Crisi: audizione in Commissione di categorie, sindacati e banche


Crisi: Bugli, banche diano risposte concrete

La situazione in Toscana: le previsioni per i prossimi mesi, gli effetti delle misure prese dalla Regione, il grave problema dell’accesso al credito e le richieste delle categorie nel corso degli incontri della commissione Attività produttive

Firenze – “I segnali di lieve ripresa a livello internazionale non vengono percepiti nel nostro territorio. Tutti i sistemi economici locali sono in sofferenza, nessuno sembra in condizione di trainare nuova crescita”. I dati in possesso della Regione e delle categorie economiche portano agli stessi preoccupanti esiti: la crisi in Toscana sta entrando nella fase più dura. Alle parole del presidente della commissione Attività produttive, Vittorio Bugli (Pd), fanno eco, uno dopo l’altro, le categorie economiche, chiamate questa mattina dalla commissione regionale per un confronto sullo stato della crisi nella nostra Regione. “I prossimi due mesi saranno i più brutti − conferma Sandro Bonaceto di Confindustria −, si sta chiudendo la prima fase, nella quale le perdite consistenti del settore industria hanno visto perdite più contenute sul piano dell’occupazione. Non saremo più in grado di andare avanti così”. Alle pesanti ripercussioni dal punto di vista occupazionale e sociale fa riferimento anche l’assessore regionale Ambrogio Brenna: “A fronte di lievi segnali di ripresa nel settore farmaceutico, che ha segnato un più 4 per cento, tutti gli altri settori merceologici sono in perdita tra il 20 e il 40 per cento, a cominciare dal manifatturiero. Le complicazioni dal punto di vista sociale possono essere molto pesanti, gli ammortizzatori sociali si stanno esaurendo”. Rivedere il patto di stabilità, chiedere “risposte strutturali” al Governo nazionale, “con il quale le Regioni non trovano un punto di incontro da tre mesi”, anticipare le risorse del Fondo europeo di sviluppo, “con la novità dell’Unione europea che si è resa disponibile a rinegoziare la funzione dei Fondi strutturali”, e ancora mobilitare nuove risorse su quelle ingenti già investite, come “gli ulteriori fondi per garantire le imprese, che porteranno la somma da 48,5 milioni a 60 milioni di euro, e i 6 milioni di euro per l’ulteriore patrimonializzazione del sistema Confidi: sono questi alcuni degli strumenti che intendiamo utilizzare, nella piena consapevolezza della loro parzialità”, spiega Brenna.

L’ostacolo che tutti chiedono di rimuovere è quello dell’accesso al credito. “Dai dati di Fidi Toscana − dice Vittorio Bugli − risulta che gli istituti di credito sono più di due volte più lenti nella concessione del credito rispetto ai tempi di Fidi per la concessione della garanzia: questo pomeriggio (nell’incontro in programma con i rappresentanti delle banche, ndr) porremo la domanda se ci sia davvero la volontà di trovare risposte comuni a questa crisi”. “Su 3mila 250 richieste pervenute e mille e 500 da noi deliberate − ha detto Giovanni Ricciardi di Fidi Toscana −, le domande di credito già soddisfatte sono 425, mentre siamo stati costretti a riaprire 500 pratiche per i necessari aggiornamenti, a fronte dei prolungati ritardi”.

Una Regione più dinamica, “alla quale chiediamo di fornire strumenti specifici per favorire le imprese nella patrimonializzazione e nella riduzione del debito”. È quanto chiede Confindustria, con un appello: “Chiediamo un clima migliore per le imprese. La burocrazia ha ancora dell’incredibile, rallenta le iniziative imprenditoriali, in alcuni casi non le fa partire”. Bonaceto dice “sì ad un tavolo regionale sul credito”, chiede di “rivedere il sistema della promozione, a cominciare da una diversa governance di Toscana promozione, per intercettare quei mercati che stanno davvero ripartendo”, e infine “ampliare le infrastrutture e le strutture industriali”. Cna chiede di “riaprire i fondi di rotazione, smobilizzare i crediti della pubblica amministrazione, puntare su cultura e turismo per un nuovo sviluppo, migliorare la concertazione”. Anticipare i fondi Ue è quanto chiede Cia Toscana, “per fronteggiare il crollo del comparto agricolo”. Aggirare il patto di stabilità, “con l’impegno della Regione a restituire entro quindici giorni i contributi che gli Enti locali metteranno a sostegno delle imprese”, è quanto ipotizza Aldo Morelli (Uncem).

