Garanzie della Regione ai fondi che emettono minibond. Una leva per la ripresa.

credit-crunch Imprese che chiudono non per mancanza di lavoro ma per mancanza di liquidità. Soldi necessari a pagare i fornitori, i dipendenti ma soprattutto a fare investimenti per crescere e diventare più competitive. La crisi economica che da oltre un lustro sta modificando il nostro modo di vivere e, per quanto riguarda noi amministratori, di impostare le politiche di sviluppo e di crescita, ci ha abituati a questo refrain. Decine, centinaia di imprenditori capaci e volonterosi che anche nella nostra regione bussano alle porte di una banca e tornano indietro con un pugno di mosche.
Costretti a ridimensionare le ambizioni di crescita quando va bene, a chiudere i battenti quando va male. E sono proprio questi ultimi i casi più frequenti.
Le aziende che incontro da mesi chiedono due cose: credito e semplificazione burocratica. Se non si abbattono questi due ostacoli la ripresa stenterà ad arrivare.
È stato calcolato che da qui al 2015 serviranno a livello nazionale 150 miliardi di credito e che le banche riusciranno a coprire per 60. Meno della metà.
Da tempo, in molteplici occasioni pubbliche e incontri operativi, sostengo la necessità di dare vita a nuovi strumenti finanziari in grado di superare il cosiddetto “credit crunch”, la stretta del credito.
Come i “minibond”, che a differenza dei loro fratelli maggiori, i bond di finanziamento emessi dalle grandi aziende, sarebbero utilizzati per sostenere le piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale del nostro sistema economico.
Un’idea concreta (lanciata lo scorso anno dal governo, con il Dl 83/2012), uno strumento utile per consentire alle aziende di finanziarsi anche con sistemi diversi dal quello classico del credito bancario.
La Regione Toscana potrà sostenere le piccole e medie imprese che cercheranno sul mercato, attraverso mini obbligazioni, i capitali necessari per finanziare progetti di crescita e di rafforzamento. Lo farà attraverso Fidi Toscana: la finanziaria di cui la Regione detiene il pacchetto di maggioranza relativa garantirà infatti i minibond emessi fino all’80%, per un massimo di 1,5 milioni. O meglio garantirà il fondo che acquisterà le obbligazioni.
Sarà utilizzato lo stesso fondo e lo stesso meccanismo con cui fino ad oggi la Regione, sempre attraverso Fidi, ha fornito garanzie gratuite alle aziende che cercavano un prestito in banca perché a corto di liquidità o per finanziare progetti di crescita. In quattro anni sono stati garantiti alle imprese toscane prestiti per 1 miliardo e 200 milioni.
Una misura che può rappresentare una leva per la ripresa e che, come ha ricordato il presidente Rossi, si affianca al sostegno al credito e agli accordi fatti in questi anni con gli istituti bancari per teneri gli spread bassi e si somma al microcredito d’impresa che partirà invece a novembre con 3 milioni gestiti da Sviluppo Toscana e capaci di garantire da subito 200 prestiti fino a 15 mila euro.
A questo aggiungo il lavoro, solo all’inizio, che stiamo facendo in materia di detassazione alle imprese, con un primo provvedimento approvato anch’esso nella giunta di lunedì che prevede un’Irap più leggera per le imprese medie, piccole e micro che quest’anno hanno assunto nuovo personale con un contratto di almeno due anni, che hanno assunto lavoratori a tempo indeterminato o che hanno trasformato contratti a tempo determinato in indeterminato.
Tanti tasselli che mi auguro possano restituire il mosaico di un nuovo scenario di ripresa per la Toscana.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana
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