Iniziativa a Prato su Tecnologie: il mio intervento

Iniziativa a Prato su Tecnologie: il mio intervento

Wi- fi, banda larga, parole che sono entrate ormai nel lessico collettivo e hanno assunto un’importanza sempre maggiore, in una società come la nostra dove il ruolo di Internet è sempre più decisivo.

In Toscana stiamo portando avanti da tempo un lavoro di ampliamento e potenziamento delle conoscenze digitali per tutti i cittadini, con l’obiettivo primario di non avere il “digital divide” cioè il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso in modo parziale o totale. Gli scopi sono creare infrastrutture e piattaforme sul territorio con copertura in banda larga per migliorare lo sviluppo della competitività delle imprese, attivare servizi di infomobilità per la promozione del turismo e la valorizzazione dei beni culturali, potenziare l’inclusione tecnologica anche in ambito scolastico, sanitario, didattico (formazione on line).

Per questo abbiamo investito molte risorse per portare la banda larga su tutto il territorio regionale (ora coperto al 90%), nell’infrastrutturazione della rete telematica regionale e nel TIX (Tuscany Internet eXchange) come iniziativa della Rete Telematica Regionale Toscana per migliorare il livello dell’infrastruttura telematica della Toscana tramite il coinvolgimento degli operatori del settore e per fornire un contesto tecnico operativo alla gestione ed erogazione dei servizi telematici della pubblica amministrazione per i cittadini e le imprese. Così come abbiamo implementato il portale del Turismo (il secondo più cliccato d’Europa) per favorire la promiozione del settore e consentire l’incontro tra domanda e offerta

Adesso impegniamo altri 16 milioni di euro nel 2012, 16 nel 2013 e 19,5 nel biennio 2014-2015 grazie al Programma regionale per la promozione e lo sviluppo dell’amministrazione elettronica e della società dell’informazione e della conoscenza.

Pare inoltre che il Ministero stia sbloccando i finanziamenti dell’accordo del 2007 tra Regione, Ministero per lo sviluppo economico,Telecom Italia e Infratel (società in house del Mise) che dovrebbe consentirci anche qualche investimento in aree urbane a forte assorbimento di banda ora sovraccariche.

Nei giorni scorsi il Ministro Profumo è intervenuto a Firenze, diffondendo lodi alla Regione, per presentare il progetto Smart Cities nel quale è riposta una grande attesa per accelerare la creazione di prodotti innovativi e basati sulla ricerca e sulla conoscenza da implementare attraverso fondi destinati alle Università, ai Centri di Ricerca e Innovazione e alle Imprese. Il progetto di un distretto ICT in Toscana, creato attraverso l’integrazione di poli di eccellenza scientifica, si colloca in questa strategia, nell’ottica di riunire una serie di start up nel settore Ict.

Il nostro Gruppo sta inoltre predisponendo una legge a sostegno dell’editoria, delle TV locali e dell’informazione. Ed è disposto ad incontrare a le associazioni di categoria e ad ascoltare le varie proposte in modo da poter creare delle sinergie ancor più convincenti.

Abbiamo fatto e stiamo facendo, ma questo non è sufficiente. Alcune aree sono sempre scoperte, gli effetti e le ricadute non sono in grado di dare un significativo slancio verso tutta la società toscana.

Noi dobbiamo fare un salto in avanti: iniziare a trattare questa cosa come un tema Politico. Non un tema tecnico o al massimo trattato dalle Istituzioni come abbiamo fatto fino ad adesso. Almeno per tre motivi.

Il primo motivo parte dal fatto che favorire l’accesso alla rete implica chiaramente una maggiore facilità di reperire informazioni e conoscenza e dunque rappresenta una questione di Democrazia. Sarà dunque un fatto politico. Internet per tutti significa diritti in più per tutti, possibilità di accedere a informazione e saperi. Internet è diventato un luogo nel quale la società si incontra e dove avvengono gli scambi collettivi. Riprova ne sia che oramai è anche un luogo dove avvengono addirittura illeciti come la porno-pedofilia, il gioco d’azzardo, dove nascono e si alimentano pericolose dipendenze e sul quale si addensano dunque preoccupazione e sentimenti delle persone. Un luogo da frequentare dalla politica come luogo della società.

Il secondo motivo risiede nel fatto che il debito italiano non potrà essere risolto se non c’è una gestione analitica e telematica dei dati e delle procedure tale da incrementare l’efficacia della Pubblica Amministrazione senza aggravare i costi di personale. E non è politica questa?
Se vogliamo tradurre un vecchio slogan – pagare tutti per pagare meno – in tema di tasse, non significa oggi avere una infrastruttura tecnologica in grado di evitare evasioni ed elusioni?! O pensiamo di andare sempre a fare solo i controlli con la Guardia di Finanza?
Se vogliamo far pagare i servizi ai cittadini in modo equo attraverso l’Isee pensiamo di poterlo fare senza il supporto delle tecnologie?
Se vogliamo pianificare dinamicamente e controllare il territorio pensiamo di farlo con le vecchie carte redatte manualmente e i controlli degli illeciti edilizi da parte dei Vigili Urbani?
E potrei continuare per molto. Il riscatto della Pubblica Amministrazione passa per questo.

Il terzo motivo riguarda la crescita. Le aziende medie e grandi hanno saputo reggere meglio alla globalizzazione perchè hanno potuto permettersi investimenti nella tecnologia e in procedure informative più efficaci e strutturate (Erp, controlli di gestione, progettazione, etc.). Le piccole imprese non hanno potuto, viste le loro dimensioni. Ora possono e la chiave per poterlo fare è il Cloud Computing. Attraverso di esso anche la pmi potrà accedere a questi servizi. Ma devono essere implementati e, anche se il mondo va avanti da se, tra farlo prima e farlo dopo c’è un’enorme differenza. Se la Toscana vuole riguadagnare un pò del vantaggio competitivo che le spetterebbe deve riuscire a farlo prima di altre rendendo disponibile questa tecnologia, prima e meglio, alle sue pmi.
E non è in questa ottica che si possono creare ambienti utili, favorevoli, per la creazione di start-up di giovani che siano in grado di mettere la loro iniziativa a disposizione di questi progetti?
Non è politica questa?
Allora, quello che forse occorre è accelerare quello che comunque dovrà avvenire. Se riusciremo a farlo forse potremo uscire prima dalla crisi e dare un contributo migliore alla rinascita di questo Paese così messo male.
Se vogliamo tentare occorre essere decisi e mettere insieme quello che abbiamo, sia nel pubblico che nel privato.
In Toscana ci sono alcuni operatori privati del settore con le carte in regola. C’è la Regione ha le infrastrutture sulle quali ha investito, il Tix, una grossa potenzialità che le deriva da implemetare queste cose nella Sanità e in altri settori. Ci sono aziende di servizi pubblici che hanno anch’esse forti potenzialità.
Credo sia l’ora che questi mondi si incontrino e mettano in piedi un’iniziativa concreta nella quale tutti possono trovare vantaggi utili per se stessi e per la collettività. Credo che questo possa e debba portare anche ad iniziative “industriali” comuni, tali da accelerare i tre punti di cui sopra. Se vogliamo farlo ne abbiamo la possibilità. Ma dobbiamo fare Politica.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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