Partecipare per decidere e fare davvero: un nuovo inizio per la partecipazione in Toscana.

ImmagineHo aperto questa mattina al Palaffari di Firenze il convegno “Partecipare per Fare“, una giornata di confronto sulle tante esperienze dei processi partecipativi che si sono svolti in questi anni in Toscana. Sono le “buone pratiche” dell’amministrazione, raccontate anche in una interessante mostra allestita accanto alla sala del seminario. Lo scopo di questa giornata era quello di evidenziare quanto fatto finora, ma senza cadere nella tentazione, sempre in agguato, dell”autocelebrazione e anzi cercando di individuare i punti di forza e quelli di debolezza del lavoro svolto.
L’iniziativa di oggi ha voluto insomma essere soprattutto il momento iniziale di una nuova stagione, che sta per prendere avvio con la nuova legge. Vogliamo costruire una partecipazione che aiuti la politica a decidere meglio e più velocemente, senza sostituirsi ad essa e al tempo stesso coinvolgendo in modo efficace le comunità interessate.
La nuova legge toscana sulla partecipazione, rinnovata ad agosto, riparte dall’esperienza della legge del 2007, con alcune importanti correzioni e un obiettivo: partecipare per decidere e fare davvero, evitando che al confronto con i cittadini non segua alla fine niente di concreto, disperdendo tempo e risorse.
Per questo abbiamo deciso che il dibattito pubblico alla francese, finora solo una possibilità, diventi centrale ed obbligatorio per le opere di interesse regionale sopra i 50 milioni, pubbliche o private che siano. Con un importante paletto: che quel dibattito alla fine porti ad una decisione e lo faccia in tempi certi. Con lo stesso spirito abbiamo ritenuto opportuna una selezione più attenta nei processi di partecipazione locale, procedendo in futuro solo laddove la discussione riguardi progetti che già esistono e finanziabili. Infine, ma non ultimo in ordine di importanza, la rete ed internet come strumenti per far crescere la partecipazione proprio grazie al web. La rete offre potenzialità enormi e consente di dialogare con una platea ancora più estesa. Certo, per utilizzarla come un vero strumento di partecipazione e democrazia, che è il nostro obiettivo, occorre farlo nella massima trasparenza ma senza improvvisazioni, con criteri scientifici ed affidandosi ad esperti, garantendo sempre e al massimo il confronto democratico. Questa sarà la sfida per i prossimi anni.
La nuova legge prevede espressamente una ‘piattaforma informatica’ per rendere più facile il confronto. Con due corollari. La democrazia partecipativa non si fa solo a colpi di click e la partecipazione non si può sostituire alle istituzioni, che ascoltati i cittadini, legittimamente assumono poi le loro decisioni. Col vantaggio però di averne discusso prima, potendo evitare conflitti paralizzanti quando i cantieri sono già aperti.

Leggi anche il comunicato di Toscana Notizie: “La Toscana racconta la ‘sua’ partecipazione, giornata di confronto sul lavoro di quattro anni

Alcune foto della giornata:

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About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana
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