazione della condizione femminile e la diffusione del principio di pari opportunità fra donna e uomo;

2. costruire un sistema di azioni specificatamente volte alla conciliazione vita-lavoro attraverso iniziative a carattere innovativo, valorizzando le esigenze che emergono dal territorio ed affidando per questo alle province un ruolo di promozione e coordinamento;

3. sostenere l’imprenditorialità e le professionalità femminili, contribuendo così alla promozione dell’ uguale indipendenza economica fra donne ed uomini;

4. integrare le politiche per la cittadinanza di genere nella programmazione e nella attività normativa affinché esse siano presenti in ogni fase dei processi politici, dalla progettazione all’attuazione, al monitoraggio e alla valutazione.

Questi quattro obiettivi generali, che sono quelli ispiratori del Piano nel suo complesso, si declinano più concretamente in singoli obiettivi specifici, di cui vorrei ricordare i più significativi.

1. Rispetto alla valorizzazione della cultura delle pari opportunità, il Piano vuole porre in essere azioni che favoriscano l’equa distribuzione delle responsabilità familiari uomo- donna, responsabilizzando non solo il genere femminile nell’assunzione di attività di cura di figli e familiari. Parallelamente, il Piano mette al centro, per favorire l’attenzione sui temi della parità uomo-donna, la promozione di una cultura di genere soprattutto fra i giovani, attivando un rapporto più diretto con le scuole di ogni ordine e grado.

2. Per costruire un sistema di azioni specificatamente volte alla conciliazione vita-lavoro, il Piano considera importante progettare ed attivare iniziative a carattere innovativo. Per questo il Piano affida alle province un ruolo di promozione e coordinamento di tutte le iniziative riguardanti innanzitutto lo sviluppo della sensibilizzazione e dell’attenzione  alle diverse esigenze per il genere, per gli anziani e per tutti quei soggetti con ridotta autosufficienza. Sempre rispetto a questo aspetto, il Piano mette al centro la promozione della sperimentazione di formule di organizzazione dell’orario di lavoro nella Pubblica Amministrazione e nelle imprese private, attuabili soprattutto attraverso una più ampia condivisione e concertazione fra le parti.

Rispetto al tema della conciliazione degli orari di lavoro, voglio segnalarvi che il Piano conferma la particolare attenzione della Toscana al riguardo, visto che la nostra Regione, già molti anni fa, ha approvato la l.r. 58 riguardante il “Governo del tempo e dello spazio urbano e pianificazione degli orari della città”, che anticipò anche la legge nazionale  53/2000 recante “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città.”

3. Rispetto al terzo obiettivo generale, quello di sostenere l’imprenditorialità, le professionalità ed il lavoro femminili, il Piano afferma che occorre contribuire alla promozione dell’indipendenza economica delle donne, anche nei confronti di quanto gli uomini si vedono già riconosciuto nei contratti collettivi e negli strumenti del credito.

Per questo, nello specifico, il Piano vuole promuovere la qualificazione professionale e manageriale delle lavoratrici e delle imprenditrici, al fine di favorire la più ampia scelta professionale delle donne. Dobbiamo infatti continuare in una direzione che ha già dato buoni risultati, se si considera che il tasso di occupazione femminile in Toscana è attualmente al 57,5%, un dato superiore a molte altre regioni e che ci avvicina a quello di altri paesi europei, ad esempio.

Il Piano si pone anche l’obiettivo di promuovere e sostenere l’imprenditoria femminile particolarmente nei comparti più innovativi dei diversi settori produttivi, sviluppando gli strumenti che ha già predisposto per agevolare l’accesso al credito delle imprese a conduzione femminile, in primis il Fondo di Garanzia regionale presso Fidi Toscana. Nella nostra regione le imprese guidate dalle donne erano nel 2008 97.366 pari al 23,4% del totale delle imprese (415.248). La crescente presenza femminile all’interno del tessuto imprenditoriale contribuisce all’aumento della partecipazione delle donne al mondo del lavoro, ma il loro contributo rimane comunque sotto-rappresentato, anche se l’analisi dei dati del 2008 evidenzia una performance positiva del +0,3% da parte delle imprese femminili, leggermente superiore al dato medio nazionale (+0,2%).

Per raggiungere gli obiettivi che ho prima elencato, il Piano prevede risorse per oltre 3 milioni e mezzo di euro nel biennio 2009-10.

Il testo al nostro esame recepisce le integrazioni ed i rilievi compiuti dalle commissioni competenti.

 














Il Piano è lo strumento di programmazione regionale in tema di pari opportunità e sviluppa le disposizioni individuate dalla legge regionale 16/2009 sulla cittadinanza di genere e la conciliazione dei tempi vita lavoro, che abbiamo approvato in questa aula lo scorso marzo.  Come sicuramente vi ricorderete la legge si propone il raggiungimento di importanti obiettivi: rimuovere gli ostacoli che impediscono di raggiungere una piena parità di genere nella vita sociale, culturale ed economica; costruire un sistema coerente di azioni per promuovere l’imprenditorialità femminile e conciliare la vita con il lavoro; valorizzare il ruolo delle associazioni e formazioni sociali che intervengono in questo specifico settore.

