Mobilità ciclistica, a un passo dalla legge regionale

La proposta di legge regionale targata Pd per lo sviluppo della mobilità ciclistica è a un passo dall’approvazione definitiva. Ieri la commissione Trasporti e infrastrutture del Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il progetto.
Se la legge verrà approvata, e noi lo auspichiamo,  la Toscana sarà la prima Regione in Italia a vantare una legge specifica per i ciclisti, amatori o professionisti, che usano sempre più la bicicletta come mezzo alternativo all’auto. Con la nostra proposta sarà possibile dare vita ad una vera e propria rete ciclabile regionale: ci sarà un Piano specifico che perseguirà obiettivi di intermodalità tra i diversi sistemi di trasporto, prevederà la costruzione di infrastrutture dedicate e ciò significa non solo piste ciclabili ma anche servizi per chi usa la bicicletta, ci sarà più sicurezza, sia dal punto di vista della viabilità che della manutenzione del mezzo, ci saranno finanziamenti per l’incremento delle piste ciclabili urbane e percorsi protetti extraurbani. Inoltre questa legge sarà un’opportunità anche sul versante del turismo , perché sarà possibile valorizzare percorsi, attrezzandoli con aree di sosta e ristoro, favorirne la loro accessibilità attraverso l’utilizzo del treno da parte dei cicloturisti. L’idea è di rendere ancora più attraenti per il turismo interno ed internazionale scenari paesaggistici e culturali unici al mondo, dall’Arno alla via Francigena e alle altre peculiarità del territorio toscano.

Ecco nel dettaglio cosa prevede la proposta di legge:

Relazione illustrativa

L’articolo 1 enuncia le finalità dell’intervento legislativo, volto a realizzare obiettivi di intermodalità , di migliore fruizione del territorio, di sviluppo infrastrutturale con valenza anche in ambito sanitario, sociale, turistico e sportivo, ed a garantire lo sviluppo in sicurezza dell’uso della bicicletta sia in ambito urbano che extraurbano realizzando una rete ciclabile regionale e le relative infrastrutture.

L’articolo 2 individua quali obiettivi strategici a) per la ciclomobilità urbana l’incremento della rete ciclabile esistente, privilegiandone il completamento su tutto il territorio urbano e la messa in rete,  la sua messa in sicurezza e la connessione con il sistema della mobilità collettiva , b) per la ciclomobilità extraurbana la creazione di circuiti connessi alla mobilità collettiva e la creazione di una rete, interconnessa, protetta e dedicata, di itinerari ciclabili e ciclopedonabili attraverso località di valore ambientale, paesaggistico, culturale e turistico anche con la creazione di una rete di punti di ristoro, con particolare riguardo ai percorsi connessi e correlati alla via Francigena e alle altre vie ( quali la Via Romea dell’Alpe di Serra) aventi caratteristiche storico-culturali, la creazione in ambiente rurale e montano di percorsi dedicati e strutture di supporto e la creazione di una rete di ciclostazioni.

L’articolo 3 prevede che nell’ambito del Piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità sia individuato il sistema ciclabile di scala regionale quale elemento di connessione e integrazione dei sistemi ciclabili provinciali e comunali. Il Piano regionale integrato definisce l’utilizzo per la riconversione in percorsi ciclabili e ciclopedonali, favorendone il recupero conservativo, di manufatti stradali o ferroviari dismessi , strade in disuso ed aree inutilizzate quali gli argini dei corsi d’acqua .

L’articolo 4 disciplina la pianificazione provinciale e comunale per la mobilità ciclistica, prevedendo la connessione dei grandi attrattori di traffico, in particolare i centri scolastici e universitari, gli uffici pubblici, i centri commerciali, le aree industriali, il sistema della mobilità pubblica con particolare riferimento ai poli di interscambio modale, ai poli sanitari ed ospedalieri, alle aree verdi ricreative e sportive e, in generale, agli elementi di interesse sociale, storico, culturale e turistico di fruizione pubblica.

L’articolo 5, avente ad oggetto intese ed accordi, prevede che nell’ambito delle riconversioni delle tratte ferroviarie dismesse, la Regione promuove, mediante intese con i proprietari e gestori delle reti ferroviarie, il recupero e la conservazione delle stazioni e dei caselli ferroviari insistenti sulla tratta, che, mediante specifico adeguamento funzionale, possono essere destinati a strutture ricettive e di assistenza o punti di ristoro specializzati per l’ospitalità dei cicloturisti.
La Regione promuove accordi con i gestori del trasporto pubblico locale allo scopo di attuare il trasporto combinato di passeggeri e cicli sui mezzi ferroviari e sui mezzi di trasporto pubblico locale.
Di rilevante interesse per l’effettiva diffusione e promozione di questa modalità di trasporto è la previsione di un sistema di informazione e consultazione, tramite accesso internet, dell’offerta ciclabile con i tracciati dei percorsi, dei punti di scambio intermodale e dei punti di assistenza e di ristoro. Il sistema è costantemente aggiornato dalla Regione in collaborazione con Province e Comuni.

