Castelfalfi, un modello di eccellenza a cui ispirarsi.

Nel luglio scorso partecipai all’inaugurazione delle piscine di Castelfalfi, il borgo medievale nel comune di Montaione che sarà restituito a vita nuova dopo un imponente restauro urbanistico e edilizio per riportarlo all’antico splendore. Un esempio vero di come anche nella Toscana colpita dalla crisi si possa invertire la tendenza, attrarre investitori e capitali stranieri e creare sviluppo. In quella occasione ebbi modo di sottolineare come il caso di Castelfalfi sia paradigmatico per una serie di motivi. Gli stessi che ho letto con piacere sulle pagine del Corriere della Sera di qualche giorno fa, che ha raccontato la storia del “borgo del miracolo economico”. È innegabile infatti che in questa vicenda si trovino racchiusi una serie di buoni elementi, che anche noi che questa regione amministriamo proviamo ogni giorno a declinare in politiche capaci di rilanciare la Toscana.
Tra questi elementi una parola-chiave: partecipazione. Perché dobbiamo essere consapevoli che non saremmo oggi ad ammirare questa realtà se non ci fosse stato un percorso partecipativo così ampio e ben realizzato. La legge toscana, nella sua prima sperimentale versione, non era ancora stata approvata quando a Castelfalfi la popolazione e le associazioni ambientaliste del territorio sono state coinvolte in quello che possiamo considerare il primo vero “dibattito pubblico” della nostra regione. Che ha utilizzato per la prima volta e con pari dignità della forma assembleare le nuove tecnologie e il dibattito su piattaforme telematiche.
L’era 2.0 si stava affacciando timidamente nella nostra esperienza quotidiana ma qui, dal cuore del medioevo, già si apriva una nuova frontiera.
La stessa che stiamo percorrendo adesso, con la nuova legge sulla partecipazione che introduce e formalizza il dibattito pubblico, rendendolo obbligatorio per le opere di importo superiore a 50 milioni di euro. In tanti, noi compresi, ne abbiamo sottolineato l’ispirazione al modello adottato da tempo in Francia, ma è evidente che l’esperienza di Castelfalfi resti un riferimento fondamentale a cui guardare.

castelfalfi

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

One Response to Castelfalfi, un modello di eccellenza a cui ispirarsi.

  1. pampa 10 dicembre 2013 at 12:21 #

    Mi fa caa

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