Province, la Toscana scatta: unanimità per la legge di riordino

Un voto unanime, con tre astensioni, del Consiglio regionale ha dato via libera alla legge sul riordino delle funzioni delle province. È una buona notizia, che arriva al termine di un percorso impegnativo ma che al tempo stesso ha rappresentato un esempio di come il dialogo e la concertazione istituzionale tra tutti i soggetti coinvolti possa produrre un risultato che ora ci permette di iniziare con più ottimismo una nuova fase.
Dinanzi alla più profonda riforma delle istituzioni degli ultimi anni, la Toscana ha scelto di assumersi le proprie responsabilità, provando a cogliere l’occasione per ridefinire gli assetti istituzionali futuri e il passaggio ad un nuovo equilibrio istituzionale, visto il superamento delle province così come le abbiamo conosciute fino ad oggi. Nello scrivere questa legge, la prima del genere che viene approvata in Italia, abbiamo seguito tre parole chiave: sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione. Abbiamo infatti affidato ai Comuni tutto quello che si poteva, abbiamo lasciato alla Regione funzioni adeguate al suo livello e che altrove difficilmente potevano essere gestite. Siamo stati attenti anche a differenziare bene le competenze con una migliore definizione di chi fa cosa. I servizi resteranno sul territorio, vicino ai cittadini.
Alla Città metropolitana abbiamo riconosciuto un ruolo importante come compete ad un’ente di ordine costituzionale, che con la Regione coopererà per definire le scelte urbanistiche, quelle delle infrastrutture materiali e immateriali e per definire il nuovo Piano strategico metropolitano. Naturalmente sarà rafforzata anche la possibilità da parte dei territori di incidere sulla programmazione regionale. Inizia infatti da oggi la stagione dell’indispensabilità del governo associato, con incentivi ad unioni comunali più forti e a fusioni più strutturate.
Centrale è infine la questione del personale, e rivendico il contributo che questa legge dà a garantire la tenuta del sistema dal punto di vista economico e di salvaguardia dei posti di lavoro. Tutto il personale consentito dalla legge lo riportiamo in regione.
Nonostante i tagli facciamo vedere al governo e al paese che tutto quello che si poteva fare lo stiamo facendo. Mancano ancora risorse e per questo dobbiamo mostrare al governo, e lo faremo già dai prossimi giorni, che la Toscana non ha subito l’impatto della riforma me ne ha colto lo spirito per produrre un nuovo modello istituzionale. Un modello che merita attenzione ma soprattutto le risorse necessarie per metterlo a regime. Un modello nuovo ma anche più virtuoso ed efficiente, perché accanto al lavoro fatto sulle istituzioni abbiamo cambiato il volto della macchina amministrativa regionale: più produttività, strutture più leggere, meno personale, meno costi della politica con la riduzione degli assessori e dei consiglieri, ma anche più tecnologia, innovazione e trasparenza.


I comunicati stampa di Toscana Notizie
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About Vittorio Bugli

Assessore alla Presidenza della Regione Toscana

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