Informazione locale: Riconoscere con una legge l’importanza del settore.

Radio CORA (acronimo per COmmissione RAdio) fu un’emittente clandestina, gestita da membri del Partito d’Azione fiorentino, che dal gennaio al giugno 1944 consentì i contatti tra la Resistenza toscana e i comandi alleati. Abbiamo ricordato la sua storia e la sua importanza ieri sera a San Giovanni Valdarno nella splendida cornice del Loggiato di Palazzo Arnolfo, in un’iniziativa organizzata da Anpi Valdarno e gruppo Pd Consiglio regionale della Toscana dal titolo emblematico “Radio Cora, il social network della liberazione”: partendo da quest’esperienza abbiamo parlato della situazione dell’informazione e della comunicazione oggi e di una proposta di legge su cui il gruppo Pd sta lavorando, volta proprio a dare un sostegno concreto al settore.

Radio Cora lavorava per la democrazia, per riportarla in un territorio dove era stata rubata e per questo obiettivo lottava quotidianamente. Per la democrazia vogliamo lavorare anche noi oggi, permettendo a chi fa informazione locale tutti i giorni di essere in grado di fornire un quadro obiettivo e puntuale della situazione che li circonda, perché un cittadino informato è un cittadino consapevole. Con questa proposta di legge vogliamo riconoscere questo importante settore, sia per quanto riguarda l’informazione cartacea e online, sia l’emittenza radiofonica che televisiva. Quest’ultima ha avuto e sta avendo grandi difficoltà con l’introduzione del digitale terrestre, che ha imposto gravosi costi per le nuove attrezzature, limitando così l’investimento nelle risorse umane, già duramente spesso penalizzate da forme contrattuali svilenti. Non servono contributi a pioggia ma azioni che valorizzino le realtà che puntano alla qualità del prodotto e alla tutela dei lavoratori. Nostri obiettivi sono quelli di fornire supporti all’informazione periodica locale, anche facilitando l’accesso al credito, di tentare di alleviare le storture e le distorsioni di questa “prima fase” del digitale terrestre, favorendo l’approdo a una “fase 2”  in cui vengano meno le più grosse problematiche relative a diffusione del segnale e vi sia un sostegno per affrontare le ingenti spese per l’ammodernamento tecnologico. Imprescindibile sarà l’apporto degli operatori del settore, con cui vogliamo realizzare apposite iniziative sul tema nei vari territori anche ascoltando le esigenze degli operatori locali. A settembre-ottobre faremo un’apposita giornata per definire meglio la nostra iniziativa di legge. Già molti giornalisti sono intervenuti ieri sera, elogiando l’iniziativa e dicendo la loro opinione.

“Giusto parlare di meritocrazia, bisogna tutelare le aziende che lavorano eticamente”, sostiene Monica Campani di Valdarno Post. “In pochi capiscono l’importanza dell’informazione locale, a livello nazionale ci sono più possibilità ma nel piccolo i cittadini devono avere più possibilità per conoscere la situazione che li circonda”, afferma inveceMichele Bossini del Corriere di Arezzo. “Nella televisione la crisi è duplice, oltre alla grande crisi economica c’è stato il colpo del digitale terrestre che oltre a penalizzare molte emittenti a livello di diffusione ha determinato nuovi ingenti costi per attrezzature specifiche, rendendo ancora più complicato investire risorse sul personale”, spiegaNicola Vasai di Rtv38. “Troppo spesso è difficile essere imparziali a livello locale perché un editore non si può permettere di andare contro potentati locali: dare più contributi implicherebbe aiutare un’informazione imparziale che a sua volta consente ai cittadini di avere un quadro obiettivo della situazione che li circonda”, fa invece presenteGianni Brunacci di Arezzonotizie. “Con la crisi vince chi ha interesse a tappare la bocca alla democrazia, sembra retorica ma è realtà: per quanto riguarda l’emittenza locale, molte tv sono state costrette a spese enormi per l’alta frequenza e chi non ce la fa soccombe”, aggiunge Filippo Boni di Valdarno Channel.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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