Il Piano individua precisi indirizzi e priorità, gli obiettivi ed i requisiti dei progetti per la conciliazione vita-lavoro e dei progetti delle associazioni,  elenca i progetti che saranno direttamente attuati dal governo regionale, fornisce gli indirizzi per la definizione di patti territoriali di genere, nell’ottica di una promozione delle pari opportunità anche nelle politiche degli enti locali.

Il Piano fissa, innanzitutto, 4 obiettivi generali:

1. contribuire ad eliminare gli stereotipi associati al genere, tramite la valorizzazione della condizione femminile e la diffusione del principio di pari opportunità fra donna e uomo;

2. costruire un sistema di azioni specificatamente volte alla conciliazione vita-lavoro attraverso iniziative a carattere innovativo, valorizzando le esigenze che emergono dal territorio ed affidando per questo alle province un ruolo di promozione e coordinamento;

3. sostenere l’imprenditorialità e le professionalità femminili, contribuendo così alla promozione dell’ uguale indipendenza economica fra donne ed uomini;

4. integrare le politiche per la cittadinanza di genere nella programmazione e nella attività normativa affinché esse siano presenti in ogni fase dei processi politici, dalla progettazione all’attuazione, al monitoraggio e alla valutazione.

Questi quattro obiettivi generali, che sono quelli ispiratori del Piano nel suo complesso, si declinano più concretamente in singoli obiettivi specifici, di cui vorrei ricordare i più significativi.

1. Rispetto alla valorizzazione della cultura delle pari opportunità, il Piano vuole porre in essere azioni che favoriscano l’equa distribuzione delle responsabilità familiari uomo- donna, responsabilizzando non solo il genere femminile nell’assunzione di attività di cura di figli e familiari. Parallelamente, il Piano mette al centro, per favorire l’attenzione sui temi della parità uomo-donna, la promozione di una cultura di genere soprattutto fra i giovani, attivando un rapporto più diretto con le scuole di ogni ordine e grado.

2. Per costruire un sistema di azioni specificatamente volte alla conciliazione vita-lavoro, il Piano considera importante progettare ed attivare iniziative a carattere innovativo. Per questo il Piano affida alle province un ruolo di promozione e coordinamento di tutte le iniziative riguardanti innanzitutto lo sviluppo della sensibilizzazione e dell’attenzione  alle diverse esigenze per il genere, per gli anziani e per tutti quei soggetti con ridotta autosufficienza. Sempre rispetto a questo aspetto, il Piano mette al centro la promozione della sperimentazione di formule di organizzazione dell’orario di lavoro nella Pubblica Amministrazione e nelle imprese private, attuabili soprattutto attraverso una più ampia condivisione e concertazione fra le parti.

Rispetto al tema della conciliazione degli orari di lavoro, voglio segnalarvi che il Piano conferma la particolare attenzione della Toscana al riguardo, visto che la nostra Regione, già molti anni fa, ha approvato la l.r. 58 riguardante il “Governo del tempo e dello spazio urbano e pianificazione degli orari della città”, che anticipò anche la legge nazionale  53/2000 recante “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città.”

3. Rispetto al terzo obiettivo generale, quello di sostenere l’imprenditorialità, le professionalità ed il lavoro femminili, il Piano afferma che occorre contribuire alla promozione dell’indipendenza economica delle donne, anche nei confronti di quanto gli uomini si vedono già riconosciuto nei contratti collettivi e negli strumenti del credito.

Per questo, nello specifico, il Piano vuole promuovere la qualificazione professionale e manageriale delle lavoratrici e delle imprenditrici, al fine di favorire la più ampia scelta professionale delle donne. Dobbiamo infatti continuare in una direzione che ha già dato buoni risultati, se si considera che il tasso di occupazione femminile in Toscana è attualmente al 57,5%, un dato superiore a molte altre regioni e che ci avvicina a quello di altri paesi europei, ad esempio.

Il Piano si pone anche l’obiettivo di promuovere e sostenere l’imprenditoria femminile particolarmente nei comparti più innovativi dei diversi settori produttivi, sviluppando gli strumenti che ha già predisposto per agevolare l’accesso al credito delle imprese a conduzione femminile, in primis il Fondo di Garanzia regionale presso Fidi Toscana. Nella nostra regione le imprese guidate dalle donne erano nel 2008 97.366 pari al 23,4% del totale delle imprese (415.248). La crescente presenza femminile all’interno del tessuto imprenditoriale contribuisce all’aumento della partecipazione delle donne al mondo del lavoro, ma il loro contributo rimane comunque sotto-rappresentato, anche se l’analisi dei dati del 2008 evidenzia una performance positiva del +0,3% da parte delle imprese femminili, leggermente superiore al dato medio nazionale (+0,2%).

Per raggiungere gli obiettivi che ho prima elencato, il Piano prevede risorse per oltre 3 milioni e mezzo di euro nel biennio 2009-10.

Il testo al nostro esame recepisce le integrazioni ed i rilievi compiuti dalle commissioni competenti.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

,

No comments yet.

Lascia un Commento