 

Crisi: Bugli, c’è disponibilità banche a rivedere tempi concessione credito

“Confronto utile, riconosciuto il problema, necessario sforzo comune. La crescita sarà la sfida dei prossimi anni per la Toscana. Serve strumento per anticipare i soldi dovuti alle aziende dalla pubblica amministrazione”

Firenze – “In una Toscana che si è mossa per tempo e con decisione, le banche devono rispondere con tempestività alla domanda di credito, indispensabile per resistere alla crisi e sarà alla base della ripresa”. Queste alcune delle considerazioni che Vittorio Bugli, presidente della commissione Attività produttive, ha rivolto ai rappresentanti degli istituti di credito, nell’incontro che si è tenuto questo pomeriggio a Palazzo Panciatichi. I tempi troppo lunghi di erogazione del credito alle imprese sono stati al centro anche dell’incontro di questa mattina, con categorie economiche e organizzazioni sindacali. “Dagli istituti di credito è arrivata l’ammissione del problema, la disponibilità − dice Bugli − in gran parte dei casi, a rivedere modalità e accelerare procedure. Le banche potrebbero avviare la fase istruttoria contestualmente all’apertura delle pratiche da parte di Fidi Toscana. Da parte della Regione, serve subito uno strumento per anticipare velocemente i soldi dovuti alle aziende dalla pubblica amministrazione che non possono erogare le risorse a causa dei vincoli del Patto di Stabilità”. Nell’incontro, aggiunge Bugli, “si è manifestata una volontà di guardare al futuro, che giudico molto positiva. È necessario cominciare ad impostare la fase in cui la crisi sarà davvero finita e porre le condizioni affinché la ripresa in Toscana sia veramente tale. La crescita sarà la sfida della Toscana nei prossimi anni”.

Dai rappresentanti degli istituti bancari, analogie nella lettura dello stato della crisi (“Stiamo entrando nella fase più dura, lo stress finanziario non è ancora giunto al culmine”), segnali crescenti di difficoltà di famiglie e aziende, e la “percezione di un disagio delle imprese nei confronti delle banche, come emerge da questi incontri”, dice Alberto Degli Esposti (Cassa di Risparmio di Firenze), che parla anche di problemi tecnici incontrati dal suo istituto “tra luglio e agosto”. Le posizioni sono diversificate, “Bnl risponde una per una alle pratiche di Fidi ed ha aperto un servizio specifico per le aziende”, spiega Demetrio Guareschi per Bnl. “Miglior utilizzo degli strumenti finanziari, maggiore comunicazione e affiancamento delle singole aziende da parte delle associazioni di categoria”, sono gli elementi necessari a superare gli ostacoli, secondo Luigi De Stefano per Banca Monte dei Paschi. La scarsa patrimonializzazione “è uno dei problemi più gravi delle imprese toscane”, rileva Andrea Vannucci per la banca Popolare del’Emilia-Romagna, entrata in Toscana su Pistoia e Prato. “Le piccole banche − aggiunge Francesco Bosio (Banca di credito cooperativo di Cambiano) − hanno risposto meglio, per il fatto di essere più vicine alle imprese e ai cittadini”.

Disponibilità al confronto e invito a rivedere le procedure giunge anche dall’assessore regionale Ambrogio Brenna, che rileva “una cesura tra volontà dichiarate e pratiche adottate” dalle banche e rimanda, “senza voler mettere nessuno sul banco degli imputati”, all’incontro che il presidente regionale Claudio Martini terrà con gli istituti firmatari del protocollo.

La commissione Attività produttive organizzerà un seminario sulle questioni più attuali dell’economia e sulla Toscana del futuro, “possibilmente − fa sapere Bugli − prima del Consiglio regionale straordinario”.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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