Patto di stabilità regionale: una legge a sostegno di Comuni e Province

Consiglio regionale della Toscana LEGGE REGIONALE N. 29/2010 (Atti del Consiglio)

Disposizioni relative al patto di stabilità territoriale ai sensi dell’articolo 77 ter,comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Modifiche alla legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31 (Norme generali in materia di tributi regionali).

***************Approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 28 luglio 2010

SOMMARIO

PREAMBOLO

CAPO I – Disposizioni generali

Art. 1 – Oggetto ed ambito di applicazione

Art. 2 – Definizione dell’obiettivo aggregato

Art. 3 – Rimodulazione degli obiettivi dei singoli enti

Art. 4 – Interventi regionali compensativi

Art. 5 – Incentivi e sanzioni

Art. 6 – Monitoraggio

CAPO II – Modifiche alla legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31 (Norme generali in materia ditributi regionali)

Art. 7 – Modifiche all’articolo 8 bis della l.r. 31/2005CAPO III – Disposizioni transitorie e finali

Art. 8 – Disposizioni di prima applicazione

Art. 9 – Entrata in vigore


PREAMBOLO

Il Consiglio regionale

Visto l’articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione;

Visto l’articolo 119, commi primo e secondo, della Costituzione;

Visto l’articolo 4, comma 1, lettere n) e z), dello Statuto;

Visto l’articolo 77 ter, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133;

Visto il decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5 (Misure urgenti a sostegno dei settori industriali incrisi, nonché disposizioni in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settorelattiero-caseario), convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33;

Visto il decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2 (Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni),convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42;

Vista la legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale inattuazione dell’articolo 119 della Costituzione), ed in particolare l’articolo 17, comma 1, lettera c);

Vista la legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31 (Norme generali in materia di tributi regionali);

Considerato quanto segue:

1. Risulta necessario procedere a disciplinare il patto di stabilità territoriale, come previstodall’articolo 77 ter, comma 11, del d.l. 112/2008, convertito dalla l. 133/2008, allo scopo dispostare il parametro di valutazione formale dagli obiettivi dei singoli enti al risultatocomplessivo territoriale derivante dall’aggregazione di essi, in modo da ottimizzare la capacità dispesa complessiva del sistema regionale;

2. I risultati dei singoli enti ad oggi sono stati mediamente migliori rispetto a quelli assegnati,portando ad ottenere un margine positivo ed assicurando che la capacità di spesa delleamministrazioni produce effetti positivi sull’intero sistema dell’economia toscana;

3. Ai fini di una maggiore tenuta del patto di stabilità territoriale, occorre prevedere una premialitàaggiuntiva per gli enti che abbiano accettato nell’esercizio precedente un obiettivo migliorativoed a tale scopo occorre modificare l’articolo 8 bis della l.r. 31/2005;

Approva la presente legge


CAPO I Disposizioni generali

Art. 1 Oggetto ed ambito di applicazione

1. La presente legge disciplina il patto di stabilità degli enti locali ai sensi dell’articolo 77 ter deldecreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, lasemplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazionetributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

2. Le disposizioni della presente legge si applicano a tutti gli enti locali soggetti al patto di stabilitàai sensi della normativa vigente.

3. Le province ed i comuni commissariati ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), sono soggetti alledisposizioni previste dalla presente legge a decorrere dall’anno successivo a quello dellarielezione degli organi istituzionali.

4. Le disposizioni della presente legge si applicano anche agli enti locali commissariati ai sensidell’articolo 141 del d.lgs. 267/2000.

Art. 2 Definizione dell’obiettivo aggregato

1. La Regione, in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 77 ter, comma 11, del d.l.112/2008, convertito dalla l. 133/2008, ed all’articolo 7 quater, comma 7, del decreto-legge 10febbraio 2009, n. 5 (Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, nonché disposizioniin materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario),convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, provvede ad adattare per gli entilocali le regole ed i vincoli posti dal legislatore nazionale riguardanti la disciplina del patto distabilità interno, fermo restando il rispetto dell’obiettivo complessivamente determinato inattuazione della normativa nazionale.

2. Il patto territoriale definisce l’obiettivo aggregato dei comuni e l’obiettivo aggregato delleprovince, quale risultante dalla somma degli obiettivi dei singoli enti comunicati alla Regionedal Ministero dell’Economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale delloStato.

3. Gli obiettivi aggregati sono approvati annualmente con deliberazione della Giunta regionale esono comunicati dalla Regione al Ministero dell’Economia e delle finanze – Dipartimento dellaRagioneria generale dello Stato in applicazione dell’articolo 77 ter, comma 11, del d.l. 112/2008,convertito dalla l. 133/2008.

Art. 3 Rimodulazione degli obiettivi dei singoli enti

1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, ridefinisce gli obiettivi dei singoli enti locali.

