Le nuove frontiere della partecipazione in Toscana (con un occhio alla Francia)

banniere-debat-public-240La politica senza l’opinione dei cittadini non esiste. È il concetto che ho sottolineato durante il mio intervento, questo pomeriggio, ad un incontro organizzato in Consiglio regionale (in basso una foto) sul Dibattito pubblico. Una occasione per saperne di più sul “débat public” nato in Francia e che la legge toscana sulla partecipazione, rinnovata lo scorso agosto dopo cinque anni di esperienza sul campo, rende obbligatorio per tutte le opere e i progetti di interesse regionale sopra i 50 milioni di euro.
Bisogna ascoltare i cittadini e bisogna coinvolgerli nelle decisioni. Lo abbiamo fatto in questi cinque anni e vogliamo in futuro provare a farlo ancora meglio. Ma la partecipazione non si improvvisa: occorre studiare, guardare cosa succede attorno, fare tesoro delle esperienze passate ed altrui.
Molto interessante il racconto dell’esperienza francese fatto dalla professoressa Laurence Monnoyer-Smith dell’università di Compiegne. La Francia ha inventato il dibattito pubblico: ogni dibattito costa mediamente oltralpe tra gli 800 mila e un milione e mezzo di euro, che su grandi progetti non sono poi tantissimo. Soprattutto se quei progetti, non condivisi, rischiano alla fine di arenarsi. E’ obbligatorio per le opere sopra 300 milioni, opzionale da 150 a 300 milioni. Al di sotto ci sono la concertazione ed altre forme di consultazione. La professoressa Monnoyer-Smith, esperta di comunicazioni e e-democracy, da due anni è vice presidente della Commissione nazionale sul dibattito pubblico: 25 membri che rappresentano pubblica amministrazione, Stato, associazioni ambientaliste, esperti, parti sociali ed associazioni di categoria, con 2,3 milioni di budget annuale al netto dei costi dei dibattiti pubblici, sostenuti dai costruttori.
In undici anni, da quando la commissione è diventata un’agenzia indipendente rispetto all’organo alle dipendenze del primo ministro che invece era prima, in Francia sono stati organizzati 69 dibattiti pubblici e quasi sempre i progetti sono stati cambiati, ma sono andati avanti. Senza grossi ritardi. Solo undici sono rimasti tali e quali e solo sei sono stati sospesi o abbandonati. Dibattiti che hanno riguardato strade ed autostrade, gasdotti e ferrovie, aeroporti, porti, centrali eoliche, idroelettriche o nucleari, anche stadi, come quello di rugby a sud di Parigi di cui si discute in questo momento.
E’ la dimostrazione che se la partecipazione è fatta bene aiuta, non rallenta i lavori e fa risparmiare risorse, quelle dei cantieri bloccati o di opere non realizzate. Il nostro obiettivo è costruire con la nuova legge un percorso di partecipazione effettivo, obbligatorio per opere di un certo costo ed impatto, ma con tempi e modalità definite. Con una nuova frontiera, quella della rete e della partecipazione utilizzando anche internet e le nuove tecnologie. Anche in questo caso evitando improvvisazioni.

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About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana
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