L’articolo 6 individua le tipologie degli interventi  per la mobilità ciclistica che, nel rispetto delle caratteristiche tecniche previste dalla normativa nazionale (L. 366/1998 e d.m. 557/1999), sono finalizzati alla progettazione, realizzazione e promozione di reti urbane o extraurbane di itinerari e piste ciclabili e ciclopedonali, itinerari ciclabili turistici e infrastrutture connesse, poli di interscambio modale.
Gli interventi per la mobilità ciclistica possono comprendere la realizzazione di sottopassi e sovrappassi ciclabili e ciclopedonali, dotazioni infrastrutturali utili alla sicurezza del traffico ciclistico e motorizzato, la costruzione e dotazione di parcheggi attrezzati, liberi o custoditi, e di centri di noleggio riservati alle biciclette, prioritariamente in corrispondenza dei centri intermodali di trasporto pubblico, d’intesa con le società di gestione e presso strutture pubbliche, la messa in opera di segnaletica, verticale e orizzontale, specializzata per il traffico ciclistico, nonché di segnaletica integrativa dedicata agli itinerari ciclabili, la predisposizione di strutture mobili e di infrastrutture atte a realizzare l’intermodalità fra biciclette e mezzi di trasporto pubblico, la realizzazione di intese con i soggetti esercenti i servizi ferroviari e i gestori delle infrastrutture ferroviarie al fine di promuovere l’intermodalità tra la bicicletta e il treno, in particolare per la realizzazione di parcheggi per biciclette nelle aree di pertinenza delle stazioni ferroviarie e la promozione del trasporto della bicicletta al seguito, la realizzazione di intese con le aziende di trasporto pubblico per l’integrazione con l’uso della bicicletta, nonché per la predisposizione di strutture per il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici, la realizzazione di servizi di biciclette a noleggio, la realizzazione di conferenze, attività culturali ed iniziative educative atte a favorire la cultura della bicicletta come mezzo di trasporto, l’attivazione presso gli enti preposti al turismo di servizi di informazione per cicloturisti, la redazione, pubblicazione e divulgazione di cartografia specializzata anche di tipo elettronico, ogni ulteriore intervento finalizzato allo sviluppo ed alla sicurezza del traffico ciclistico, anche attraverso la creazione di punti di manutenzione della bicicletta, ed in particolare iniziative formative ed informative sull’utilizzo di protezioni del ciclista quali abbigliamento e casco.
Si prevede inoltre che nel quadro delle indicazioni del Piano regionale integrato e dei piani provinciali e comunali, una quota non inferiore al cinque per cento della superficie dei posti auto previsti, adeguatamente attrezzata, debba essere riservata al parcheggio di biciclette
L’articolo 7 prevede l’attuazione ad opera di Province e Comuni e l’adozione di misure , anche da parte della Regione, per favorire l’incremento dell’uso della bicicletta da parte dei propri dipendenti.
L’articolo 8 prevede che i comuni sedi di stazioni ferroviarie o poli di interscambio modale provvedono, all’interno o in prossimità delle suddette infrastrutture, alla realizzazione di ciclostazioni, ovvero di adeguati impianti per il deposito custodito di biciclette, con eventuale annesso servizio di noleggio e manutenzione biciclette.
L’articolo 9 prevede che la manutenzione dei tracciati e dei percorsi attuati a seguito delle scelte definite dal Piano regionale integrato, così come dei percorsi e dei tracciati preesistenti, sia a carico degli enti proprietari nel cui territorio insiste il percorso. Si stabilisce inoltre che gli accordi di programma che definiscono tracciati che insistono sul territorio di più comuni devono prevedere anche la ripartizione dei costi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria.
Al secondo comma si prevede che la Regione possa concedere contributi per la manutenzione agli enti che prevedono infrastrutture ciclabili nei loro atti di pianificazione
L’articolo 10 autorizza la Regione a concedere finanziamenti agli enti e soggetti proprietari delle strade che provvedono, in caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, a  realizzare percorsi ciclabili adiacenti, purché  realizzati  in  conformità al Piano regionale integrato, salvo comprovati problemi di sicurezza.  Inoltre sono autorizzati per la manutenzione dei percorsi connessi e correlati alla Via Francigena e alle altre strade aventi caratteristiche storico-culturali.

L’articolo 11 prevede che agli oneri derivanti dall’attuazione della legge si provveda mediante legge ordinaria di bilancio, in coerenza con le determinazioni del piano integrato .

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana
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