Invalidità: accertamento requisiti non può essere una furberia per tagliare a chi ha bisogno

Qui di seguito il testo in bozza di una mozione che vorrei presentare in Consiglio Regionale perchè mi è stata segnalata una forte preoccupazione da parte di tante persone, famiglie ed associazioni circa i controlli in corso da parte di INPS, su direttiva del Ministero, riguardo all’azione di contrasto ai cosiddetti “falsi invalidi”.

Siamo in Toscana e nutro seri dubbi che vi sia persone che nella nostra regione, e questo lo dicono anche le statistiche, che vogliano fare il furbo simuladosi invalidi.

Siamo in Toscana e dobbiamo invece stare attenti che non si voglia fare il furbo, da parte del Ministero, per tagliare i sostegni a chi ne ha bisogno, a partire dai soggetti affetti da sindrome di Down.

Siamo in Toscana e non possiamo pensare di creare enormi disagi e spendere un sacco di soldi pubblici per controllare tutti,  anche coloro che sono chiaramente affetti da patologie di invalidazione grave e riconosciuta: lasciamoli a casa tranquilli invece di costringere loro e le loro famiglie a viaggi e spostamenti in posti dalla precaria accoglienza.

Siamo in Toscana e non possiamo pensare che se qualche controllo deve essere fatto non possa essere fatto in luoghi il più vicini possibile all’abitazione di queste persone, in luoghi idonei, messi magari a disposizione delle  Asl.

La Mozione che segue prova a dire queste cose. E’ una bozza e chi vuol dare suggerimenti può lasciare il suo commento.


Mozione: Per un’ azione di accertamento dei requisiti di invalidità equa, non discriminatoria e rispettosa della dignità della persona.


IL CONSIGLIO REGIONALE

Premesso che la L. n.508/1988 “Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti” all’art. 1,comma 2 , riguardo all’indennità di accompagnamento recita: “L’indennità di accompagnamento è concessa: … ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di una assistenza continua”;

Rilevato che nel giugno 2010, nell’ambito del dibattito sulle Misure anticrisi (Decreto -legge 31 maggio 2010 poi convertito dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122), veniva respinto il seguente emendamento: “1-bis. La lettera b) del comma 2 dell’articolo 1, della legge 21 novembre 1988, n. 508 è così sostituita: b) ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità permanente di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore, o, non essendo in grado di compiere il complesso degli atti elementari della vita , abbisognano di una assistenza continuativa”;

Rilevato altresì come l’emendamento puntasse a classificare, ai fini del riconoscimento, come “ permanente” l’impossibilità a deambulare ed a considerare quali “atti elementari della vita”, fare il bagno (ricevendo assistenza nel lavare non più di una parte del corpo), vestirsi (escluso l’allacciarsi le scarpe), mobilità (alzarsi e sedersi sulla sedia senza appoggiarsi, usare il bastone) etc;

Constatato che i criteri, in parte sopra esposti, qualora non respinti avrebbero escluso dalla concessione dell’indennità di accompagnamento migliaia di persone, non solo appartenenti alla terza età, con disabilità intellettiva o relazionale ma con un grado di autonomia nella capacità di svolgimento degli atti elementari;

Richiamato che nel corso del 2009 l’INPS , ha provveduto ad effettuare circa 200.000 controlli che hanno condotto alla revoca o alla rimodulazione di circa 19.000 prestazioni assistenziali;

Richiamato altresì il Piano straordinario di verifica sulle invalidità civili come da L. 122/2010, in base al quale persone con disabilità grave o meno grave ma stabilizzata ed incontrovertibile stanno ricevendo da parte dell’INPS l’ulteriore richiesta di documentazione sanitaria relativa allo stato invalidante;

Constatato come questa prassi rappresenti una distorsione operativa che comporta l’inevitabile conseguenza di colpire la dignità degli invalidi oltre a costituire un evitabile aggravio sulle finanze pubbliche trattandosi di verifiche aventi per oggetto verbali di accertamento sanitario precedentemente rilasciati dalle ASL e riesaminati in via ordinaria dalle Commissioni di verifica istituite presso l’INPS;

Ricordato che le modalità di svolgimento e le regole relative ai suddetti accertamenti sono stabilite esclusivamente da parte dell’INPS, quale unico soggetto contemplato dalla normativa statale di riferimento;

Ricordato altresì come nell’attuale iter per l’accertamento della condizione di invalidità civile le Aziende sanitarie della Toscana siano chiamate esclusivamente alla gestione dei fascicoli sanitari relativi ai soggetti convocati dall’INPS a verifica straordinaria;

Ritenuto di condividere le azioni che vadano nella direzione di combattere ogni forma di elusione, evasione o pratica tesa a falsificare il reale grado di invalidità dei soggetti;


IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

- ad attivarsi con tempestività presso la Direzione regionale dell’INPS con lo scopo di conoscere se siano in atto modifiche sostanziali in materia di accertamento del diritto alle prestazioni assistenziali ed eventualmente attivarsi verso il Governo per scongiurare ogni tentativo volto a determinare, di fatto, quanto previsto negli emendamenti contenuti nel Decreto- Legge n.78/2010 ed a suo tempo respinti o esiti ad esso similari;

- ad attivarsi altresì affinchè da parte della Direzione regionale dell’INPS sia garantito il sostanziale rispetto del Decreto Interministeriale 2 agosto 2007 volto ad individuare le patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante specie per quei casi per i quali, alla luce della L. 102/2009, si prevede la presenza del medico INPS nell’ambito delle Commissioni di prima istanza per il riconoscimento dell’invalidità civile;

- a studiare e mettere in atto tutte le possibili forme di sostegno rivolte alle fasce più deboli della popolazione chiamate a controllo su uno stato invalidante già riconosciuto anche attraverso accordi con INPS per procedere con la massima celerità all’individuazione del maggior numero possibile di spazi, baricentrici rispetto al territorio di riferimento, atti ad ospitare le Commissioni di verifica onde di ridurre i gravi disagi che lo spostamento per gli accertamenti arreca a persone in gran parte affette da patologie fortemente invalidanti;

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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One Response to Invalidità: accertamento requisiti non può essere una furberia per tagliare a chi ha bisogno

  1. Alessandro Morelli 29 ottobre 2010 at 21:44 #

    Qualche spunto di riflessione:
    per individuare i parametri oggettivi con cui identificare le persone bisognose di assistenza economica sarebbe sufficiente adottare i criteri già ampiamente utilizzati dalle compagnie assicurative nella fattispecie delle cosiddette polizze Long Term Care. Naturalmente, le visite medico-legali dovrebbero essere in grado di stabilire la permanenza o la temporaneità dell’ingiuria fisica. Nel secondo caso, sarebbe sufficiente ripetere la visita stessa nei termini stabiliti precedentemente, stante che non sarebbe giusto neppure continuare l’erogazione di sussidi a chi non ne avrebbe più bisogno, magari a danno di nuovi malati. La necessità di nuove visite non deve però diventare una punizione per gli assistiti temporanei, a maggior ragione se la temporaneità si rivelasse più lunga di quanto previsto in prima istanza.

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