Coesione sociale e solidarietà, dalla Regione trentacinque milioni per le famiglie.

famiglia-stilizzataOggi abbiamo approvato una legge per le famiglie. A marzo avevo detto che l’avremmo presto presentata al Consiglio, ed oggi è stata discussa e approvata. Sono soddisfatto perché ci abbiamo lavorato sodo provando a declinarla come dovrebbe essere declinato il nostro lavoro in tempi di crisi: fare un intervento eccezionale (come eccezionale è la crisi) ma provare anche a fare qualcosa di nuovo che guarda avanti. Vediamo come. Anzitutto abbiamo cercato di capire quali sono le maggiori criticità aggiuntive che possono gravare sulla famiglia in questo periodo di crisi e quindi abbiamo deciso interventi per sostenere la famiglia nel far fronte a queste criticità. Gli interventi individuati dalla legge sono: Contributo per i nuovi nati: la misura è significativa soprattutto per il fatto che, a causa della crisi, in Toscana si registra un nuovo calo delle nascite (già basse nella nostra Regione), che scendono dalle 33.610 del 2008 alle 31.126 del 2012. Per tutti i nuovi nati la Regione darà un contributo da 700 euro, a patto che la famiglia abbia un reddito Isee non superiore a 24 mila euro. Aiuti alle famiglie numerose, più esposte al rischio di povertà: sarà garantito un sostegno di 700 euro, per ogni anno da qui al 2015, per chi ha almeno quattro figli a carico, mentre altri 170 si aggiungeranno per ogni figlio oltre il quarto. Non si dovrà però superare il tetto Isee di 24 mila euro. Sono circa 3.100 le famiglie che in Toscana si trovano nella situazione di poter chiedere il contributo. Sostegno alle famiglie che hanno un figlio gravemente disabile: sono previsti 600 euro l’anno, sempre con il tetto di 24 mila euro l’anno di Isee. La spesa prevista è 5 milioni. Sostegno alle famiglie che riescono più a pagare il mutuo, rischiando così di perdere la casa. Come Regione, abbiamo stipulato un accordo con la Fondazione Toscana per la lotta all’usura, creando un fondo vincolato per il rilascio di garanzie finanziarie a favore di famiglie in gravi difficoltà, che possono così contrarre mutui per estinguere passività pregresse fino a un massimo di 50 mila euro. Microcredito per lavoratori in difficoltà: oltre 19 mila persone in Toscana non riscuotono da più di due mesi lo stipendio, pur avendo magari riconosciuta la cassa integrazione in deroga o qualche altro ammortizzatore sociale, non ancora riscossi. Questi lavoratori potranno, rivolgendosi ai sindacati, ottenere prestiti fino a 3 mila euro, i cui interessi saranno pagati dalla Regione. Per questa voce la Regione stanzierà 5 milioni di euro. Aumento di 5 milioni del Fondo per la Non-Autosufficienza. Gli anziani non-autosufficienti in Toscana sono 69.500 e su di essi la Regione interviene con un fondo di 80 milioni nonostante i tagli apportati dallo Stato. In questa occasione, con un atto fuori da questa legge ma ad essa complementare, abbiamo deciso di incrementare questo fondo di 5 milioni di euro. Alla crisi si risponde soprattutto con azioni concrete. E la Regione Toscana, oggi, ha fatto un passo significativo verso quella fascia di società che ha difficoltà. Trentacinque milioni di euro l’anno stanziati a sostegno delle famiglie e dei lavoratori in difficoltà, un pacchetto di misure sperimentali per tre anni, fino al 2015. Le parole “solidarietà”, “uguaglianza”, “coesione sociale” che non restano enunciazioni di principio ma prendono la forma di bonus per i nuovi nati, sostegno economico alle famiglie numerose e con disabili, ai lavoratori senza stipendio da più di due mesi, a chi rischia di perdere la casa perché non riesce a pagare il mutuo.

A questi interventi bisogna aggiungere: Fondo di 5 milioni per il Microcredito alle persone in difficoltà economica. E’ un fondo gestito dalle Associazioni di volontariato che interviene con contributi per quelle situazioni che nel contatto tra associazionismo e persone vengono individuate come maggiormente in difficoltà e alle quali viene concesso un prestito senza interessi e spese fino a un massimo di 3.000 euro. Fondo di 5 milioni per il contributo alle micro-imprese in difficoltà. E’ un fondo attraverso il quale le micro imprese possono ottenere un finanziamento senza interessi e spese fino a 12.000 euro. Questo insieme di provvedimenti, e qui ci vedo la proiezione futura ed il tasso di innovazione, seppur intervenendo straordinariamente, vanno anche a risollecitare, mettere in azione, muovere, quella rete di presidi di solidarietà che sono le Associazioni di Volontariato, le varie altre associazioni, le organizzazioni sindacali, coinvolgendole in questi progetti e ricreando quel tessuto solidaristico che così si può ampliare anche, questo è uno degli auspici, ad altri supporti di banche, fondazioni, privati, etc. che possono contribuire, appoggiando e finanziando questi strumenti, a far superare questo momento di difficoltà. Magari anche estendendo le azioni che vanno ad aggiungersi a quella importante struttura di welfare pubblico che in questi anni è stato comunque mantenuto integro e rafforzato. Sistema del quale i Comuni, alla cui azione bisogna sempre essere grati, sono l’attore principale e dovranno essere anche gli attori a cui si rivolgono i cittadini per valutare le richieste di contributo oggetto di questa nuova legge. E poi, infine, questi interventi provano anche a rimettere in moto la crescita, a sostenere le famiglie per far ripartire la speranza e quindi anche i consumi in una relazione stretta tra solidarietà e crescita. Questa mattina il passaggio conclusivo di un percorso recente velocissimo, iniziato martedì scorso con la firma del protocollo di intesa tra Regione e sindacati, proseguito ieri con l’adozione della proposta in Giunta, concretizzato oggi con l’approvazione di una specifica proposta di legge da parte del Consiglio regionale riunito d’urgenza e che si concluderà nelle prossime settimane con la firma di un Protocollo di Intesa con i Comuni per definire i criteri di azione. Sottolineo dunque con soddisfazione tre aspetti: l’impegno comune e convinto delle istituzioni toscane, Giunta, Consiglio e Comuni; la risposta e la collaborazione da parte delle associazioni e delle organizzazioni sindacali; infine, la carica innovativa di questo provvedimento, che nasce dalla possibilità di individuare risorse importanti all’interno di un bilancio virtuoso e dalla coerenza rispetto a quella che considero la vera “mission” del governo regionale: la coesione sociale anche come chiave per la buona crescita.

IL TESTO DELLA LEGGE PER LE FAMIGLIE APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana
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