L’informazione web e le sfide di un futuro molto prossimo.

Sono intervenuto stamani al convegno “Spazi fluidi. L’informazione toscana in rete”, promosso dal Corecom, durante il il quale è stata presentata una ricerca sulle testate online toscane. Un universo variegato e in crescita – ne sono state censite cinquantuno, molte locali – che presenta molti punti di forza ma anche dei limiti, come quello di una tendenza a replicare in digitale contenuti e modalità del fare informazione propri della stampa tradizionale, soprattutto cartacea. È stata l’occasione per ricordare il ruolo che la Regione Toscana sta avendo nelle dinamiche dell’editoria, un settore colpito da una crisi profonda e in cerca di nuove strade per rigenerarsi.
È innegabile che siamo in un’epoca in cui l’informazione è sempre più fluida, veloce e incessante, e dove, proprio per questo, cresce il peso di quell’informazione che nasce e si sviluppa sulla rete. Attenzione però: in questo “magma” dove i contenuti sono accessibili a tutti, a una platea cioè molto più vasta rispetto a quella che legge il giornale comprato in edicola, può diventare più difficile da una parte fare una buona informazione di qualità, dall’altra saperla riconoscere, seguire e incentivare. In questo contesto, la Regione vuole avere un ruolo attivo e lo fa porgendo la mano quattro volte all’editoria. Per garantire maggiore e buona informazione ai cittadini, ma anche ‘buona occupazione’.
Abbiamo messo in pista poco tempo fa un’iniziativa con cui abbiamo dato la possibilità ad alcune testate di evolversi. A breve, tra due o tre settimane, uscirà un bando da tre milioni. La legge incentiverà le aziende che utilizzano personale stabile o intendono stabilizzare quello precario per progetti di qualificazione aziendale o nuovi investimenti. Sono previsti anche sgravi sull’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, che di fatto sarà dimezzata per quelle aziende di altri settori che vogliano partecipare al capitale delle imprese di comunicazione.
Ma la Regione può aiutare i giornalisti, delle piccole e grandi aziende, anche in altro modo. La pubblica amministrazione dispone di numerose banche dati: una vera miniera. Sono i cosiddetti open data. Stiamo lavorando per mettere a disposizione di tutti questa massa di dati, che può essere una fonte importante per chi lavora nel mondo dell’editoria e dell’informazione. A partire dalle testate locali.
C’è poi la partita dei fondi strutturali europei. I bandi del nuovo settennato usciranno nei prossimi mesi e su quelle opportunità occorrerà fare informazione. La comunicazione è parte integrante delle azioni finanziate con i fondi europei. Spero che su questo si possa costruire un tavolo e lavorare assieme con gli editori e i rappresentanti dei giornalisti.
Il mondo dell’editoria è attraversato da molte criticità, ma la presenza di testate on line piccole ma strutturate, come quelle che sono state censite in Toscana, è comunque incoraggiante e importante. Danno informazioni che interessano ai cittadini. Molte dialogano anche con i loro lettori, anche se non sempre utilizzandone tutte le potenzialità, e fanno partecipazione. Una frontiera spesso ancora molto da esplorare ma cara alla Regione, che sta pensando di trasferire on line l’esperienza degli ultimi anni sulla partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni delle istituzioni. Non è semplice e capisco le difficoltà di quelle testate. Soprattutto se si vuol fare partecipazione in modo non cialtrone. Ma è una strada che intendiamo percorrere, con convinzione.

About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana
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