2. Al fine di garantire contestualmente il pieno utilizzo della capacità finanziaria degli enti locali edil rispetto dei vincoli di finanza pubblica, gli obiettivi dei singoli enti, espressi in termini di saldofinanziario di competenza mista ai sensi dell’articolo 77 bis, comma 5, del d.l. 112/2008,convertito dalla l. 133/2008, possono essere modificati in senso peggiorativo o in sensomigliorativo, nel rispetto degli obiettivi aggregati. A tale fine gli enti trasmettono le richieste dimodifica tramite procedura informatica secondo le modalità definite con deliberazione dalla Giunta regionale.

3. Le richieste di cui al comma 2, sono valutate secondo i seguenti criteri:a) non sono autorizzate le richieste di peggioramento del saldo obiettivo a copertura di spesacorrente;b) saranno considerate in via prioritaria le richieste di peggioramento del saldo obiettivorelative a:- interventi in attuazione di piani e programmi regionali;- smaltimento di residui passivi pregressi in conto capitale;- interventi legati a situazioni di emergenza, di cui non è già prevista l’esclusione ai sensidella normativa statale vigente.

4. La Giunta regionale, preliminarmente all’adozione della deliberazione di cui al comma 1 e nelleipotesi in cui si evidenzi la sussistenza di condizioni tali da pregiudicare il conseguimento degliobiettivi aggregati, anche a seguito di assegnazione di nuove funzioni o riattribuzione di funzioniper effetto di estinzione di enti, promuove un’intesa in sede di concertazione istituzionale con glienti locali, finalizzata alla rimodulazione dei singoli obiettivi, tenuto conto dei criteri stabiliti alcomma 3.

5. La Regione provvede a comunicare gli obiettivi rideterminati al Ministero dell’Economia e delleFinanze entro sette giorni dall’adozione della deliberazione di cui al comma 1.6. Le province ed i comuni adeguano la propria gestione finanziaria e contabile agli obiettivirideterminati.

Art. 4 Interventi regionali compensativi

1. Al fine di incrementare la capacità di spesa complessiva del sistema regionale, la Regione puòeffettuare interventi compensativi in relazione al singolo esercizio tramite cessione di quote delproprio obiettivo programmatico, procedendo contestualmente alla rideterminazione dello stesso.

Art. 5 Incentivi e sanzioni

1. Agli enti locali il cui obiettivo è modificato in senso migliorativo ai sensi dell’articolo 3, è riconosciuta, a valere sugli obiettivi del patto di stabilità interno relativo agli anni successivi, unamodifica peggiorativa dell’obiettivo stesso, commisurata alla quota di patto ceduta, fermorestando l’obiettivo complessivo a livello regionale.

2. La Regione può riconoscere in favore degli enti locali di cui al comma 1, un maggiore punteggionei bandi per la concessione di finanziamenti specifici.

3. La Regione può altresì individuare ulteriori strumenti di incentivazione.

4. Agli enti il cui obiettivo è modificato in senso peggiorativo, ai sensi dell’articolo 3, la Regionerichiede, per gli anni successivi, una modifica migliorativa, fermo restando per ciascun annol’obiettivo complessivo a livello regionale.

5. Restano ferme le sanzioni e le premialità previste dalla normativa statale.

Art. 6 Monitoraggio

1. Fermi restando gli adempimenti relativi al monitoraggio previsti dalla normativa statale, la Giunta regionale può definire termini, modalità e contenuti per l’invio di ulterioricomunicazioni.CAPO IIModifiche alla legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31(Norme generali in materia di tributi regionali)

Art. 7 Modifiche all’articolo 8 bis della l.r. 31/20051.

Dopo il comma 1 dell’articolo 8 bis della legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31 (Normegenerali in materia di tributi regionali), è inserito il seguente:“1 bis. La quota di cui al comma 1, è elevata al 60 per cento nel caso in cui il comune abbiaaccettato nell’esercizio precedente un obiettivo migliorativo ai fini del patto di stabilitàterritoriale, a valere sulle entrate derivanti dall’azione di accertamento nell’annosuccessivo.”.

CAPO III Disposizioni transitorie e finali

Art. 8 Disposizioni di prima applicazione

1. Per l’anno 2010, in sede di prima applicazione, gli enti locali possono trasmettere le richieste dimodifica di cui all’articolo 3, comma 2, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presentelegge.

Art. 9 Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione sul Bollettinoufficiale della Regione Toscana.

IL PRESIDENTE

I SEGRETARI Giuliano Fedeli Marco Carraresi Daniela Lastri

ESTREMI DEI LAVORI PREPARATORI

Proposta di legge della Giunta regionale 7 giugno 2010, n. 8 divenuta Proposta di legge del Consiglio regionale 9 giugno 2010, n. 9 Proponente: Assessore Riccardo Nencini Approvata in data 28 luglio 2010 Divenuta legge regionale 29/2010 (atti del Consiglio)

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Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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